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Claudio Pedron

Scrivere dal carcere, in italiano. 2

02/06/2026 di Claudio Pedron || Documenti

Ricordi propri e di famiglia, il viaggio per raggiungere l’Italia, l’impatto dell’arrivo e le impressioni sull’Italia. Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. In calce a ogni argomento, il tema svolto dallo stesso insegnante.

Il passato

Racconta il tuo primo giorno di scuola

1. Pultroppo sono pasati tanti anni dal primo giorno di scuola, mi ricordo che mia mamma mi aveva comprato il grembiulino nero, e il fiocco azzurro, e non vedevo lora di inddossarlo, la mia scuola si chiamava Luigi Pirantello, e si affacciava sul mare. Poi mi ricordo che c’erano due turni, un gruppo entrava alle 8 e usciva alle 12,30 e quell’altro entrava, o 12,30 o 13,30 che non ricordo bene, e usciva alle 17,30, e ogni mese ci si cambiava un mese un gruppo di mattina, e quell’altro di pomeriggio e così via. Non mi chiedere più nulla, che risvegli il bambino che ce in me.

2. Qualche anno fa, entrato la prima volta a scuola. Avevo 5 anni. Era il più giorno emportante della mia vita. Non dementicaro mai qeul giorno. Ho priparato 10 giorni per il rientro scuolastico

Un zaino e vestitti nuovi e quaderni colorati ho stato contento.

Quando entrato avuto paura. La scuola, era una altro mondo per me. È la prima volta chi vedo tanti ragazzi e studenti insiemi corevano e ridano dal loro cuori erano contenti. E mi piaciuta tantissimo la scuola con gli designe al muri colorati e bellissimi.

Ho cercato il mio class abbiamo entrate quasi 30 studenti insiemi. Abbiamo presentati ho conosciuto qualchi ragazzi. Il nostra maestra brava è sempatica.

3. La prima volta a scuola racconto come era la scuola. Ho comenciato andare a scola quando avevo 6 anni la scuola lontano da casa mia 2 kilometri quando partiro da casa mia ci sono cane del altri abitanti mi vengano dietro a gridarmi io il mio cuori batte 150 e quando arrivo in classi comincio aprire il zaino tiro il libro pui le matite e li penne e comincio a’ scoltare lensegnanti cosa dobbiamo fari io mi siedo dietro sempri. Lensignanti vieni a tirarmi dallorechi e me dici comincia a sgrivire io sono arrabbiato e dietro di me e io li dico noloso questa frase e lei mi pranda dalo rechi di novo e mi porta ala banchina questa insegnanti e fa imparare il verbi e dettato e lingua e sono stoffo di questa insignanti pioi termina la scuola torno a casa e mi gridano il cane di novo. Poi ce laltra insignanti di francesi e teligenti poi ce una di matematica e una stronsa. La scuola dovi abito io guali come altri scuola sono il comportamento di linsegnanti cè chi ti fa imparare e ce chi ti fa rimaneri con le stesse ideia.

4. Quando facevo la terza media in Albania si andava a scuola per pasare il tempo.

Eravamo da pocho tempo usciti dal comunismo. E a nesuno glienefregava ninte per la scuola.

E noi alluni fumavamo tutti in class davanti al profesore. I profesori a volte si prezentavano in cllase ubriachì. Ora che cipenso era una pazia. Poi le ragaze comicaron a prezentarsi a scuola ongi giorn piu spoliate. Noi a scuola andavamo sollo per pasar il tempo. In invern. Invece in primavera ci presentavamo solo mozora giusto per dire ai genitori che eravamo andati a scuola. Poi dopo di che andavamo al mare.

5. Mi ricordo il primo giorno nella scuola mi sono svegliato presto e poi mi ha portato il mio padre a scuola all inizio non mi piaceva tanto perche mi piaceva rimaneri a casa con la mia mamma a giocare poi mi sono trovato bene e ho avuto dei amici e ero molto bravo a studiare.

6. Buono prima di tutto per essere sincero io non ricordo com’era in cuel tempo. L’scuola però io immagino che io non era multo bravo. Per lo che mi reconta la mia mama.

Per che lei mi dice che io era multo buono per fare casino e lei deveva andare uni ggiorno a parlare con l’ispetore, per il cattivo comportamento che io teneva nell’scuola. Eppure mai è tardi per inparare infatti io credo che questo è la occasione giusta per inparare.

7. Quanto io sono picolo andare a scuola. Prima conocere alfabeto. Poi imprare la proroncia. E parola frasi. Significare. Dopo qualche anno. Studiare madematica e grammatica. Anche imprare come si scrivere la lettera e tema. Ci sono lezioni di ginnastica. Però pre me non mi piace tanto. Qualche volte imprare canzone ino. E canzone per i bambini. Quanto finire la scuola di elementare. Inizia scuola la media. Media ezione più di elenmentare. Ci sono le tante ezioni matematica. Grammatica. Inglese. Geografia. Fisica. E biologia. Anche sport. La vita ogni uno diverso. Qualcuno abita a scuola di alloggio. Invece a me no. La mattina vado a scuola con la bicicletta. Mezza giorno mangiare a mensa. Sera torna a casa dormire. Perché la scuola è vicino a casa mia. Finito la scuola comincia fare militare.

La mia racconta è cosi facile.

8. Io mi ricordo 1 volta che sono andato a scuola innazituto il grebiule nero poi imiei compagni di clase poi la merendina, poi mia mamma mi pota a scuola e mi ricordo un particolare chi faceva casino veniva bachetato alle mani. Dopo avevamo anche il dopo scuola. Ma io mi ricordo anche lasilo. Che giocavamo agirotonto quanto e bello il monda e tutti giu pertera.

9. Per mi era dura nn mi piaceva uscivo da casa. Arrivavo ero timedo anche perche avevo 7 anni, era troppo severe. E quando ci facciva di le domande, io non rispondevo perche avevo paura, che verò preso in giro. Dal miei compagne, e piano piano comenciato quetare la fidoccia. Anche perche professora stessa si era nagorata che io ero temedo. Dopo che si usciva mi chiamava per da parte e mi diceva tu aspetta deve andare con me a casa, io ero ancora piu in barazo. Sono andato con lei l’auitavo a preparare a pulere. Siamo appena arrivate casa suo lei cha fa si spolia rimasta con rigeseno e motande. Abbiamo fineto dopo che ho mangiato con lei. Poi sono andato a casa non potevo dirlo a nesuno. E mi auitava imparare primo anno sonno venuto primo. Dopo secondo anno. E la stesa cosa mi apettava fuori appena uscivo da l’scuola la trovo che mi ha aspettava e secondo anno anche. Io ero piccolo ma anche la professora era troppo giovane. E bella io piano piano io nn avevo piu voglia di studiare. Preso cota per lei anche si avevo quel’eta Uscivo da casa e andavo nascondermi viceno alla scuola. E fineto così la mia scuola perche lo sono venote sapere miei genetore mi hanno chiesto di campiare la scuola. Io ho detto di no.

10. Il mio primo giorno è stato a Volterra. Ho dovuto aspettare più di un mese, aggirandomi negli uffici prefabbricati del carcere. Mancava sempre un controllo, una carta. Mancava sempre qualcosa. Uno dei miei colleghi era un cacciatore e ci siamo stati subito antipatici. L’altra era andata in maternità e aspettavo la supplente. Ogni dialogo diventava scontro. Aveva un’idea della scuola e della vita che non era la mia. Passavo il tempo parlando col direttore, lo psicologo, gli educatori, gli impiegati, gli agenti. Leggevo libri e chiedevo ogni giorno: “Posso entrare?”. Mentre tutti volevano uscire. Quando finalmente ho passato i 4 cancelli con le lapidi e il ricordo della visita del Papa mi hanno lasciato in un corridoio, davanti a una porta blindata chiusa. Dopo 30 minuti un agente è venuto ad aprirmi una ex cella con i banchi neri, doppi con calamaio degli anni Trenta. Ho aspettato altri trenta minuti prima che arrivasse una decina di allievi, più curiosi di me. La lezione è durata solo 45 minuti ma ho imparato molto.

Descrivi la tua casa dell’infanzia

1. Io quando da piccolo, sono molto capriccioso, sempre gioco con mie compagne di scuola, a volte litigato con loro. Quando vedo il giocattolo, io subito torno a casa, chiedo la mia mamma compra. È lei mi ha detto, non devi vedere una cosa, è subito piaciuto, la casa nostra non sono ricco, perché tu e tuo fratello siete ogni anno spendete un sacco di soldi, quindi adesso tu devi pensare, vivere in una famiglia non’è facile, è molto difficile. Ho sentito mamma mi ha spiegato, ho capito tutto. Grazie mamma.

2. La mia casa era bella, e io doveva dormire con la mia sorela magiore per che avevamo solo un letto per noi. La casa era una della più grande del quartiere e gredo che la unica comtruida in materiale solido. Aveva una cuccina piccola, però la mia mamma faceva delizioso cibo per noi, aveva 5 camera di letto però solo avevamo 2 letto, aveva 2 finestre grandissima, e 2 cane crande che non ricordo la sua rasa. Io ricordo che chiacchierava tropo con mia sorela nella notte, per che io parlaba tropo minchiata e faceva ridere ala mia sorela. quindi la mia mamma si sveliava araviata e mi picava, in fatti era perche Io non faceva caso a mi mamma.

3. Sono nato in un paese in provincia di Bane mallal. In Marocco In un famiglia molto numerosa. Nove figli e i genitori e La nona. E mia padre lavora in campagna. Nostra casa in campagna: e grandi con tre camera e due magazino una c’è dintro le moche e laltra c’è picore e un trattore. Dopo lavevo 7 anni comprato mio padre un casa In città di bane mallal. Una casa po’ picola delli casa di campagnia un appartamento tre camera e un più il cucina e il bagno. Dopo sono andato in Italia a lavorare. Dopo 4 anni È tornato a Marocco e comprato una casa al mia famiglia grande. E sposato anche io mi lavevo 3 figli abitano con mia madre e mia padre. Ho tanto da raccontare della mia casa anche della mia vita.

4. La mia casa è conposta di una casa comune la mia famiglia siamo dodicci en tutto Io ricordo la mia infanzia, quando mio padre quasi tutti la matina mi mandava a comprare In latte per la colazione, per tutti mio fratelli i mia sorella. Perche mio padre le piaceva stare in sieme en la ora di colazioni perche lui no ci stava a la ora di pranzo. Poi la mia madre è una donna troppo solare, poi preparava di cibo molto delizioso, che mia piaciva tantassimo come il pesce. Per giorno de mi tanti auguri mi preparava varia tradizione di marisco che si preparava La tradizione demi paesi. Poi un atro recordo è il calcio che guardiamo In sieme con mio padre i mie fratelli, i nostro canne Dinki in sieme.

5. Mi ricordo de la mia caa dell’infanzia dove ho vivuto fino a dieci, undici anni più o meno. No era una casa. Era proprio un appartamento che se troveva al quarto piano di un pallazzio de quinto piani. In ogni piano aveva due appartamenti. Il mio si trovava a mano siniestra saliendo la scala. Il pallazzio aveva due entrate. Una davanti fronte a una piazza dove due volte alla settimana stava Il mercato, un piccolo giardino dove giocavamo al Calcio j un centro comerciale con un piccolo super mercado, un tabaccho, un forno j due o tre altri negozzi. No mi ricordo bene. La altra entrata, a dietro dove se trovava il appartiamento per le macchine. Anche qui si giocava al calcio dopo la scuola e li week-end. Il proprio appartamento si constituiva cosi: alla entrata se troveva la stanza delli mio genitori. Dopo un piccolo passeggio, di fronte se trovava il bagno j a mano siniestra la sala di mangiare dove se podeva andare Fronte, alla mia stanza che comparteva con il mio fratello, j a mano diestra alla cucina. No era una grande cucina ma è qua che prendevamo la collazionne da lunedi fino a venerdi prima di andare alla scuola. Sabatto j domenica prendieviamo nella salla di mangiare. Anche a mano siniestra della salla di mangiare e troveva una piccola stanza aperta dove se guardava La T.V. solo venerdi e sabatto sera perche no andivamo, il mio fratello ed io, a la scuola il giorno dopo. Quello è lo che mi ricordo della casa della mia Infanzia.

6. Che bello esere anche una volta picoli. Io Mi ricordo la mia casa con tutta la fagmilia che erano vivi anche i miei nonni. Il mio babo era sempre all lavoro e io stavo piu con i miei nonni che mi stavano sempre dietro di me, la mia mama sempre cuccinava e io che volevo solo giocare e mi venivano dietro per darmi da mangiare, e io che stavo sempre fuori con il mio cane nel giardino di casa e aspetavo i miei frateli che venivano da scuola per giochare con loro. Una volta mi sono nascosto dentro l’armadio per fare skerso ai miei frateli e li mi sono adormentato e tutti mi cercavano a me ano ciamato anche la policia e io dopo sono usito. La mia casa era a due piani e a me mi piaceva scivolare sulle scale mi ricordo che nella mio giardino cera anche laltalena, cera anche un albero che mi piaceva arampicharmi.

7. La casa mia e tropo pecola siamo 4 fratelle e 2 sorille e mie ginitore abiamo una camera e un salotto a parte la cucina e bagno. Mi recordo quando vado a scuola apena torno trovo tutte mie frattele. sono tutto a casa ci metiamo intorno a tavolo a mangiare tutte insiame. mi recordo fino ora la loro facia mi ricordo la mia madre che cucinava per 8 personi. una cosa bela la mia madre quando cucinava miteva carni in mizo e miteva la verdora sopra per noi .non cinteresa la carni solo profumo perche mia madre non pu permetrsi a comprare 2 o 3 o 4 chile. perche la mia madre non lavora. mio padri qul periodo emigrato in Spania ci manda un po di soldi uni tantto. mie frattele alconi stodiano. anchi mie sorelle mi recordo quando vieni sera seamo tutte in casa per guardari un film.

8. Quando avevo 9 ani mi richordo che nell La mia casa mi piachevano tante cose io e i miei 2 frateli giocavamo. Tutte le domeniche io e altri 3 amici andavamo nel giardino. Per giocare e poi dopo giocata vichino all giardino chera una casa che era pieno di fichi. Noi per prendere i fichi io fachevo scavalchare i muro. E poi dopo si mangiava. Dopo si andava in casa E si giochava chon i fratelli. Mi richordo che mio fratelo piu picholo ai questi tempi andava al azilo qualche volta mi toccava che lo portavo Io. Ma da noi in questi tempi era dura. Pioveva Senza ombrello qualche volta. E poi mi tochava di andare a scuola tutto bagato.

9. La mia casa tempo fa, era piena de allegria, perque habitabamo tanti personas, la mia nona ogni fine settimana cucinaba cibo tradizionales c’è era buonissimo, arrivavan mio cucino, mio zio e tanti personas piu, sempre jogavamos con mio fratello, e mio cucino al calcio en el area, la famiglia era sempre unita, fachiavamo festa con musica allegre, bailabano tutti. Anche ricordo cuando la mia mama sempre daba di mangiare all kane anche al gato, era tutto sempre allegre. In mio cumpleano arrivavan tanti amichi, e così era la mia infanzia en casa

10. Mi richordo quando avevo otto anni abitavo in un apartamento in quarto piano. Avevo dei vicini che erano bravissimi. Avevo dei amici alla mia ettà uno si chiamava Erion l’altro si chiamava Vasca, eravamo 3 amici inseparabili Giocavamo vicino all nosto palazo, poi quando eravamo stanchi andavamo a casa mia a vedere dei film con cartoni animati loro non avevano tv. A casa cosi venivano a casa mia. Mi divertivo tanto con loro. Giocavamo all nascondilio e tanti altri gioci. In quella casa ho pasato dei momenti belli anche dei momenti bruti. È nato il mio fratello. E io ero molto felice. Avevo una dotoresa che abitava davanti alla mia casa quando io mi malavo lei veniva a casa mia e mi faceva delle punture cosa che io non soportavo perche mi faceva male. Dormivo in un divano in salotto. Lascavo la luce acezo perche avevo paura di notte. A voltte miei gienitori andavano a lavorare e Io stavo a casa mia. Chiamavo qualche amicho e stavo Con loro ha casa mia, ho andavo io a casa dei vicini. Mi ricordo che quando io ero picolo i vicini e la giente era molto unita ti aiutavano anche se non potevano. Era una soceta molto unita. E io pasato una infanzia bellisima.

11. La mia casa dell’infanzia degli cose più belle nela mia vita. Sono nato l’ultimo nel nostra casa e quendi il più picolo. Era una casa in un quartieri popolare, con due porte principale è una grande casa, vivano anche le miei noni in questa casa, all’intrata c’è tre alberi e un coridoio picolo. Alla nostra casa c’è quatro stanze e un salotto, all’intrata trouvi il salotto era un bell salotto con tre divani e la sedia del mio nono chi non voul nesuno sedere al sua posto, c’è un televisione e un grande spechio attachato al muoro. Laltre stanze una camera per il miei sorelle e una per i miei noni. Il piu grande camera quella del miei gienitore E ricordo il loro armadio il bello. La più bella camera era la mia con il mio fratello con due letti e una bellissima scrivania con due casetti per Il nostri libri e quaderni. Per sempre ricordo quello chi ho pasato alla casa del mio famiglia, fino queto momento ricordo il surrizi di tutta la famiglia. Per me rimani sempre la più bella casa e il bello pereodo chi avevo passato.

12. Ho passato la mia infanzia in due case diverse, circondato da paesaggi diversi. La trattoria dei miei nonni materni, su un dosso a trenta metri dal Po, immerso nella nebbia del dialetto emiliano. E la casa dei miei nonni paterni, al centro di un paesino immerso nella nebbia del dialetto veneto.

Descrivi la tua città

1. Io voglio parlare di la citta di Girona. È una bellissima citta che se trova en Catalunya Nell NORD_ETE DELLA SPAGNA. È vicina a la FRANCIA (60 kilometri) ed a BARCELONA (100 Kilometri). La parte più bella della citta è il centro historico dove c’è un picolo fiume ed ponti viecchi. C’è Un parcheggio grande dove e giocha al calcio, al Tenis, dove se corre o dove la gente va a passegiare con li bambini o con la fidanzata. Da Il mese de Aprile fino al mese de Ottobre per la Note ci sono discoteche ed bari nell quello parcheggio. En dicembre c’è il mercato di natale nell centro historico que inizia al inizio del mese fino al 6 di Gennaio ed per Pasqua c’è una festa con cavalli, gente vestita come la edad media y penitenti que passeggiano nell centro historico. C’è una bella chiesa que se chiama “Sant Daniel”. Se mangia molto bene tanto carni come pesci y se bevi buoni vini spagnoli. Normalmente la gente sa parlare il spagnole ma non vuole. Invece parla Català la Lengua de Catalunya.

2. La mia città si trova in Albania è si chiama Vlore in italiano Valona. Valona è una bellisima cita ce il mare che è bellissimo, ci sono tanti alberi, giardini tanti negozi uno dietro al altro vendono di tuto. Ci sono restoranti bar locali è tonti altre cose, di pomerigio i citadini fano il giro lungo mare ha piedi. Ce tanta giente che prende laria pulita del mare e camina nei marcapiedi per ore. Ci sono tanti turisti d’estate vengono dalle altre cita di Albania vengono anche stranieri chome greci italiani tedesci e tanti altri. Valona a 3 porti importanti per il paese. Porto da turisti vigiatori, porto per navi di trasporto, è porto per pescaregio. Di sera ci sono aperti cinema discotece, pap, bar per far divertire la giente.

3. La mia citta si trova in Cile un paese di sudamerica. E si chiama Valparaiso. È una piccola citta, dove si trova il porto più importante di Cile. Quindi una parte Importante dill’economia. Agli cè il congreso che è dove si fano le legi e le decisioni più importante del paese. L’infrastrutura è bellisima e io credo che unica nel mondo. Per che le case sono construite nella colina una al canto al altra e per arivare agli devi farlo solo a piedi. E di dovi ti trovi poì aguardare il mare. È Veramente bellisima.

4. La mia citta si trova in Chile è la capitale si chiama Santiago, è una citta grande, dove ci sono autobus, lunge autoestrade, anche che un aeroporto grande j puoi andare per tutti Sudamerica j anche europa, ci sono tanti volcano è li arriba turista, adeo la citta di Santiago è una de la citta piu megliore di sudamerica economicamente, ci sono tanti makinas modernas. En La zona centro che bar, discotekas, centro comerciales, anche che una autoestiade pue recorre sudamerica j poui andare dove vuoi, la mia famiglia adeso si trovan tutti di là in santiago, che per me è una bella citta

5. La mia città è in sud della Cina, si chiama=Fu Zhou. C’è una piscina grandissima, ci sono 300milla abitanti. L’economia è normale. C’è l’aereoporto, ci sono le fabriche dell’elettrico. Non ci sono stazione del ferroviario, c’è il museo, ’alimento è il riso, c’è il fiume. E ci sono le montagne c’è un stadio in centro la città, ci sono le tante banche, c’è un hotel ****(4 stelle), ci sono i parchi dei pubblici, anche c’è una sauna, c’è una discoteca poi c’è un segnare ed simbolo della città. Ci sono le tante cose da scrivo. Per me. Chiudo qui.

6. Valona e al sud del Albania e una cita grande del Albania e bella ce i mare ma ci sono anche le montanie e una cita che vengono tanti turiti c e il mare adriatico e il mare jon, nela mi cita ci sono tanti musei di storia e dei monumenti fati in bronzo, nel centro della cita ce’ne uno grande, dove ano alsato la bandiera albanese nel 1912 e hano formato la republika albanese indipendente, ne la mia cita ci sono anche le fabrice, ce anche il porto grande sekondo dopo cuelo di Duracu. La vitta notturna e bella ci sono tante discotece e ritoranti in riva al mare, nella mia cita le anche dei piati particolari per esempio i agnieli fati arosto nel legnio, ci sono i villagi turistici nelle montagnie.

7. La mia cita si chiama Elbasan e si trova nell centro di Albania e abitano 50 mila abitanti. In quell cita ci sono tre fabrice, fabrica di cimento, fabrica di matone e il matalurggico.

Negli ultimi anni ci sono costruite le strade. Nel cita ci sono universita e vengono anche studenti da altri cita di Albania. il centro di cita ci sono casse che sono costruite da tempo dei turchi.

8. *** è una bellisimi città è vicino al mare, el clima è troppicali, siemo ottomilli abbitanti oggi domenica c’ la corrida di toro, anche el calcio; ai tantisimi negozi aperto pure anche la dominica; di maggiare semanggia tantisimo riso pesce e marisco y della qualli tanti menetrone; oggi anno si festiegia la festa el segnor delo milagio che fa ogni 22 ottombre, enla strada ci sono tantisimi machina è utubus, ce anche la colina en citta

9. Io vengo dal Marocco da una citta si chiama casablanca La mia citta grande vicina al mare ci sono trobo abitanti da tutte parte del Marocco ci sono povere ci sono ricce ci sono le palazzi grande, ci le fabbrice, ci le ristorante ti trova tanti tipi di mangare ce porto dove fanno le nave ci sono lsupermercate, ce un mercato grande di verdure e di frutte.

10. Io abito in una citta de grande si chiama Bucaresti sono cresciuto in mezo citta fino a etta di 14 ani pero dila non mi ricordo bene dopo sono andato in campania con la mia famiglia ora dove abito ce troppo da fare lavorare al tera al frutta e tutto bellissimo io sono venuto qui in Italia dal 16 ani La prima volta qui in Italia dal 16 ani la prima volta qui in Italia abito In centro dal firenze come ho capito io bene del Firenze che è una citta bellissima e carisima mi piace tanto il domo, la chesa e troppo bella e grande dila vengono tanti turisti del tutte le parte, io vado sempre al Michelangelo sul dal citta a guardare tutto il Firenze e piu bela la citta che h’o visto dal Italia per questo mi sono fermato qui. Questa e tutta la mia istoria.

11. La mia citta e Thailandia Bangkok Pattaya dove io vivo e una zona di mare dove vanno tanti turisti. Negli ultimi anni e cresciuta moltto le squole sono come le nostre però costano moltto. Ma ci sono anche quelle povere. Poi la vita non e cara pero puo diventare cara. Un particolare 365 Giorni a lanno e sempre caldo. Ma il Mese di aprile e come da noi luglio E cambia lanno e quindi Sonkan. Voldire La festa del acqua per 7 giorni. Poi ci sono grandi supermercati grandi. E il mercato del pesce. La gente e cordiale con tutti.

12. Sidnyni

Si e vero che io vivo in thailandia ma durante lanno mi trasferisco in questa citti fantastica come singolo ce un monumento chiamato hopera hus che famoso In tutto il mondo. Dove ci sono tutte le speci. Lavorare e facile ma poi non ce crisi. Puoi scegliere come fati pagare hogni setimana Ho 15 giorni. Pero la vita e cara tipo come l.Italia. Si guida a destra. Nel centro vedi tutti grataceli ma sono ufici e in vece ti alontani dal centro vedi tutte le vilette belle poi sono famosisime le montagne blu, dove ce una legenda. Poi ci sono tantti zoo poi ce la spiagia famosa mundia becsh dove fanno self. La gente e cordiale.

13. La bellissima Casablanca La mia città e conosciuta, perché è una città commerciale che si chiama Casablanca. Casablanca è una città molto moderna e sta a Casablanca la seconda grande moschea al mondo che si trova sul mare. È una cosa bellissima vedere una grande moschea sul mare e sta vicino a casa mia. Il centro di Casablanca è sempre pieno di gente giorno e notte. E stanno a Casablanca anche due nuovi grattacieli che si chiamano le gemelle. A Casablanca ci sono 7 milioni di abitanti: è la piu grande città del Marocco. Il mio quartiere si chiama a Casablanca la “città vecchia”, il più Vecchio quartiere a Casablanca.Il mio quartiere è sempre pieno di gente, perché ci sono tanti negozi e Mercati, e, vicino al mio quartiere, c’è il porto di Casablanca il più grande del Marocco. A Casablanca c’è un bel mare e piscine che sono fantastiche, e tanti altri bei posti per divertirsi e da vedere.

14. Vengo da una piccola cittadina che si trova a sud dell’Albania. Vengo da una provincia di Valona che si chiama Gjorm ed è a una ventina di chilometri dal mare, si trova su una collina e sono in tutto cinquecento case. Di fianco al paese passa il fiume Shushica che scende dalle montagne E va verso il mare. Nella mia cittadina c’è solo una strada che lo attraversa e tante vie che collegano le case con la strada. Su tutti e due i lati della strada ci sono negozi e bar, ci sono anche due grandi monumenti che rappresentano la storia e l’antichità di questo popolo e di questo paese, c’è anche il museo e un centro culturale, c’è un piccolo ospedale e una scuola, e tutte quante queste istituzioni fanno il centro della cittadina.

15. Sono nato in un città si chiama Heerlen, regione Imbeurg, sarebbe sud Olanda. Negli anni 80 fa molto freddo nell’inverno, è bella come la natura e molto fresca, piena di fiore e di alberi. Nel 84/85 ho cominciato studiare a scuola. Studiamo dal 8h di mattina fino a 13h di pomeriggio, e nelle feste ci portano i regali, e si va sempre in compagnia a scuola con gli amici, e non ci sono differenze tra gli extra comunitari e i cittadini olandesi tre volte a settimana c’è il mercato e ci sono le bancarelle di cibo e di fiori, e ci sono tante cose particolari, ma la vita in generale non è cara; quel mercato si chiama Romel Mark, vengono anche dal Belgio e dalla Germania, a fare shopping, perché la città Heerlen è proprio nella frontiera fra Germania e belgio, in primavera nel giorni festivi si va al parco a volte al lago e ci mettiamo sul prato: è bellissimo e pieno di fiori dappertutto. Al centro del parco c’è un lago artificiale con tante papere e cigni. Heerlen e una città molto bella, ordinata e libera.

16. La mia città si trova nel continente asiatico ed il paese si chiama Cina dove si è sviluppato una delle prime grandi civiltà antiche. La mia città, infatti, che si chiama Weng Zhou, ha antiche origini, che risalgono a prima della nascita di Cristo. La mia città prima aveva tanti palazzi e si facevano molti spettacoli. Nel 1937 i giapponesi hanno invaso la città, da quel momento è iniziata la sua rovina. La mia mamma, quando mi ha raccontato questo, mi sono molto arrabbiato e avevo un po’ di paura! In questi ultimi tempi la città si è molto modernizzata e sviluppata, data la crescita economica dell’intera Cina. Della mia città ho ricordi meravigliosi di quand’ero Bambino. La mia mamma mi portava in giro per i negozi e cosi io, già all’età di otto anni, ho imparato a conoscere i vari quartieri. Ricordo molto bene i giardini con molti alberi ed i vari laghetti artificiali, dove mio padre mi portava a giocare con il nostro cane che si chiama fiore. Con il passare degli anni ho notato che la città è molto cambiata, lo spazio per passeggiare, il verde e le aree di divertimento sono diminuite perché hanno costruito case e grattacieli da tutte le parti. Il traffico è molto aumentato e a differenza di prima, quando nelle strade circolavano solo biciclette, ora girano molte macchine.

Io, sinceramente, preferivo la mia città com’era quando ero bambino. Porto sempre nel mio cuore Weng Zhou e spero di Ritornarci presto, per portare a giocare mio figlio nei luoghi dove mi portava mio padre.

17. Firenze!

Racconta il tuo paese

1. Il mio paese è il marocco

della vita nel mio paese

abbiamo le capre le mucche

le leoni le scimme li camello anche latte

di camello pero ce la farutta bouna banane

melle cè la scuola araba anche la scuola francese

ci sono belle donne portano il velo alcune no

il piatto pollo principale tachino del marocco e il patate pomodori zuccine carotte

abbiamo un mercate di vestiti il zuok mercato piu grande è il dove abbiamo delle machine

abbiamo soldati della vita armi

mare bello

2. Mio paese è Bulgaria. Io vivo a capitale Sofia. Il mio paese è piccolo, abitanti sono circa 8(otto) milioni. Lingua officiale è bulgaro. Religione ortodossa ma c’è anche musulmani. Tutti vivono ensieme tranquilla senza precedenti e violenza tanti anni. Capitale è più bella e più grande abitanti quasi due milioni. C’e anche mare si chiama mare nero. Non e bello come altri perro aqua e piu fretta. Ma oni anno vengono tanti stranieri per faccio vacanza. Tutto li e molto bello a me mi piace tanto. Vicino a Bulgaria ci sono Romania Serbia macedonia Gracia e le Turcia

Coccina e tradicionale

3. Io sono albanse la mia capiatale è Tirana e albania è un picolo paese infati ci sono 3 milioni di abitati. Albania vicino a Italia ala grecia e la bandiera albanese e rossa con un aqula nera con due teste. In Albania ci sono tante aqule nere e per questo e ciamato il paese di aqule.

4. Io sono rumeno, vengo dalla Romania. È uno paese molto bello. Capitale di romania è bucarest. Se parla lingua rumena. Ce siamo Moldoveni, Olteni, tanti che tutti che ha uno specifico caracter guando parla. Tante cose.

Si fano tante cose che qua non si fa.

Italiani mangia pasta tutte giorni, rumeni no. Rumeni mangea tutto natutale non con chimiche.

5. Il mio paese si chiama “Marocco” un regime unita, nel nord est di Africa. È un paese deviso un due giograficamente.

La parte del centro e nord ha una clima diverssa freda dinverno che del sud che tutto sdhar deserto popolato solo su costa ociano atlantico che è nel west di tutto Marocco dalla citta Kelmin nel la frontiera tra Marocco e Mauritania a Tangere chi si trova nil lo stato di Jabal Tarik.

La parte sud del mio paese, si parte da “Marakech” in su, c’è una clima troppo calda arriva fino a quarentotto gradi.

Per le costa abiamo due una sul Meditiranio da “Tangere” lunga fino a Berkan milla cinque cento chilomitre. E Lalltra da Tanger a “Mauretania” per le montagnia ci son hanno diviso el Marocco in due.

La est della montania dove si trova più vitta e bitante acricoltura le citta ell peù grande del Marocco si trova nel est de paesi presepio-Agadir-Marakch-Fes-Casa Blanca-Koniera-Maknes. Queste son citta marochine el peu popolate.

Per agricoltura el Marocco è famuso per la riccessa di frutta e verdura. Lo sapere chi el consomasione di la frutta e verdura in Europa 70% Arriva dal Marocco.

Come abitante siamo sessanta milione comandati da la familia rai si chiama “Mohame Sessto” soto rai viene el presidente e minesteri chi vie scelto dal poppolo.

Quando sono andato in giro in mio paese come si sono stato in quatro paesi.

Agadir, Marakech.kalaa Bani Malal. Maknes. Madidna. Konetra. Araich. Barkan. Sono di citta agricolturi coperte di albere di arancia oliva mele pera pesca ci sono anchi campi di virdura e frutta tante-tanta

Spostanto da Marakech lungo la montagna e quasi come se stai in un paese de nord Europa.

6. Il mio paese è la Romania!

La Romania si trova in est Europa. La capitale di Romania e Bucarest. Il capo del stato è Traian Basescu. Le industrie sono falimentate dopo la revoluzione. La romania è un paese ricco ma ci sono tropi poveri. In torno alla Romania ci sono i paesi Uncheria, Moldovia, Ucraina e Bulgaria.

La mangiare di base in Romania è la minestra e la carne.

La bandiera di Romanie è rosso, giallo, blu.

In Romania ci sono tanta agenti disocupati sensa un lavoro e vadono fuori dalla Romania per trovare un lavoro.

La popolazione è da ventuno milioni.

7. Italia!

Racconta il tuo viaggio

1. Vi raconto il mio viaggio.

Nel 1999 uscito il mio nome nella lista in officio colegamento, in Tunisia, per lavorare all’estero in italia, ma mi hanno chiesto 3 cose i soldi 3 milioni e 4 cento dinari, e un indrizzo come alloggo, naturalmente in italia, e una diploma di un mestiero, non è stato cosi dificele a trovartle, comunque lo presentato totti quelli che mi hanno chiesto à lambacciata italiana, e mi hanno dato un visto nel passaporto 3 mesi e 15 giorni. Dopo una setemana ho la partenza. Comincciato a salutare I miei cugini e i miei zii. E arrivato il momento di partenza il voloTunisi-Roma. E comincciato a pensare. Come arrivo a Roma. Già avuto un po di brividi e paura. E chiedo a me stesso lindrizzo e giusto o no? Doppo un’ora di volo arrivo a Roma e comincciato a telefonare al l’uomo quello che mi ha dato lindrizzo. E non lo trovo. Meno male che so già parlare un po italiano, se anche non trovo qualque parola, cerco sul dizzionario e chiedo a chiunque lindrizzo. Comunque sono riuscito a trovare il paesino e da li cominciato una vita di viaggio temporaniamente veletri. 2 mesi napoli 3 mesi olanda 2 mesi milano 1 mese bologna 1 settimana firenze 3 anni e mezo. Già un longo viaggio.

2. Ogni uno ha dei bel ricordi e posti e viaggi e anche brutti, pero rimangono sempre nella mente. Io mi ricordo tempo fa ero in marsigla e volevo andare in barcelona, era con me un amico mio che si chiama aid siamo partiti al treno di mezza notte, io ero molto piccolo e il mio amigo era piu grande di me, e avevamo paura di incontrare la polizia della frontiera, pero lui aveva paura più di me e eravamo sempre attenti. Quando siamo arrivati nella frontiera fra Francia e spagna a port po’ erano laguadia della frontiera, e abiamo deciso di passare davante di loro, e siamo passati davanti di loro e andata bene, e dopo abiamo preso il treno che va diretamente a Barcelona. Quando siamo arrivati, nel stazione Centrale di Barcelona mi sentivo strano e vedevo nouva gente nouva lingua e tutto unaltra cosa. E dopo il mio amigo andato a Madrid, e io sono rimasto a Barcelona con il mio zio. E per l’espagnoli sono dei gente che bevono tropo e amano divertirci e festegiano tanto. E voglio dire che e bello girare il mondo e conscere tante cose.

3. E questo e il mio racconto del viagio che ho fato x venire in Italia. Vevo solo 16 anni quando o pensato x la prima volta di venire in Italia. Era una coa che io desideravo tanto, xche in Albania si parlava che in Italia si sta molto bene, e anche quando guardavo la televisione mi piaceva molto. E allora ho deciso di prendere il mio viagio. Era di giovedi, ed era una giornata molto bella, il mare era calmissimo, cosi ho parlato con un mio amico e li o deto che x me era arrivato il giorno di partenza, li chiesi a lui se voleva partire con me, ma lui avendo a casa tre sorelle e la madre mi ripose che non poteva, allora io decisi di partire da solo e salutai il mio amico dicendoli che l’avrei chiamato apena arrivato, sempre se io ce lavrei fata. Dopo di che sono pasato da casa a dare un bacio al mio fratelino che allora aveva solo 10 anni, pero non li o deto che quella sera mene sarei andato ne a lui, ne alla mia mamma. Ho preso a casa un paio di pantaloni e una maglieta, sempre di nascosto, xche se mia mamma mi vedese, mi avrebe chiesto dove sarei andato, e io non avrei saputo cosa dirgli. Usci di casa e andai alla fermata di autobus per valona, presi quell autobus alle ore 6 di pomerigio e arrivai a valona alle ore 9 del steso giorno, il problema era che io non avevo nesuna lira con me, pero contavo molto su dei amici di mio padre, e cosi ho fato, sono andato vicino al porto in un bar, dove sapevo di trovare delle persone che io conoscevo atraverso al mio padre. E infati e andata cosi, li o visto una persona che conoscevo. E lui era proprio uno di quelli che faceva quell lavoro. E li o chiesto subito se mi poteva aiutare, e mi ricordo che lui si e messo a ridere dicendomi, che cosa posso fare io x te, che tuo padre non puo fare? E io li o dedo subito di coa avevo bisogno, e lui mi dise, ma tuo padre lo sa che te vuoi partire, li disi di si, anche se era una buggia, pero lui mi a creduto, e mi a deto che sarei partito quella stesa sera, io ero talmente felice che non capivo piu niente quando parlava, mi dise di aspetare li cosi lui quando arrivava l’ora mi poteva trovare facilmente, e io cosi o fato, o aspetatoli, ed ero molto anzioso di rivederlo, xche sapevo che quando lui ritornava sarei partito, e infati cosi e suceso, e venuto li e mi ha detto che potevo seguirlo sul suo furgone, dove erano altri 24 persone. Siamo partiti verso la spiagi dove ci aspetava il gomone, e quando siamo arrivati ci anno fato scendere in freta, cosi non ci vedeva nesuno, e cosi abiamo fato, siamo scesi dal furgone in freta, e siamo saliti sul gomone, e a dire l’averita quando sali sul quell gomone mi ha preso un po male, xche non sapevo quando vedevo il mio fratelino e la mamma, invece il mio padre l’avrei visto molto presto xche lui era gia qua. Pero mi proucupavo delle sberle che mi avrebe dato quando mi vedeva. Ma comunque ho iniziato il viagio, quando eravamo molto lontani alla riva, praticamente non si vedeva piu niente cera solo mare, era una cosa molto paurosa, ma devo dire che a me mi piaceva molto. Abiamo avuti come tutti delle soferenze in mezzo al mare, soprattutto il fredo xche eravamo tutti bagnati, ma comunque celabiamo fato e siamo scesi a lecce, dove ci aspetavano delle altre machine che ci portavano fino alla stazione di ferovia. Facendola corta, dalla stazione ho chiamato il mio zio e li ho deto che mi trovavo in italia e che ero alla stazione di lecce, cosi lui e venuto a prendermi.

Questo e una parte del mio viagio.

4. Tre anni fa ho lasciato il Marocco per problema di lavoro, quando sono partito ho preso l’areio verso la Turkia. Perche io conosco un mio paesano che fa trasportatoredi persone in Greccia, sono stato con lui una settimana nell’hotel. In una citta che si chiama Istanbul, dopo abbiamo preso la nave con decomenti falsi Verso la Grecia, sono stato in Grecia tre anni con i miei a. era una città veramente incredibile. E ho cambiato la mia idea per andare in Italia per visitare un amico. E per visitare una città che mai ha visto però il problema dei documenti non mi ha lasciato tornare in Grecia e sono ancora qui. Non losso che devo fare.

5. Ho lacciato il mio paese dal 2004 per andare in Italia, un giorno ero a casa con mio amico abbiamo decisso per andre via da questa cita siamo andate a Tangeri simo stati a tangeri 15 giorni con mio ameco dopo, siamo lacciati io tornato a Rabat e mio ameco andato a Casa blanca trovato un lavoro con mio zio. Un giorno sentito che mio amico ghe già pasato è andato in Italia. Da lì sono andato a Tangeri trovato un camion al porto sono saleto al camion ero viccino lirotte nascosto. Per non vedrmi della dogana sono stato soto camion quasi due ore nascosto. Pasato qualche minoto mi sentivo camion già entrato in nave. Dopo mezzo ora sono scezo per controlare. Non c’è nisono ho tornato in camion. Dopo un po’ siamo arivate in ispagnia. Ho lacciato camion e scapato. Ho dormeto fori quilla note. La matina ho contrato un ragazo ispagniolo. Sono andato con lui a casa fato la doccia cambiato vistete. Ho parlato con lui, ho deto che volio andre a Barshlona. Llui andato per comprarmi biglieto. Per a Barshlona. Sono parteto al giorno dopo. Sono arivato Barshlona. Ho remasto 15 giorni senza casa dormo fore. Un giorno incontrato due marochini ho parlato con loro, ho chesto auotarme per andare in Italia. Mi hanno auotato. Hanno comprato biglieto per Milano. Però viagio firmato al mezo sdrada a Vintemiglia, sono stato le un giorno. Dopo ho comprato anltro bilieto per Milano. Sono arivato Milano. Da Milano a Firenze. Qua a Firenze ho lavorato due anni da moratore. Un giorno stto camminando in centro mi hanno firmato carabineri sono senza dicomenti, mi hanno portato in cazerma e ho 17 anni mi hanno portato in comonità. Sono stato cuatro giorni e scapato dopo perso lavoro. e cominciato la vita di merda: spacio e fumo e bevo alcol e mi sono trovato in carcere.

Perche sono vunoto in Italia? Ero giovane apenna lacciato la scuola io sono lontanato da casa mia e ora ho una figlia e sono sette anni che non tornato in Marocco.?

6. Il viaggio che mi portava da Castelfiorentino a Volterra durava un’ora e spesso incontravo solo animali e allora durava di più. Allora possedevo una due cavalli e le forze dell’ordine mi fermavano almeno una volta a settimana. Avevo sempre la macchina fotografica con me. All’andata le colline, i boschi, il cielo mi riempivano. Al ritorno i prati d’erba, gli uccelli e il paesaggio mi svuotavano. Era faticoso ma nutriente. Ora da dove abito a Firenze per arrivare a Sollicciano il viaggio dura sempre un’ora, non possiedo più un’auto e cammino o pedalo e uso i mezzi pubblici. Incontro solo persone, strade e case. Io e loro ci riempiamo o svuotiamo sullo schermo del telefono.

Il passato in Italia

La tua città italiana

1. Prima di partire della Romania sono deciso di andare in Italia, a Roma. Qui quando sono atterrato mi ha preso un amico con la macchina e siamo andati a casa sua. Secondo giorno cui ha detto che mi porta in citta per visitare centro storico e alttre cose belle di roma. In sieme siamo andati al collosseo vaticano e a palazzo di giutizia. Quando sono entrato in vaticano o vissuto tantte tombe dei papi morti. Per la via del palazzo di giustizia verso collosseo sono tantte statueti con cellebri imperatori romani come: Augusto pinocet, traiano, cesare…!

2. Sono stato a Firenze quattro mesi, è veramente una citta bellissima, meraviliosa, turistica, e la piu famosi del mondo, perché è un centro storico e culturale. È anche una città moderna piena dei locali dove pasare il tempo, anche i ristoranti sono moderni. Le cose che mi piacciono sono il Dumo, santa croce e Ponte vecchio anche le biblioteche. E mi piace di più passare il capodanno a Firenze. Perché i fiorentini passano le feste in alta moda.

3. Sono stato in Toscana prescido a Pisa. È una bella città organizzata e meraveglioza. Conociuta da tutte il mondo per li opera della tore nelle estate arivano il turiste per vedere e trascore la loro vacanza a Pisa. E anche il mare sua è fantasticco e pulito. E viene tagliata in due da un fiume. Nella notte diventa come un teatro. Tutta la gente mettano a sedere su il muro del fiume e si godono i tramonto e vede le copie che passiegano a lungo ile fiume. Per quelta mi piace la città che ti fa rilassare e mi sento come a casa mia.

4. La mia citta dove ho visuto il tempo piu a lungo è Livorno. Perché mi sono inamorato la prima vista. È una citta picola bella è tranquila. A livorno sono venuto dalla Milano dove sono stato per 2 ani. Nel 2006 maggio ho visto per prima volta Livorno. Era note. Sono arivato in treno. E venuto il fratelo alla stazione. È ci siamo andati a casa sua. Il secondo giorno sono usito a visitare.

5. Prima intrato ha Milano è visto sansiro andato diomo è visto un nuomo doro. È tanti metro virdi. Rosso. Dgialo. Plu. Sie tanti la strada. Pulmani. vetrine. Tanta dgente. Tsie la moda. Sie scarpe. Le vestite tropo la moda. Tie palatze grandi. Dzardini parco trino vitsino sansiro. Sie tanti marocco. Anche anbanize. Tunezene.

6. prima di partire per l’Italia ho pensato con un’amico in quale paese dobbiamo andare, quell’era Roma. Noi siamo decisi di partire con l’ario dal timisoara con destinatione Roma, quest’era in anno 2005, quando siamo aterati all’eroporto ci siamo andati all’hotel dopo quale io ho fato una telefonata all’amico di mia ragazza e ci siamo andati tutti a mangiare al ristaurante. Secondo giorno in sieme ci siamo svegliati la matina, e siamo andati a vedere Roma e incontrateni qualche conoscenze per trovare qualquosa di lavoro.

7. Il mio passato in Italia è diviso in tre, tra l’Emilia, il Veneto e la Toscana. Mi sono riempito di tutti e tre, come se avessi vissuto tre vite diverse. Per cultura, dialetto, abitudini e cibo. Immagino perciò la vita di uno dei miei allievi. Quando arrivi in un posto tendi a conoscerlo, poi a rinchiuderti nella cultura in cui sei vissuto: cibo, lingua, tradizioni, religione. La cosa che ho fatto io è approfondire la mia cultura iniziale, per poi mescolarla con le altre. Difficile ma piacevole e anche divertente.

La prima casa da emigrato

1. La mia prima casa da emigrato in Italia sono stato a casa bandonata per 30 giorni poi sono andato a casa di un amico per 10 giorni poi io altri due persona erano il mie cogini abbiamo affittato una casa tramiti agensia anno chiesto 550 a mese tre mesi di anticipo e anchi il primo mese e 550 per lagensia fanno 2750 di euro questo il primo affitto in Italia.

2. Io è là mia famiglia per là prima volta in’Italia siamo venuti nel 1998 è siamo andati a apogiarsi dal mio fratelo. Per quasi 2 ani è poi mano mano siamo andatti a vivere in affitto. Abiamo preso un casa con due stanze è il bagno è la gucina è con due balconi è da quasi 11 ani ché siamo in affitto In questa casa che la mia banbina che sta crecchendo i padroni di casa sono due anziani che sono emigrati da calabria tanti ani fa è ano costtruito la loro casa come casa è molto particolare perche e lultimo piano è che una bella vista io è mia moglie da quasi 2 ani che la casa lo abiamo comprato la casa e nella zona di Prato. È un postto molto belisimo. Anche la banbina cha tutti i suoi. Amiche è amiche. Che, anche la scuola molto vichina di casa.

3. La mia prima casa è stata a Milano con 4 personi la casa e un appartamento ci sono 2 camire è un bagnio e cucina. Paghiamo 800 cento eoro all misse. Ma la casa che ho visuto di pio con la mia ex ragaza abitavo con lei e suoi genetore a San Lorinso per 7 anni io è la mia ex paghiamo meta, i suoi genitori. Paghano metta sarebe 300 eureo all’ misse. La casa arivata in centro di Firenze abastansa grandi è ha due camere è bagnio è cucina e saloto è multo ordinata lunica casa chi mie piaciva perche mi sento come sono con mie genitori non come abite con mie paesani è tropo diverso è quista la prima casa chi mi peaci da emigrato

4. La mia prima casa da emigrato in Italia e stata a Campiglia Maritima era una bellissima casa in campagna vicino alla stazione di ferrovie. Avivo 13 anni stavo con il mio fratello e tante altre amice era una casa di duepiani il contrato stato durato per quatro anni e poi stato rinovato per altre quatro e poi sono stato trasfireto a PIOMBINO E PROPRIO BELLO STAVO CON IL MIO ZIO IN PIAZZA BOVIO LUNGO MARE CORSO VETTORIO EMANUELLE SONO STATO FINO ALL’ANNO 2009 PER ME A PIOMBINO SONO STATO BENISSIMO

E LUNGO MARE L’HO SOGNAVO DA QUANDO E BAMBINO. SONO STATO IN QUELLA PER 3 anni e poi sono gabiato quando sono iniziato a lavorare anzi spacciavo ho preso un’altra casa a Cala Morisca Salivole sempre nel piombinesi e ora sta la mia sorella cio’ il contrato 4+4 anche questa viale del mare con la vista sull’isola d’Elba E così sono state miei 3 anni dell’alloggio

5. Sempre riccordo il mio primo pereodo da quando andato via del mio paese: avevo quindici anni, era il pereodo più duro è deficcili nel vita mia. È stato in Grecia, con diverssa lingua e nuova vita non è come il mia la cosa più emportante ho bisogno a posto di dormire, ho trovato un amico, mi ha ospitato in casa sua per qualchi giorni. Sono stato precopato: per che non riesco rimanere tanto in casa sua, ho cercato di avere un posto o una casa. Doppo qualchi giorni ho trovato un altro amico anche lui ha la mia stessa problema. Abbiamo affittati un monolocale, con piccolo salotto è bello e una camera da letto con due letti e due armadi e una scrivania e un comodino tra i nostri letti c’è anche una finestra, più il bagno e la cucina. Dala camera da letto posiamo videri la strada per che abitiamo a piano terra. Il primo mesi era deficcili perche abbiamo paghate un mesi anticipato, ma dopo ce l’ha abbiamo fatta.

6. A Gorgonzola, un appartamento al primo piano. Con la mia compagna e il mio miglior amico. Non avevo mai abitato in un appartamento, in un condominio. Tre stanze e la cucina. Alcuni mobili c’erano, altri me li regalarono gli insegnanti conosciuti nei corsi volontari per i migranti. Avevamo una televisione in bianco e nero (nel 1990) e sullo schermo incollavamo immagini a colori, così da vedere solo alcune parti del video.

Le differenze tra il tuo paese e l’Italia

1. Vengo dal Marocco ho 34 anna differenze tra mio paese è l’italia

1 le cè sono mie ginitore quissto primo.

2 La la coltura è diversa

3 si te lavori con poche soldi che quadani te fano mangiare con tutta la famiglia te basta e te avansa l’Italia si te prendi 100.00 euro te basta ne anche a pagari lafetto.

Nostro paise con poco che quadani si po mantenire la tua famigli e quista la differenze.

2. Raconto la differenze tra il mio paese e l’Italia. Praticamenti la Tunisia e una bella citta solo che ce un po’ di poverta rispetto a l’Italia, poi l’Italia un paese cristiano inveci la Tunisia un paesi di islamici. Sinceramenti io sono stato tanti anni in Italia e molto bella mi piace però la cosa che mi fa oddiare quisto paese(l’uomo sessuale)

3. in Italia vivere. La pasta più famoso. Quando si magia cena. Ci sono il primo piatto. Secondo piatto. E anche terzo piatto. Invece in Cina a cena ci sono tanti cibi sulla tavola insieme. E poi cucinare fiama più grande. Noi cinesi non magiamo il cibo crudo. È quando magia si l’usa con le bacchette. Non come italiani sempre con le forchette. Ci sono tante tante cose. Differenze. Pero ora chiudo qui.

4. Mio pais è un pais tropo diverso a l’Italia. Nella argentine la donna sono più bella che aqui l’Italia. L’Argentina la carne più buona di tutti il mundo. E non sono rasista come aqui l’Italia. Però per non dirte di bugia a me mi piache di più Cile per che è un pais dove io è creciuto e dove si trova la mia famiglia e mi piache di più la cultura e la gastronomia cilena.

5. Le differenze tra la Tunisia e l’Italia è chiara. Perche lItalia è davanti a noi di cinquanta anni di ticnologia. Ma nel modo di vivere e morire. Anque in Italia la clima è diverza, da noi non cade sotto zero. L’italia è piu fredda. All’inverno in Tunisia le strade piene dacqua in vetce qui non è sempre polita. Il governo in Tunisia non è stabile e cie anche una guerra ccivile. Invece qui anno la tranquillita e anno la problemadi sopraffllamente di carcere.

6. Cosa amo e cosa odio dell’Italia. Io amo la bella vita in Italia perche un paese fantastico. Il mio pensero cerco che avrò una bella famiglia, per sestemare la mia vita e mi trovo un posto di lavoro. Quelle che mi odio in italia è la legge che non ne è uguale per tutte. E mi odio il carcere perche una vita dura mai ho pensato finici e per me dentro le zbare per quiesto odio il carcere. El resto in Italia perme una bella vita me manca solo libertà.

7. Ho arrivato qui a italia ho trovato tantte differenze tra il mio paese è l’italia. È cambiata la mia vita. La prima cosa qui mi chiamano estraniero che mai sentita in vita mia. Anche la lingua none lo stesa. Ho trovato qui una cosa emportante l’araggione e deverso cosi cabiano tante cose. In il mio paese le donne non escono tropo dal loro case ma qui escono che piu belle e libire di piu dal nostre donne. In il mio paese non abbiamo la democratea come l’italia anchi il deriti non siamo eguale. Al mio paese devi lavorari tutti la famiglia per vivano abbiamo di pui movimento in le strade pieno del comersio. In il mio paese sempre il nostro mangiari rosso e pecanti in Italia bianco di piu e non picante

8. Il notro paese di origine è diventato l’Italia e c’abiamo tutte le case in Italia e ci troviamo bene perché ci siamo nati e cresutti in l’Italia. Cosa mi piace dell’Italia mi piace che primo non sono razisti secondo perché io sono nato in Sardegna e cio la casa vicino all mare la seconda casa cio a Latina in provincia di Lazio e pure lì cio vicino al mare i miei 3 zii stano in Sardegna il resto siamo tantti tanti chi sta a Roma chi sta a Milano siamo dapper tutto.Per noi l’Italia è paese nostro Ci abiamo pure degli atività SRL recupero rotami ferosi e industriali In Sardegna. E un’altra ativita sempre SRL. Recupero e smaltisco residui plastici Noi siamo l’italiani al 100×100.

9. Il mio paese è un’Italia diversa.

CONTINUA…

Nota. L’immagine di apertura è un fotogramma tratto dal reportage di Pier Damiani D’Agata dal carcere di Sollicciano, Un viaggio nel degrado, andato in onda su Rainews il 19 maggio 2026, disponibile online.

Per la prima puntata dell’antologia di temi curata da Claudio Pedron, cliccare qui.

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Scrivere dal carcere, in italiano. 1

27/05/2026 di Claudio Pedron || Documenti

Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. Alla fine di ogni sezione, il tema svolto dallo stesso insegnante. Un esempio e un metodo di attività civica e di istruzione. Un invito a gettare uno sguardo su un mondo sconosciuto per quelli che stanno fuori.

“Oggi, tema…”

Di lavoro sarei un maestro elementare, ma in pratica mi occupo di alfabetizzazione per adulti: dal 1997 ogni anno a qualche decina di detenuti nel carcere di Sollicciano, che si trova nella periferia di Firenze. Dieci anni prima, nel 1987, avevo partecipato da insegnante elementare precario al corso di specializzazione per insegnanti carcerari (fu l’ultimo, ora non esiste più) per un forte desiderio di trasformare un impegno partitico frustrante in un impegno politico-fattivo. Ho ottenuto la mia prima supplenza annuale nel 1992 che poi, grazie al risultato positivo del concorso nazionale, è diventata di ruolo. Dal 1992 al 1997 ho lavorato nel carcere di Volterra, che è ospitato nell’antica fortezza medicea. È un istituto relativamente piccolo (meno di duecento detenuti) che allora stava cambiando statuto, trasformandosi da “alta sicurezza” a penale. Lì avevo trovato una scuola dell’obbligo sui generis, collegata alla scuola elementare e media esterna. Ci sarebbe voluto ancora molto tempo perché l’insegnamento in carcere entrasse nell’ambito dei Centri Territoriali Permanenti (CTP), poi diventati Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA). Grazie all’impegno degli insegnanti, alla collaborazione delle direzioni del carcere e delle scuole superiori esterne, in quattro anni la scuola nel carcere di Volterra si è trasformata e ha iniziato un percorso positivo di occupazione culturale degli spazi fisici e mentali.

Nel 1997/98 mi sono trasferito nel carcere di Sollicciano incontrando, e scontrandomi con, un mondo completamente diverso: erano presenti mille detenuti dove potevano starcene 450, i detenuti erano divisi in maschile e femminile, trans e protetti. Gli agenti avevano una mentalità più repressiva che rieducativa. Tutte le classi di scuola erano divise per genere o categoria.

Nel carcere gli stranieri erano in costante aumento. Ancora oggi, rispetto alla media nazionale del 35%, a Sollicciano abbiamo l’80% dei detenuti di origine non italiana. Le classi perciò erano frequentate da un alto numero di studenti di provenienza mondiale e qualche italiano. A partire dal 2001 mi sono messo a raccogliere i temi scritti in classe, dopo che un mio allievo aveva letto i temi dei bambini napoletani messi insieme dal maestro Marcello D’Orta nel suo Io speriamo che me la cavo (1990), libro diventato famoso, e poi anche film con Paolo Villaggio. Ho conservato circa 300 temi, il più recente è del 2015. I titoli che davo erano molto semplici: “La mia prima casa”, “La mia famiglia”, “La mia città”, “Il mio compagno”, “La mia cella”, “Le regole della mia cella”, “Il mio futuro”, “Il mio personaggio storico preferito”… Le grafie erano quelle di una prima alfabetizzazione in L2 (ovvero italiano lingua seconda, si dice anche italiano per stranieri). 

A un certo punto avevo pensato di trasformare tutti quegli scritti secondo lo stesso modello: Io speriamo che esco, un’antologia organizzata in un percorso e per argomenti che emergevano dalle tracce che davo. Sceglievo tra i temi di chi aveva raggiunto il primo livello di «sopravvivenza linguistica» in carcere.

Spinto anche dal rapporto con Christian De Vito e Goffredo Fofi, e aiutato da Filippo Benfante, per alcuni anni, almeno fino al 2017, ho provato ad arrivare a una pubblicazione, ma poi ho pigramente abbandonato l’idea che, all’epoca, era quella di far vedere uno spaccato (non scientificamente preciso) del tipo di popolazione scolastica che si trovava all’interno al carcere. A 25 anni di distanza, non molto è cambiato. Questi esercizi di italiano – che contengono generi e registri letterari molto diversi: cronache, descrizioni, fantasie, fanfaronate, introspezioni… – restano un invito a gettare uno sguardo su un mondo che, dall’esterno, è totalmente opaco e, da lì, a riguardare quello in cui viviamo noi che non siamo detenuti.

Per questa pubblicazione tardiva, che riprende l’antologia così come l’avevo stabilita nel 2017, insieme alla redazione di altrochemestre abbiamo deciso di mantenere le rubriche che avevo pensato allora, con minime modifiche: la classe, il passato remoto o prossimo, il presente e il futuro, ciascuna delle quali suddivisa per temi. Ho rispettato per quanto possibile la grafia e il lessico dei miei allievi, facendo piccole correzioni nei punti che sarebbero risultati del tutto incomprensibili. I testi restano anonimi, alcuni autori sono ricorrenti. In classe io non scrivo temi, ma il mio lavoro – e il modo in cui lo intendo io – prevede ugualmente che mi metta in gioco con i miei allievi che sono – in proporzioni cambiate nel corso degli anni della mia vita – miei coetanei, uomini più vecchi di me, ragazzi più giovani di me, ma sempre adulti. Per questa occasione, allora, ho scritto: l’ultimo punto di ogni capitolo è il mio svolgimento del tema assegnato.

Claudio Pedron, Firenze-Battaglia Terme, 2017-2026

La classe

Presentati

1. Sono tunisino… Sono venuto in Italia 5 anni fa a cercare un lavoro ma pertroppu lavoro non c’e e poi sono costretto un lavoro inregolare e alla fine sono finito in carcere e anche si la mia condanna lungissima. Ma io credo ancora nella vita e spero di fare la cosa giusta e cerco di insirirmi nell mondo di lavoro.

2. Ciao io sono argentino mi chiamo *** ho 20 anni. Io ho 3 figlio che adeso mi mancan tropo e voglio stare con loro. Mio figlio sonno in Cile con la sua mama. Io sono stanco perche non posso saver di loro. Piu di 2 messi. Io bisognio di saver qual cosa di loro. Io adeso sono felice perche posso fare scuola.

3. Io mi chiamo *** Nella vita facevo il muratore e carpentiere intanto mi piace studiare poi la mia storia comincia con lavoro e viagiare. Io so cucinare mi piace lo sport vari poi la mia religione è budista io vivo tra Thailandia e Australia ho 2 bambini 1 Italia 1 Thailandia. Con la moglie prima quando lavoravo in Italia avevo un impresa edile e dopo sono sucesse troppo di sgrazie. E la mia vita è cambiata troppo. In pegio. A fare del bene si riceve il male.

4. Mi chiamo *** Sono cinese. Ho 24 anni. Vieni dalla campagna di Cina. Sono sposato ho due figli. Era lavorato la fabrica di divano è adeso in carcere da 4 anni. Io vengo a scuola per imprare lingua l’italiana. Mi piace musica italiana e poi tante cose………

5. Bungiorno sono di Albania sono in carcere da 2 ani in Italia sono da 13 ani prima di finire in galera facevo muratore. O fatto murattore per 9 ani dopo la mia dita a avuto crizi e io mi sono licenciato. Dopo o iniciato a cercare lavoro ma sensa rezultati. Rimanendo sensa soldi o inisiato a delincuere facendo cualche rapina cua e la nelle poste per sopravivere. Finche mi ano arrestato. O capito che soldi facili ano una bruta fine. Cerchero di nuovo lavoro cuando esco di cui. Maestro grazie di avermi scelto in cuesta scuola.

6. Io sono peruviano mi chiamo *** la mia famiglia abitano in Roma: mio figlio abita con la mamma io sono separato; – Mi piace tanto il calcio. Sono qui in questa instrutura di carcere di due anni, sto andado a scoula il primo giorno con il proffesore Claudio, i sto contento, di andare a scoula a inparare il italiano io dare tuto e medio posibile de studiare. La mia squadra di futbol el Parma pero tifo per la juve perche mio figlio e del juventus.

7. Io soto scrito *** Salve Claudio grazie avermi scelto mandarmi a scuolla per imparare scrivere e studiare con LEI. Insoma io sono venuto i Italia il 10 setembre 2005 in firenze. Ho visuto tantte cose belle e brutte vorrei racontarvi la mia storia: io sono venuto in Italia per un scopo per lavorare con dei muratori per 3 ani poi con i falegnami per 5 anni. Sempre ho cercato di stare alla larga dalla delinguensa per non finire qui dove mi trovo al momento di esequzione di scontare una condana che per me e molto grave per lo mia famiglia e per tutti i miei amici.

8. Mi chiamo *** sono nato a Marocco a Kelna Dessraghna, all’età di 8 anne sono trasfrito a Casa Blanca ho studiato a Casa Blanca fino alli età di 15 anne dopo ho bandonato la scuola ho cominciato circare lavoro. Ho lavorato in una fabrica di scarpi per un paio di mese dopo ho bandonato lavoro ho messo alla testa una strana idiea ho pensato di campiare paese e patria. Nel 1994 sono a Firenze ho trovato un lavoro in una fabrica di mettal mecanica ho lavorato per 10 anne in seguito dopo ho conoscioto mala gente mi hanno trasformato da un bravo, al mondo di spacciatore sono andato con questa mala vita fino a 2008 sono finito a Sollicciano.

9. Mi chiamo *** nato nel Marocco. In Casablanca stavo con la mia famiglia. La verita. Stavo molto bene con loro. Vado a scola quando finisco la scola vado a aiutare mio padre. Chi c’e un negozio di pesce. Lo do la mano da vendire. E quando finisco con lui da vendire. Mio padre. Va a casa per dare la mano. Al mia sorilla. Pecola. Per cucinare. Perche. A casa c’e solo mio padre. E io. E la sorilla. Pecola perche la mamma andata a Francia. Rimaste solo noi. A casa. Io ancoura nel negozio. Polisco. Il matiriali. Polisco. Anchi negozio. Per bene. È locido. Dopo vado a casa. Farmi una docia. È vado a mangari Con loro. Cosi passo tutte le giornate passatempo. E sono. Criciuto. Un pochino Conociuto. Una ragazz chi stavo con lei da dui anni. I latra parte c’e anche. Mie amicè che ce anno un idea. Di laciamo nostro paesi e partiamo. Per l’Oropa.. E’simo riusciti. A veniri fina a Jènova.

10. Nato in Italia Sardegna in Alghero hi suoi genitori sono dell’ex Jugoslavia di Bosnia. Ha cominciato da 10 anni ad fare la mala vita ha rubare come borsegiatore ha 12 anni ha cominciato ad rubare nelle dite di metallo e ha portare il camion con la merce rubatta dopo due anni si è sposato che ciaveva 14 anni. Ha 15 anni ha avuto la prima figlia. Ha 16 anni l’ano arestato e per la prima volta e finito in calcere minoreni di Roma e ha fatto 3 messi è usito dopo un paio di messi ria cominciato sempre ad rubare dopo unaltro anno a avuto da sua moglie unaltra figlia e dopo unpò di tempo continuava sempre di piu a rubare non aveva letà per lavorare e di seguito lo arestavano e faceva 2 o 3 mesi ed usiva. Ha diccioto anni ciaveva 4 figlie he aveva preso la citadinanza italiana ha 20 anni lano arestato sempre per furto e è finito per la prima volta in un calcere per magioreni sempre a Roma regina Coelli ha fatto 8 mesi dopo di che è usito e dopo 2 mesi ha cominciato ad lavorare per la prima volta per una compagnia di pompe funebri Dopo un anno lha licenziato e ha cominciato unaltra volta ad rubare. Ha 22 anni si è trovato la polizia ha casa ha Latina dove abitava lano portato in calcere a Latina per un cumulo di pena di anni 5 mesi 9 giorni 18 per il cumulo di minorenni Dopo un mese lanno trasferitto al calcere di Firenze Solicciano magiorenni. L’avocato ha fatto il [reato] continuato [il reato continuato è l’istituto che permette il cumulo di più reati e in sostanza di limitare le pene, ndc] quello che è gli anno tolto 1 anno e mesi 4 e rimasti da fare definitivo 4 anni e messi 6. Già ha scontato 8 mesi e gli rimangono 3 anni e messi 10 da scontare e ha richiesto la misura anticipata di 45 giorni [la norma per cui ogni sei mesi di buona condotta si ha uno sconto della pena di 45 giorni, ndc]. In calcere si comporta bene va ha scuola, la moglie viene una volta al mese a trovarlo con 1 o 2 bambini, e spera che esce con lafidamento lavorativo ma lavocato gli ha detto che almeno deve sendere sotto i 3 anni per presentare questa istanza.

11. Il mio nome *** ho 44 anni! Vi elenco una breve sintesi della mia vita. Sono di Napoli e di questo ne vado fiero. Io la mia città la definisco bella come una rosa, pero si sa le rose anno le spine ed anche la mia città le à. Che sarebbero i quartieri diciamo un po malfamati. Ed in uno di questi sono nato io. Purtroppo nella mia infanzia non e che avevo molto da sciegliere specie a quei tempi. Per noi ragazzi del quartiere la scuola era una nemica la vedevamo come una cosa brutta perche per noi chi andava a scuola era stupido. Anzi devo dire che sono riuscito a fare fino alla quinta elementare. Questo devo ringraziare mio padre che avvolte mi ci portava di forza mio padre che è un santuomo che a sempre lavorato nella vita ne ha pasate di tutti i colori appresso a me. Finche un giorno avevo 13 anni e la polizia mi prese con un coltello addosso e da quel giorno sono cominciati tutti i miei guai con la giustizia, perche si sa quando la giustizia ti marchia, e un marchio che è duro a toglierti di dosso almeno dalle mie parti! Ma voglio dire che o una moglie è 2 splenditi figli il maschio di 18 anni e una bambina di 5 e mezzo che sono la mia vita. Con questo voglio dire che da tutte le cose brutte che mi sono capitate a me. Tutte le cose. Buone è belle che ci sono nella vita le ho trasmesse ai miei figli. È cioè che mio figlio affatto fino alla 3 media, poi a voluto lavorare e fa il pizzaiolo ed è pure bravo. La bambina va a scuola e piccola comè e bravissima, con questo voglio dire che tutte le cose buone che non ho fatto io, voglio che le fanno l’oro, come voleva mio padre per me!

12. Bongiorno mi chiamo *** ho 42 anni. Sono nato in Costa D’ Avorio al 1971. La mia vita stata dura a 16 anni fini 23 anni, a 1990 che la mia vita è cambiato molto perche Dio mi a aiutato tantissimo, ma dopo sono returnato in Italia perche il mio paese abbiamo avuto un guerra e la guerra chi mia fatto perdere tutto, e oggi mi truvo qui in cacere del 2012 fini oggi, ma sono un hotimisti per futuro

ecco la mia istoria.

13. Il mio nome è Claudio Pedron e ho 55 anni. Sono in carcere dal 1992. Sono nato a Cremona, ho passato parte della mia infanzia in riva al Po, a Monticelli d’Ongina (PC. L’adolescenza e la giovinezza l’ho vissuta a Battaglia Terme, in provincia di Padova e l’età adulta a Firenze. Sono figlio di un’emiliana e di un veneto e ho sposato una toscana, figlia di una napoletana e di un marchigiano. Ho due figli che sono nati a Firenze. Ho sempre amato la natura e il carcere è la cosa più lontana che ci sia dalla natura, anche umana. Fin da adolescente mi son impegnato molto nella difesa della natura e negli ambiti sociali e culturali facendo molta politica al di fuori dai partiti. Ho cominciato a insegnare nelle scuole elementari, ma ero talmente presuntuoso, e guardavo troppi film di Robert Redford, che ho deciso di fare un corso di specializzazione per insegnare nelle carceri. Era il 1987. Nel 1992 sono finito nel carcere di Volterra e poi nel carcere di Sollicciano a Firenze, dove mi trovo anche ora, dopo 25 anni d’insegnamento.

Nota. “Maestro grazie di avermi scelto”

Per formare le classi, noi insegnanti del CPIA attingiamo alle richieste scritte dei detenuti che ci arrivano tramite dei moduli cartacei. Sono dei piccoli fogli A5: per il loro formato vengono chiamate “domandine”.

Inoltre inseriamo le persone che ci sono segnalate dai “funzionari giuridico pedagogici” (FGP, o “educatori penitenziari”), dagli psichiatri, dagli psicologi, dagli ispettori o da tutti loro con il direttore quando si riuniscono in equipe di valutazione. Tutti i richiedenti, all’inizio dell’anno, vengono chiamati per un test scritto con colloquio. Da questo incontro, che ripetiamo una volta al mese durante tutto l’anno scolastico, ricaviamo le informazioni che ci servono per creare i gruppi di livello, dal “preA1” alle scuole medie, cioè da persone non scolarizzate neanche nel loro paese a persone in grado di scrivere e comunicare nella lingua italiana.

Infine, segnaliamo tutte le persone in grado di partecipare alla scuola superiore o che chiedono attività culturali.

Il CPIA funziona dalle 8,30, alle 12,30. Le scuole superiori dalle 13,15 alle 18,15 (è l’unica attività presente in carcere dopo le 15,30). Per chi frequenta al mattino il problema principale è la coincidenza con le attività lavorative che sono quasi tutte di carattere sussidiario per il carcere e praticamente l’orario lavorativo è solo mattutino. Essendo lavori saltuari (un mese si lavora e poi si sta fermi uno o più mesi a seconda se si è imputati o definitivi) e limitati come orario, gli allievi riescono comunque a completare le ore necessarie per conseguire gli attestati di livello o il diploma.

Per i detenuti che superano i vari livelli (A2, B1, medie e superiori), con le presenze adeguate, il ministero della Giustizia prevede un premio.

Descrivi la tua famiglia

1. La mia famiglia e composta da 4 persone, i miei gienitori e mio fratello e io. La mia famiglia si trova in Albania a Vlore. La mia famiglia e molto unita e andiamo dacordo sempre.

Mio padre lavora in museo di Vlore. Mio fratello lavora fa i montagio dei mobili. Mia madre non lavora sta in casa prepare da mangiare insoma fa la casalinga.

2. La mia famigli è composta da 4 persone. Mio padre, mia madre, mio fratello e io. Mio padre ha 58 anni ha fatto diversi lavori nella vita, da 12 anni fa sta a fare il polizioto.

Mia madre ha 53 anni e da quand è sposata con mio padre aveva 23 anni. Da allora e adeso fa ancora la maestra. Invece mio fratello ha 27 anni e da 2 anni che si è diplomato in jurissprudenza. Dall setembe dell ano scorso sta a fare l’avocato.

Invece io niente sto a fare la galera a Solliciano.

3. La mia Famiglia i numerosa siamo in sette fratelle 3 masche 4 fimini per ciò il miei genitori hanno faticato molto per farce crescere il mio babbo è una persona speciale la mia mamma e quella piu amata da tutti i miei fratelle e un tesoro per noi il mio papà lavorava come impiegato comunale, la mia mamma è casalinga ho la sorella piu grande di 38 anni e poi un’altra di 36 e poi un’altra di 34 e c’è il mio fratello di 32 anni e poi un’altro di 30 anni e io sono gemillo ho una gemilla di nome Hassnaa. Abbiamo 27 anni e lei sposate e ha un figlio di 1 anno Adam. Mi mancha tanto la mia famiglia sopratutto e miei genittore di più la mamma e siamo numeroso e una famiglia speciale a tutti l effetti. Sono molto filece e io sto qua per aiutarle economicamente, grazie a loro si sono un uomo. La mamamma e sempre la mamma e lo amo molto.

4. In mia famiglia siamo in cinque. Mio padre che è un comerciante nell settore dei cosmetici, mia madre che è casalingha, io anche un fratello ed una sorella.

Sono il più vecchio, dopo viene mio fratello, lui è più giovanne di me di quatro anni e poi c’è mia sorella di sette anni più giovanne di me. Tutti due sono sposato. Mio fratello con una ragazza tedeska. Vivono con loro due bambini: una figlia di sette anni e suo fratellino di 4 anni e mezzo. Mio fratello lavora in una macelleria nell sud della Francia, sua moglie è cameriera in un ristorante gastronomico.

Mia sorella è sposata con un francese ma loro vivono in Spagna. Lavorano tutti due in un hotel nell nord-este della Spagna. Loro tre figli, di quindici anni, dodici anni e otto anni sono nato in Spagna.

Ogni estate noi ritroviamo tutti insieme per due settimane di vacanza nella casa della mia sorella.

5. La mia famiglia è una famiglia simplici, da un padre e madre e 4 figli tutti siamo in 6 perssone.

Per me è la cosa più cara nella mia vita per me loro come una parte del mio corpo chi voglio sempre il bene per la mia famiglia. Quando è morto mio padre avevo 2 anni non lo so niente a lui.

Per questo ho cresciuto con il resto della mia famiglia, sono il piu piccolo nel famiglia ho un fratello piu 1 anno grande di me e altri deu sorelle anche loro sono più grande di me. Abiamo cresciuti tutti in quartieri peopolare, erano gli anni piu belli nella mia vita.

Fina questo momento non avevo mai tolto la mia famiglia dal mio pensiero. La mia famiglia è una cosa merabeliosa, chi spero da dio chi turno a loro presto.

6. Sono figlio unico e i miei genitori di 87 e 86 anni vivono in Veneto. Io ho due figli.

Descrivi un tuo compagno di classe

1. Il mio compogno di clase si chiama *** ha 45 ani. Viene in scuola quando a voglia non vine tutti i giorni quando viene si mete una ciarpa e un bereto ha sempre fredo. Lui è di Peru ha capelli neri pelle scura. E da due anni che si trova qui in carcere. In clase si comporta bene cerca di studiare, e socevole, con tutti gientile, lo definisco un bravo studente. Lui li fa i compiti da solo non copia da nesuno fa da solo i compiti se c’e qualcosa che non capisce chiama l’insegnante è si fa spiegare da lui. Lui ha un po di dificolta di scrivere bene l’italiano come tutti noi.

2. Il mio compagno di classe è chileno. Ha più o meno trenta anni. Suoi capelli sono Oscuro ed è tanto alto come io, che vuole dicire <1,75-1,80>. È molto simpatico e lo conosco da quattro mesi fa. Ha arrivato un poccho dopo di me en la stessa sezione. Come parliamo tutti due la stessa lingua, il spagnolo anche io sono francese, ci siamo diventicato amici dal’inizio. Ho fermato un tempo senza vederlo perche aveva cambiato di sezione, ma da un mese che vengo a scuola è un vero piacere parlare con lui e vederlo di nuovo. Spero che non fermera molto tempo qua e che presto tornora al suo paese a vivere tranquilo e felicemente con sua famiglia.

3. Mio compagno è Francese. E ha più o meno 40 anni. È un uomo che a viagiado troppo per quasi tutto il mondo. Lui parla 4 lengua diverse en più della sua che è france. Lui parla anche spagnol per questo per me è più facile capirme con lui. Lui si chiama *** è una buona perzona. Quando qualcuno a bissogno di lui, lui sempre è a disposisine per agiutare sensa algun guadagno. Per me *** è una braba persona, è un piachere averlo conociuto.

4. Nella mia classe cè un cinese che non sta zito un’atimo e molto simpateco e se la piglia con colunque che cerca di farlo smettere di parlare e non parrla molto la lengua la italiano, pero non porta tristizia in classe è pieno di enirgia, parla sempre dei problimi carceraria, lui è alto, ha cerca una 30 d’anni con cappelle nire, un bel fisico, una bella persona e tutto il giorno gira da una classe all’altra, pero si vorrei avere un amico lui sarà prima in lista perche come lui ci sono pochi persone.

5. Io ho scelto *** perche un bravo amico mi conosco da tanto tempo quanto ero picolo in scuola elemintare è un ragazzo sampatico e ntiligente un giocatore di ballone gioca in difesa e ha un caractero buono

6. Cè un compagno di classe se chiama *** un bravo ragazzo simpre scherza e troppo simpatico e intelegenti è anque mi compagno al sexsioni lui nationalita albanesi ficicamenti basso, cappelo bassi, riccoli e biondo lui al carcere per tanti rapina e la condannano fra quelque mezze spero bene per lui. L’oconsco appena arrivato al carcere mi aiutato per tante cose te l’engrazio per totte e spero qui esci presto.

7. Ho incontrato Nicola Zuppa la prima volta a un corso d’aggiornamento a Firenze. Il corso l’aveva organizzato lui ma non sembrava. Nicola era fatto così. Ho capito subito che avevamo due caratteri opposti. Lui ti cercava, era sorridente, empatico e amava il calcio, o meglio la Fiorentina. Ti chiedeva subito un sacco di cose di te, voleva conoscerti. Non si metteva in mostra. Interveniva solo se costretto, perché invitato a parlare o perché qualcuno aveva detto qualcosa che non gli andava bene, chiunque fosse. Difficilmente arrivava allo scontro, ti diceva sempre le cose cercando di non ferirti o accusarti. Ti faceva delle critiche solo se arrivavi a qualche eccesso o se commettevi errori enormi. Da Volterra salivo a Firenze per partecipare ai corsi d’aggiornamento che organizzava, uno o più all’anno. Era l’unica occasione per incontrare degli insegnanti carcerari e capire cosa si poteva organizzare nelle classi e oltre la scuola. Quello che imparavo da lui o nei corsi lo modificavo a modo mio, non pensavo che Nicola fosse vero. Come dicevano sempre i miei allievi, ognuno, in carcere, indossa una maschera. Poi mi sono trasferito a Firenze e ho cominciato a lavorare con Nicola. Lui era il coordinatore della scuola e aveva un’idea tutta sua. Noi siamo i veri educatori, mi diceva e organizzava di tutto attraverso il CIC (Centro Informazione e Consulenza). Portava in carcere giornalisti, esperti d’ogni settore, calciatori, medici, chirurghi, sociologi, musicisti… Organizzava spettacoli per o con i nostri allievi e per tutti i detenuti. Mi sopportava e mi chiedeva di fare, organizzare, seguire. Ascoltava tutti e parlava con tutti. Sapeva prima di tutti tutto quello che succedeva in carcere. Sempre pronto a mediare o a denunciare. Alla fine, zoppicante e sordo, era arrivato lontano e aveva capito bene cos’era fare l’insegnante in carcere.

Nota. Nicola Zuppa è morto a 62 anni il 16 settembre 2016.

CONTINUA…

Nota della redazione. L’immagine di apertura è un dettaglio di Temi, di Claudio Pedron (aprile 2026).

Per la seconda puntata dell’antologia cliccare qui.

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