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Movimenti studenteschi a Ca’ Foscari, 2024-2022

26/06/2026 Nikolas Bingger || Documenti

Come nasce una protesta. Notizie su Fronte della Gioventù Comunista, Collettivo Sumud, Liberi Saperi Critici, che hanno promosso la mobilitazione per la Palestina e contro il coinvolgimento dell’università nella produzione e vendita di armi a Israele nel 2024.

Nota. Nell’anno accademico 2023-2024 all’università Ca’ Foscari di Venezia alcuni movimenti studenteschi hanno manifestato in vari modi per esprimere solidarietà al popolo palestinese e chiedere la cessazione degli accordi tra ateneo, industria bellica e istituzioni israeliane complici nel massacro della popolazione a Gaza. 

Le mobilitazioni, che riprendevano slogan e modalità espressive utilizzate in altri Paese, inserendosi in reti transnazionali, sono culminati nei mesi di maggio e giugno 2024 con l’occupazione del rettorato a Ca’ Foscari e della sede di San Sebastiano e lo svolgimento di una “assemblea aperta” con la partecipazione di tutte le componenti dell’ateneo. 

Mentre queste vicende erano in corso, Nikolas Bingger ha cominciato a prendere appunti per la loro storia, seguendo di persona le assemblee, raccogliendo post e materiale diffuso da alcuni gruppi studenteschi nei social, e intervistando altre persone coinvolte nelle proteste. Poi è andato a ritroso, ricostruendo il percorso da cui provenivano quei gruppi, quelle studentesse e quegli studenti.

Questa ricerca, che è anche un esempio di osservazione partecipata, è diventata una tesi di laurea triennale che Bingger ha discusso di recente (Le “acampade” studentesche per la Palestina a Ca’ Foscari nel 2024: tra fonti digitali e storia orale, relatore prof. Alessandro Casellato). Da qui riprendiamo alcune pagine del primo capitolo (riviste per l’occasione), in cui l’autore presenta i soggetti che in seguito avrebbero partecipato alle proteste del 2023/24 all’interno di Ca’ Foscari, delineandone la nascita e mettendo in evidenza le originarie differenze nell’ideologia, nella struttura organizzativa e nelle modalità di azione. (acm)

Introduzione

Queste pagine non hanno l’ambizione di ricostruire l’intera storia recente dei movimenti studenteschi veneziani, quanto piuttosto di introdurre le forme e i gruppi protagonisti della mobilitazione per la Palestina negli anni 2023 e 2024. In particolare si presentano i tre soggetti che, a vario titolo, hanno animato la scena politica studentesca nei mesi precedenti e successivi al 7 ottobre 2023 (data dell’attacco di Hamas contro Israele con l’uccisione o il rapimento di oltre un migliaio tra civili e militari): il Fronte della Gioventù Comunista, il collettivo Sumud e Liberi Saperi Critici.

1. Il Fronte della Gioventù Comunista

Il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) è un’organizzazione marxista-leninista nata nel 2012 dall’unione di collettivi e militanti comunisti con l’obiettivo di “intensificare il contributo della gioventù al processo di ricostruzione comunista in Italia”. Sul piano nazionale, il FGC rappresenta un caso particolare: movimento giovanile nato inizialmente senza partito di riferimento, ha siglato nel 2016 un “patto di unità d’azione” con il Partito Comunista di Marco Rizzo, per poi rescinderlo nel 2020 a seguito della virata sovranista di quest’ultimo. Da questa scissione nasce il Fronte Comunista, allineato al FGC.

La sezione di Venezia è attiva dal 2015 ma è solo dal 2018 che presenta segni di vitalità, in particolare con la creazione della propria pagina Instagram. La crescita del collettivo è testimoniata anche dai tentativi di espansione nelle istituzioni: nell’aprile 2019 si candida alle elezioni per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Sul territorio veneziano, il FGC (FGC-V) si consolida lavorando insieme a realtà locali come il collettivo Tutti In Piedi di Mestre, dove collaborano nella gestione di uno sportello alimentare e di un doposcuola popolare.

A partire dal 2021, l’impegno del collettivo si sviluppa ulteriormente: sul piano sociale, partecipa a mobilitazioni per opporsi all’ingerenza privata nei settori pubblici; sul piano scolastico-universitario, organizza proteste contro l’alternanza scuola-lavoro e contro i tagli all’istruzione.

La matrice marxista-leninista del Fronte comporta una forte caratterizzazione sui temi dell’antiimperialismo e dell’antimilitarismo[1], che legano ideologicamente e storicamente il FGC a una posizione radicalmente anticoloniale sulla questione palestinese. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina e l’aumento delle spese militari a livello globale e nazionale, questi temi diventano centrali nell’agenda del FGC-V. L’inasprimento delle problematiche sociali nel post-pandemia, unito all’elezione in Italia di un governo nazionalista che favorisce l’incremento della spesa militare, danno slancio alle attività del collettivo, che intensifica la propria presenza sul territorio con iniziative contro il caro-vita e il riarmo.

Sebbene il FGC-V nasca come organizzazione giovanile esterna a Ca’ Foscari, a partire dal 2022 si osserva uno spostamento del proprio baricentro verso l’ambiente cafoscarino. Il collettivo inizia a organizzare assemblee studentesche con regolarità, consolidando una base di riferimento e portando avanti battaglie su due fronti principali: la carenza di spazi per la didattica e la questione abitativa.

Sul primo fronte, la controversia raggiunge il culmine quando l’ateneo annuncia l’introduzione di lezioni al sabato per sopperire all’insufficienza di aule. Gli studenti rispondono con una lettera di protesta alla rettrice Tiziana Lippiello, a cui la rettrice replica dicendo che le aule ci sono. Tuttavia, pochi giorni dopo, il 12 agosto 2022, la stessa rettrice rilascia un’intervista al TG2 in cui riconosce che il problema più sentito dagli studenti è proprio quello degli spazi, dicendo che sono troppo pochi.

Parallelamente, la questione abitativa emerge con forza, a partire dal fatto che trovare una sistemazione a prezzi accessibili nell’area veneziana si rivela sempre più difficile. Il FGC-V denuncia che le soluzioni abitative proposte dall’università risultano onerose persino per i beneficiari di borsa studio. Le prime mensilità del posto alloggio sono infatti anticipate dallo studente in attesa dell’erogazione della borsa, di fatto equiparando la residenza pubblica a un affitto privato. A ciò si aggiunge che le residenze universitarie sono gestite da soggetti privati. Queste critiche confluiscono nella più ampia denuncia della “aziendalizzazione del sapere”: la progressiva subordinazione dell’università a logiche di mercato, in cui l’istituzione agisce come impresa piuttosto che come garante del diritto allo studio.

Nel 2023, il collettivo compie un ulteriore passo: si candida alle elezioni studentesche per il Senato Accademico, l’organo di governo dell’università. Al centro del programma elettorale vi sono la denuncia dell’aziendalizzazione dell’ateneo, la richiesta di studentati pubblici e gratuiti, il diritto allo studio e la contestazione dei legami con l’industria bellica, seppur senza entrare nel dettaglio di accordi specifici. Nonostante l’impegno, il FGC non riesce a ottenere seggi, ma l’esperienza contribuisce a rafforzare la rete di relazioni costruite nell’ateneo, consolidando il ruolo dell’organizzazione nel contesto veneziano.

2. Il Collettivo Sumud

Il collettivo Sumud nasce all’interno della comunità studentesca veneziana a fine agosto del 2022. La struttura fluida e interpersonale del collettivo rende difficile identificare luoghi e spazi istituzionali di riferimento. Per compensare la scarsità di fonti documentarie sulla sua attività in gran parte informale, si è rivelato utile ricorrere a fonti orali, dalle quali emerge che l’attività politica di Sumud si sviluppa prevalentemente all’interno delle stesse aule universitarie, in incontri e assemblee organizzate al di fuori dell’orario delle lezioni. Un luogo centrale per questi ritrovi è la sede di Ca’ Foscari a San Sebastiano, dove si tengono incontri e proteste organizzate da Sumud insieme a FGC. In particolare, ho avuto modo di intervistare alcuni dei suoi membri. Mario T., uno dei fondatori, mi ha chiarito l’identità politica e le pratiche organizzative del gruppo.

“Il nostro collettivo come nasce? Nasce semplicemente dall’incontro di amici, banalmente. Prima una coppia di amici, poi un gruppetto di quattro. Nasce da una necessità collettiva di provare a costruire una realtà autonoma e soprattutto separata rispetto a quelle egemoni sul territorio, con le quali non ci si ritrovava – e non ci si trova – da un punto di vista di analisi politica e di prospettiva teorica e pratica”.

Il nome scelto è già di per sé indicativo dell’orizzonte culturale in cui il collettivo intende muoversi. Sumud è un termine arabo che nel contesto della resistenza palestinese significa “resilienza” o “fermezza”: indica un atteggiamento di resistenza civile e morale, sistemica e non violenta, di fronte all’occupazione e alla repressione. Nel loro primo post su Instagram (31 agosto 2022), i fondatori spiegano così la scelta:

“Riteniamo utile e necessario rifarci a questo concetto perché, in forme e con implicazioni ovviamente diverse rispetto a quelle del popolo palestinese, si sta diffondendo e consolidando nella nostra vita di tutti i giorni un nuovo tipo di imperialismo, quello tecnologico/cibernetico. […] La conseguenza diretta di questo processo è il colonialismo dell’immaginario, ovvero l’incapacità generazionale di pensare a un futuro diverso da quello che ci aspetta”.

Per il collettivo, la via d’uscita da questo nuovo dominio cibernetico sta nell’autorganizzazione e nell’autogestione di spazi autonomi, capaci di sottrarsi ai percorsi istituzionali e opporsi al sistema che lo perpetua. L’obiettivo dichiarato è “riconquistare la capacità generazionale di immaginazione e creazione di futuri alternativi” attraverso l’incontro, il confronto e la costruzione collettiva. Nell’intervista Mario T. sottolinea: “Essendo proprio un collettivo che non ha fin da subito una linea politica definita, ma che si basa su rapporti umani che decidono di traslarsi anche su un piano politico, inizialmente ha un approccio molto culturale, molto sociale”.

Sul piano locale, il collettivo inizia subito ad attivarsi anche nel contesto universitario. Nell’ottobre 2022 Sumud si unisce alla contestazione generale contro il clima di competizione e aziendalizzazione dell’università, organizzando un presidio sotto il Rettorato di Ca’ Foscari.

Mario T. ricoda: “Iniziamo fin da subito a seguire la mobilitazione per Alfredo Cospito contro il 41bis, perché appunto circa un mese e mezzo dopo la formazione del collettivo Alfredo Cospito inizia lo sciopero della fame e in tutta Italia si muove, nasce, questa mobilitazione di solidarietà ad Alfredo contro il 41bis e noi grazie a questa mobilitazione abbiamo conosciuto i compagni e le compagne di altre realtà, di altri gruppi militanti qua a Venezia e ci siamo un po’… un po’ costruiti un’agibilità in città insomma”.

Nel novembre 2022, Sumud aderisce dunque alla mobilitazione nazionale per Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto dal 2014, condannato come responsabile della gambizzazione del dirigente d’industria Roberto Adinolfi e di un attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano; Cospito in ottobre aveva avviato uno sciopero della fame per protesta dopo il trasferimento al regime di carcere duro 41-bis. Il collettivo pubblica il comunicato “Carcere repressione università”, con l’obiettivo di aprire un dibattito sulle pratiche di controllo statale all’interno dell’ateneo, dove questi temi erano assenti. L’intenzione è di inserirsi nella mobilitazione, aprendo una discussione sulle pratiche di controllo dello Stato italiano e analizzando temi come la tortura, gli interventi repressivi e l’utilizzo del regime di detenzione speciale per motivi di repressione politica.

Pur non raggiungendo l’obiettivo di sottrarre Cospito dal regime carcerario più duro, Sumud rivendica risultati significativi sul piano metodologico. Nel comunicato di restituzione Una guerra che non potevamo vincere / una battaglia che non abbiamo perso, il collettivo afferma:

“Riteniamo ciononostante che in questa campagna più battaglie siano state vinte. Una nuova sensibilità si è sviluppata e diffusa per un tema che è un grande rimosso dei nostri tempi. Ovvero quello dell’istituzione totale, il carcere. Una sensibilità nata nelle azioni, come pratica di vicinanza a chi è recluso nei diversi regimi detentivi, dalle galere ai CPR […].

Non è l’aggregazione ideologica il motore di questa campagna, ma le nuove complicità, le nuove forme di stare assieme e lottare assieme. Grazie a ciò, nuove pratiche si sono testate, nuovi intrecci si sono realizzati. Non tenere in considerazione tutto questo per le lotte future equivarrebbe a buttare via gran parte del lavoro svolto in questi mesi”.

L’apice della contestazione coincide, il 25 marzo 2023, con il “Corteo contro guerra e repressione”. Dopo che un analogo corteo a Milano è terminato con scontri, e lo strascico di fermi, polemiche, condanne, i media presentano l’organizzazione a Venezia di un evento simile come potenzialmente violento, prefigurando scenari di guerriglia urbana: i negozi chiudono, la questura schiera centinaia di agenti e il ponte della Libertà viene blindato da posti di blocco. Alla fine i manifestanti sono poche decine, pacifici. Per Sumud è una vittoria: il tentativo di criminalizzazione si rivela sproporzionato. Il corteo si tiene pacificamente, evitando le aree presidiate e senza scontri diretti.

L’evento anticipa le metodologie repressive che verranno utilizzate contro i cortei per la Palestina, mobilitazione entro cui Sumud entra pochi mesi dopo quella per Cospito. Mario T., parlando delle continuità tra le due, osserva:

“Alfredo Cospito ha iniziato lo sciopero della fame verso il 20 ottobre – esattamente un anno dopo c’è il 7 ottobre. Noi da subito iniziamo a mobilitarci su quella questione lì, perché il 7 ottobre e la reazione […] faceva già intendere fin da subito che la questione della Palestina sarebbe tornata centrale. Da quel momento cerchiamo di concentrarci molto sulla Palestina, cercando anche di portare un approccio teorico un po’ particolare, che cercasse di leggere la questione palestinese come un po’ lo specchio del mondo che viviamo e soprattutto il rapporto con la tecnologia: la tecnologia che Israele utilizza contro il popolo palestinese come esempio a cui tutti i nostri stati poi tendono”.

A metà ottobre 2023, Sumud pubblica su Instagram il dossier Un organo che tutto controlla, un controllo che tutto organizza: smart control room Venezia, polizia e giustizia predittiva, chip war, e molte altre brutte cose!, con l’obiettivo di avviare un dibattito sul fenomeno “smart cities”. In ventiquattro pagine, il testo analizza il funzionamento della Smart Control Room di Venezia: un sistema di 637 telecamere che monitora in maniera centralizzata il traffico navale, i flussi di persone, la presenza turistica e facendo sentiment analysis tramite biometria facciale. La criticità che Sumud intende trasmettere, oltre all’informazione dell’esistenza di questo sistema, è il legame tra la smart control room e la sua facilità di applicazione nei progetti di polizia predittiva, che utilizzano algoritmi e intelligenza artificiale addestrati su archivi di polizia, social media e geolocalizzazione per prevenire e controllare proteste non autorizzate. Secondo il collettivo, queste tecnologie realizzano un “estrattivismo dei dati” in cui l’emozione dell’individuo diventa merce, funzionalizzato al controllo sociale preventivo.

La pubblicazione segna un salto di qualità nella traiettoria antimilitarista del gruppo: la ricerca attiva come strumento di controinformazione permetterà poi a Sumud e agli studenti di esporre con chiarezza i legami tra mondo militare e mondo accademico.

La mobilitazione per Khaled El-Qaisi

La continuità tra le mobilitazioni per Alfredo Cospito e la Palestina è resa più immediata da un evento che si verifica un mese prima del 7 ottobre. Il 31 agosto 2023, Khaled El-Qaisi, cittadino italo-palestinese studente di lingue orientali alla Sapienza e fondatore del Centro documentazione palestinese di Roma, viene arrestato dalle autorità israeliane. Viene trattenuto per un mese senza accuse, in regime di isolamento e senza poter incontrare un avvocato per due settimane. La vicenda suscita mobilitazioni in Italia: Amnesty International ne chiede la scarcerazione, Francesca Albanese (Relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967) esprime preoccupazione, e diverse forze politiche interrogano il governo. Sul piano extraparlamentare, inizia una mobilitazione nazionale a partire dalla Sapienza di Roma per richiederne la scarcerazione.

L’iniziativa arriva a Venezia il 28 settembre, quando il FGC-V annuncia la propria adesione alla “Giornata di mobilitazione nazionale nelle università” indetta per chiedere la liberazione di Khaled. In questa occasione, si tiene un presidio presso la sede universitaria di San Sebastiano, diffondendo un appello che sottolinea l’urgenza della mobilitazione per “esercitare tutte le pressioni possibili, al fine di ottenere una presa di posizione da parte del mondo accademico”.

Partecipa anche il collettivo Sumud. Come spiega Mario T.: “Noi quelli della FGC li abbiamo conosciuti quando siamo nati come collettivo e per un anno sì ci siamo interfacciati a livello molto amicale più che politico perché noi seguivamo la mobilitazione per Alfredo, cosa che loro comunque non hanno mai fatto propria… […] erano sicuramente solidali e c’era uno scambio, ma anche lì c’è stata una continuità tra le lotte. […] Finita la mobilitazione per Alfredo, con la FGC fin da subito ci siamo mobilitati per la liberazione di Khaled, quell’italo-palestinese fermato in Israele verso settembre… quindi, quella era stata un po’ una congiuntura per la quale noi venivamo fuori da un percorso di lotte contro il 41bis e in generale contro il carcere, mentre la FGC si stava attivando per un loro compagno – perché Khaled era legato alla FGC palestinese – e quindi noi fin da settembre abbiamo iniziato a fare questa mobilitazione comune tra noi e la FGC, che è stato il primo momento di incontro vero e proprio che […] poi ci ha permesso di arrivare preparati al 7 di ottobre. […]. Era 2-3 settimane che parlavamo di Palestina e carcere; quindi, c’era questo italo-palestinese bloccato lì, abbiamo fatto un cineforum, un’assemblea pubblica, un presidio che ha consolidato i rapporti tra noi e loro, e soprattutto ha creato un insieme di studenti che della Palestina si stavano già interessando”.

Khaled El-Qaisi viene scarcerato il 1° ottobre 2023, rientrando in Italia a dicembre. Questa mobilitazione, seppur circoscritta, assume un’importanza strategica per gli sviluppi successivi per tre ragioni. In primo luogo, introduce la questione palestinese all’interno di un percorso di lotte già avviato, collegandola al tema delle detenzioni arbitrarie e della repressione statale che Sumud aveva affrontato durante la campagna sul 41bis. In secondo luogo, consolida l’alleanza operativa tra Sumud e FGC-V, che nei mesi seguenti diventerà uno dei motori organizzativi della protesta. In terzo luogo, prepara il terreno alle mobilitazioni successive, costituendo un primo nucleo di studenti già sensibilizzati alla questione palestinese che poche settimane dopo si troverà pronto ad affrontare gli eventi del 7 ottobre.

3. Liberi Saperi Critici e il network Global Project

Nato a Venezia nel 2011 nel contesto delle opposizioni alle privatizzazioni degli immobili accademici, e inserito nel network Global Project, Liberi Saperi Critici (LiSC) si fa conoscere nel 2014 con la campagna “Liberi Saperi Critici #invendibili”, una protesta contro la permuta di tre sedi universitarie a investitori privati. L’azione culmina nell’occupazione di Ca’ Bembo, una delle sedi minacciate, riuscendo a bloccarne temporaneamente la vendita.

Da allora, le battaglie si susseguono su più fronti, rendendo LiSC il gruppo più attivo e riconoscibile della contestazione studentesca veneziana.

L’elemento caratterizzante di LiSC è la prassi di protesta decentralizzata e ad alto impatto comunicativo. Il collettivo organizza assemblee aperte e agisce attraverso azioni dirette come occupazioni, presidi e blocchi per esercitare pressione sull’establishment e mobilitare l’opinione pubblica: occupazioni contro le privatizzazioni universitarie, presidi per fermare gli sfratti a danno di cittadini, mobilitazioni ecologiste, iniziative transfemministe. LiSC rifiuta strutture organizzative rigide e gerarchie interne e non si limita alla produzione di controinformazione, ma promuove azioni pubblicizzate sui social media, per mobilitare studenti e documentare le proprie iniziative.

Nel contesto cittadino il collettivo si lega a realtà come il Centro Sociale Morion e la coalizione dei Centri Sociali del Nordest. Pur concentrando la propria azione prevalentemente nell’ambito universitario, LiSC raccoglie l’eredità di questa tradizione fatta di autorganizzazione, rifiuto della delega, attenzione alla dimensione territoriale e capacità di intrecciare lotte, facendole proprie e declinandole nel contesto specifico di Ca’ Foscari.

Le mobilitazioni del 2023

Nel corso del 2023, l’attività di LiSC si dispiega su molteplici piani, offrendo un quadro esemplificativo della varietà politica che caratterizza il collettivo.

Sul piano ecologista, il collettivo aderisce alle iniziative di Fridays for Future Venezia, con cui organizza contestazioni contro le aziende che finanziano l’industria fossile e l’estrattivismo nel Sud globale.

Sul fronte delle questioni di genere, il collettivo risulta molto attivo in diverse iniziative, collaborando stabilmente con Non una di Meno-Venezia, partecipando alle mobilitazioni transfemministe che attraversano la città. LiSC aderisce inoltre all’organizzazione di eventi transfemministi come il Laguna Pride, che nel 2023 ha visto sfilare il primo gay pride cittadino dopo dieci anni, con oltre diecimila partecipanti.

Un momento di forte attivazione arriva in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin nel novembre 2023, quando il collettivo contribuisce attivamente a organizzare a Venezia mobilitazioni transfemministe.

Sul piano cittadino, l’impegno di LiSC si concentra principalmente sul contrasto alla crisi abitativa e alla speculazione immobiliare che colpisce la popolazione residente. Il collettivo partecipa attivamente ad azioni di interruzione degli sfratti esecutivi dell’ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale), opponendosi allo svuotamento del patrimonio di edilizia popolare a favore della turistificazione della città.

In questa dimensione territoriale, LiSC collabora strettamente con il Laboratorio Occupato Morion nell’ambito del Comitato No Grandi Navi, lavorando per cercare di tutelare la vivibilità della città in contrasto al turismo di massa.

All’interno dell’ateneo, il fulcro dell’azione di LiSC si sviluppa attraverso le mobilitazioni per richiedere spazi e alloggi per gli studenti. Il collettivo, nato per contrastare la privatizzazione degli immobili universitari, amplia col tempo la propria azione politica per inglobare la crisi abitativa studentesca. L’azione si concentra nel denunciare l’assenza di alloggi a prezzi accessibili in città e la mancanza di soluzioni fornite dall’ateneo, che in passato ha cercato di vendere immobili di sua proprietà, mentre le residenze studentesche – spesso gestite da privati – hanno prezzi che persino superano gli affitti di mercato, risultando onerosi anche per i vincitori di borsa di studio.

Nel maggio 2023, LiSC porta avanti un’occupazione del Rettorato universitario, unendosi a una mobilitazione nazionale per protestare contro il generale rincaro degli affitti e rivendicare il diritto allo studio in tutte le sue declinazioni.

Il collettivo non limita il proprio sguardo solo al contesto locale. Per esempio, nel marzo 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, il collettivo promuove una mobilitazione per chiedere all’Università Ca’ Foscari di recidere i legami con le università russe e di prendere posizione contro la guerra. Questa mobilitazione anticipa per molti versi ciò che accadrà nel 2023 con la questione palestinese: la richiesta che l’università non rimanga neutrale di fronte a un conflitto, ma assuma una posizione coerente con i propri principi dichiarati, interrompendo rapporti che la rendono complice di violazioni dei diritti umani.

Nel settembre 2023, in occasione della mobilitazione per la liberazione di Khaled El-Qaisi, LiSC si limita a ricondividere l’appello senza promuovere azioni dedicate. Pur aderendo alla richiesta di liberazione dello studente italo-palestinese, il collettivo non organizza iniziative proprie, lasciando quindi uno spazio di agibilità che verrà colto da Sumud e il FGC.

Global Project e le prime manifestazioni per Gaza

Il 20 ottobre 2023, Global Project, network di informazione e coordinamento politico nato nel periodo post-G8 di Genova come piattaforma di diffusione per le iniziative di un variegato insieme di gruppi, collettivi e organizzazioni locali, con particolare radicamento nei centri sociali del Nordest, pubblica sul proprio sito (https://globalproject.info) l’articolo firmato Anna De Favari Le vittime civili in Palestina sono anche made in Italy: il ruolo dell’Italia nei rifornimenti bellici, il primo intervento post-7 ottobre a denunciare esplicitamente il legame tra le forniture belliche italiane e il massacro in corso a Gaza. Il testo critica la narrazione mediatica mainstream, che parlando di “guerra” suggerisce un conflitto tra pari, occultando l’asimmetria strutturale e le radici coloniali della violenza israeliana. Secondo il comunicato, questa rappresentazione ha una funzione politica: legittimare l’export di armamenti italiano verso Israele. A supporto delle accuse, l’articolo cita i dati della britannica Campaign Against Arms Trade (CAAT), che documentano il ruolo centrale di Leonardo S.p.A. nei rifornimenti bellici a Israele. L’azienda, partecipata al 30,2% dal ministero dell’Economia e delle Finanze, e principale azienda italiana nella produzione e vendita di armi, risulta la sesta a livello globale per forniture belliche a Israele. A ciò si aggiungono evidenti intenzioni di consolidamento di Leonardo S.p.A. nel panorama industriale israeliano, come dimostra l’acquisizione della israeliana RADA Electronic Industries.

Con l’inizio delle operazioni terrestri nella Striscia di Gaza, Global Project lancia il 25 ottobre un appello (online sul suo sito) per una manifestazione a Padova il 27 ottobre seguente: “Stop bombing Gaza, stop apartheid”. Alla mobilitazione aderiscono i centri sociali del Nord-Est, l’Associazione Ya Basta, Adl Cobas, Polisportiva San Precario, Asd Quadrato Meticcio, Stria e numerosi collettivi studenteschi, tra cui Liberi Saperi Critici. L’appello sintetizza i temi del primo comunicato in relazione alla sempre più grande crisi umanitaria:

“Quella messa in campo quotidianamente da Israele non è altro che una guerra coloniale, estrattivista, razzista, che sta già vedendo un’escalation di portata storica. […] Come ha scritto il “Movimento curdo per la liberazione” «oggi tutti i problemi del Medio Oriente, compreso quello curdo, derivano dalla mentalità dello Stato-nazione. Alla base del conflitto israelo-palestinese c’è la mentalità dello Stato-nazione». […] Non saremo mai con lo Stato di Israele, mai con Hamas ma sempre dalla parte di chi oggi subisce violenza o trova la morte. […] Oggi, stare dentro il gioco geopolitico costruito dai governi occidentali attraverso i mass media, non può farci rimanere inermi di fronte ad un tentativo di genocidio. Non vogliamo cadere nella trappola della polarizzazione. Vogliamo indicare con chiarezza gli attori in campo, […]. Esiste un Occidente connivente, esistono i finanziatori delle guerre, esistono governi – in primis quello italiano – che stanno fomentando questo massacro senza fine: tutte parti in campo che vanno chiaramente indicate come complici”.

La partecipazione alla manifestazione del 27 ottobre è notevole, gli organizzatori parlano di trentamila persone. Nel resoconto post-corteo, Global Project sottolinea il dialogo tra le diverse anime della protesta e la convergenza di movimenti e tematiche fino a quel momento separati. La creazione di un collegamento tra lotte apparentemente distanti – dalle realtà femministe ai collettivi universitari, dalle esperienze anticolonialiste ai centri sociali – delinea una traiettoria intersezionale che sarà centrale nelle fasi successive[2]. Dalla piazza esce un appello che anticipa gli sviluppi: “se invadono noi occupiamo; occuperemo scuole, università e strade; andremo sotto tutte le prefetture anche per sottolineare le responsabilità del governo italiano, complice di questo e altri massacri”.

Nell’articolo di restituzione vengono riportati alcuni estratti degli interventi. Tra questi, LiSC denuncia i rapporti tra Ca’ Foscari e industria bellica: Ca’ Foscari ha accordi con Leonardo, è necessario prendere posizione, non bastano le poche parole di cordoglio sui canali istituzionali, non bastano le bandiere della pace, servono decisioni concrete.

Con la dichiarazione al corteo di Padova, LiSC inserisce la questione palestinese nel proprio perimetro d’azione dopo il 7 ottobre, declinandola attraverso la specifica lente dei rapporti tra ateneo e industria bellica. Come racconta Fabiana, studentessa di Ca’ Foscari che ha iniziato ad attivarsi all’inizio del 2023: “Io tutta la prima parte dell’anno ho fatto […] per la prima volta attività politica anche col Lisc, […] oltre a leggere tutte le notizie sulla Palestina, poi ovviamente parlandone anche tra di noi a lezione perché per esempio seguivamo anche un corso di Islamic countries quindi abbiamo parlato anche di questi temi […]. [Poi] oltre a seguire le notizie avevamo fatto delle assemblee dove ovviamente la Palestina ha cominciato a diventare sempre il topic di tutte le discussioni quindi io- vabbè, partecipavo alle assemblee settimanali che faceva LiSC… ho ricordi forse di qualche manifestazione fatta, qualcosa per fare rumore… poi vabbè quell’anno è stato anche super pieno perché c’è stato anche l’omicidio di Giulia Cecchettin”.

La testimonianza restituisce tre elementi significativi: il ruolo di LiSC come spazio di socializzazione politica per studenti senza precedenti esperienze di militanza; l’intreccio tra dimensione assembleare e percorsi accademici; la compresenza di più emergenze – la Palestina, il femminicidio di Giulia Cecchettin – che si sovrappongono nello stesso scorcio di tempo, contribuendo a creare un clima di mobilitazione diffusa che troverà nella questione palestinese uno dei suoi principali catalizzatori.

4. Verso la mobilitazione generale

Nel momento in cui, all’indomani del 7 ottobre 2023, la questione palestinese torna al centro del dibattito pubblico globale, il contesto veneziano si presenta come un terreno già densamente abitato da soggetti collettivi, pratiche consolidate e questioni aperte. A differenza di Sumud e del FGC-V, che giungono alla Palestina attraverso una continuità tematica di antimilitarismo, anticolonialismo e antiimperialismo, LiSC applica alla nuova questione da affrontare gli strumenti d’azione già sperimentati nelle lotte precedenti.

Nei tre soggetti analizzati emergono dunque culture politiche distinte e differenti rapporti con l’istituzione universitaria, che disegnano un panorama studentesco in forte fermento. L’elemento che li accomuna, tuttavia, è la consapevolezza che la questione palestinese non possa essere affrontata separatamente dalle condizioni materiali in cui gli studenti vivono e studiano, a partire dal legame tra ateneo e industria bellica. È su questo terreno che nei mesi successivi le tre realtà convergeranno all’interno di Ca’ Foscari, dando vita a mobilitazioni che avranno al centro la Palestina e l’obiettivo di costringere l’università a confrontarsi con le proprie responsabilità.

Nota sulle fonti. Non riprendiamo qui le note che Nikolas Bingger ha inserito puntualmente nella sua tesi di laurea per rinviare alle sue fonti che consistono, per lo più, di link ai siti delle organizzazioni e dei gruppi studenteschi e alle loro pagine facebook e Instagram, strumenti “social” che hanno sostituito – del tutto o in parte – la tradizione della stampa in proprio di volantini e opuscoli. Come tutte le fonti, anche queste presentano problemi peculiari, difficoltà di accesso (per esempio per chi non ha account facebook o instagram) e conservazione (il soggetto conservatore non è quello produttore, e fino a quando i link resteranno validi?). Da questo punto di vista, la tesi di Bingger fissa su carta (o file pdf) almeno una parte di una documentazione fragile.

Mario T. è uno pseudonimo, l’intervista è stata realizzata da Nikolas Bingger il 20 novembre 2025.

Fabiana è uno pseudonimo, l’intervista è stata realizzata da Sara Maria Porcella il 13 novembre 2025.

Su questo sito, Nikolas Bingger ha documentato l’avvio della campagna “End Fossil” alla fine dell’inverno 2024 e lo svolgimento della “assemblea aperta” di Ca’ Foscari del 26 giugno 2024. (acm)

Immagini. Tutte le foto di questo articolo sono di Nikolas Bingger.

In copertina: “22 maggio 2024 Ca’ Foscari Centrale presidio palestina libera”, nelle vicinanze del Rettorato di Ca’ Foscari, foto scattata il 21 febbraio 2025.

All’interno:

“Tasse universitarie = Armi x Israele”, Venezia, in zona Fondamenta Foscarini, foto scattata il 26 novembre 2024;

“Ca’ Foscari ♡ Guerra”, Venezia, di fronte alla Biblioteca di Area Umanistica (BAUM) di Ca’ Foscari, foto scattata il 4 dicembre 2024;

“Maggio ’24 come maggio ’68”, Venezia, di fronte alla Biblioteca di Area Umanistica (BAUM) di Ca’ Foscari, foto scattata il 27 giugno 2024.


[1] L’antimilitarismo a cui fa riferimento il FGC non è da intendersi come nonviolenza o pacifismo, ma va inserito nella concezione leninista del termine. Cfr. V.I. Lenin, Opere complete, XV, Editori Riuniti, Roma 1966, p. 186: “[Le guerre sono] generate dai continui riarmi militari, provocati dal militarismo, che è l’arma principale del dominio di classe della borghesia e della sottomissione politica della classe operaia”.

[2] Con “intersezionalità” si intende l’analisi di come diverse forme di discriminazione – di genere, razza, classe, orientamento sessuale – si intersechino producendo effetti specifici su gruppi e individui. Il termine fu coniato alla fine degli anni Ottanta dalla giurista afroamericana Kimberlé Crenshaw nell’ambito del dibattito femminista, per descrivere la situazione delle donne nere che subivano discriminazioni sia razziali che di genere non adeguatamente riconosciute dalle teorie esistenti. Nei decenni successivi, il concetto si è consolidato come strumento analitico per comprendere le dinamiche di mobilitazione politica in contesti plurali, dove diversi movimenti – nati da altrettante identity politics – cercano di costruire coalizioni capaci di affrontare le molteplici disuguaglianze della società contemporanea. Cfr. K. Crenshaw, Demarginalizing the Intersection of Race and Sex: A Black Feminist Critique of Antidiscrimination Doctrine, Feminist Theory and Antiracist Politics, University of Chicago Legal Forum, 1989.

Archiviato in:||, Documenti Nikolas Bingger

Scrivere dal carcere, in italiano. 5

24/06/2026 Claudio Pedron Documenti

Preparare un curriculum. Il lavoro sognato. Le cose da fare fuori. Ultimo giorno di scuola e ultima puntata: “non si sa nulla del carcere, tanto meno della scuola in carcere”. Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. In calce ad ogni argomento, il tema svolto dallo stesso insegnante.

IL FUTURO

Curriculum vitae

1.

Seconda alementare diploma ha ricevuto scuola steco.

Ha lavorato tante lavoro e lavori e mi facio le porsa

Le lingue arabo italiano un pù francese

Gli strumenti motoreno e a piede

2. I dati personali xxxxxxx xxxxxxx nato il xx xx xxxx in Albania o la diploma di scuola la media so parlare italiano e un po di lingua greca non o nesun diploma so fare muratore e ho lavorato come l,autista.

3.

Nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo, telefono

Le scuole e i corsi di formazione frquentati con i diplomi ricevuti

– primaria, so ocupare il computador

Le esperienze lavorative

– Mai e laburato

Le lingue conosciute

– Inglese, spagnolo, italiano

Gli strumenti o macchinari che si è in grado d’utilizzare:

– ancora no

4.

Nome  data di nascita

Coniome nato

Esperienze lavorative:           muratore pe 7 anni muratore specializato

Autista coriere

Taglialegna boscaiolo

Comerciante negosio

Magasiniere

Faleniame

Camariere

Spaciatore di cocaina

Rapinator di ufici postali

Portavito scopino

Lingue. Albanese. L’italiano. rusia.

Scuola. Superiori

Seso mascio

5.

cognome

indirizio

telefe

cidodinanza

data di nascita

sesso   maschio

ocupacione     barissta

date     01.01.2005-01.03.2008

instruzio         infermacia

parrlo 4 lingui inglese greco italiano e la mia linga albanese

seguo l’università in Albania

6.

Nome

Indirizzi via Minervini 2/R FIRENZE [è l’indirizzo del carcere, ndc]

Telefono 000000000000000000000000

e-mail:

cittadinanza: marochina

occupazione disiderata: letrecista

Data 2006-2008

Nome indirizzo del datore di lavoro nome della attivita: enel Piombino

Lengue arabo italiano

scuola media

esperienza lavorativa

moratore

abbigliaminto

barman

7.

Curriculum Vitae

Europass

informazioni

personali

Cognome/nome

indirizo

TELEFONO

E-mail

Cittadinanza ITALIANA

SESSO MASCHILE

GRADIO-ISTRUZIONE       UNIVERSITA DI BOGLONIA

INGENERIA MECHANICHA

Le esperienze lavorative        O LAVORATO COME MECHANICHO presso il concesionario dell MERSEDES BENZ

LE LINGUE CONOSCUTE  INGLESE, TEDESCHO, SPAGNIOLO, ITALIANO

gli STRUMENTI O MACCHINARI so usare bene il computer, so usare il torno – so saldare anche con fiama osidricha

8.

Curriculum vitae

sesso: Maschile

Occupazione desiderata: diriti umane

settore professionale

Esperienza professionale: lavoro autonomo

Grado di istruzione: scuole completa. E ho un corso di saldatore

Lengue conosciute: spagnola e italiana

Strumenti o macchinari: automobile e camion

9. Mai andato all’asilo. Mai andato in colonia. Elementari dove ho sofferto con una maestra insopportabile, immerso nella timidezza. Alle medie ho sviluppato una personalità antagonista. Alle magistrali per compensare un desiderio materno. Dai 7 ai 17 anni sempre immerso nella lettura, anche per 20 ore al giorno. Antincendi boschivi, lavapiatti, cofondatore di un gruppetto ambientalista, supplenze, allenatore di basket, uomo di fatica in cucina, discoteche, supplenze, portafango termale, impegno politico, supplenze, pulizie in albergo, cofondatore di un opuscolo periodico, supplenze, corsi vari, fino al corso di specializzazione carceraria, migrante, altro opuscolo, raccolta porta a porta rifiuti, vincitore di concorso, migrante, insegnante carcerario, matrimonio, migrante, cofondatore gruppo politico carcere, cofondatore critical mass Firenze, figlio, altro gruppo carcerario, mostra, figlia, cofondatore gruppo artistico, testo teatrale veneto, canzoni blues venete, insegnante carcerario.

Nota. I detenuti a Sollicciano sono impiegati quasi solo in attività sussidiarie all’attività del carcere. All’epoca si otteneva un lavoro dopo aver fatto una “domandina”; nessuno era in grado di spiegare secondo quali criteri e requisiti fosse accettata o respinta. Ora ci sono delle graduatorie precise, che si basano sul tempo di presenza in carcere, divise per reparto; si accede ad alcuni lavori se si hanno i requisiti (tempo di permanenza in carcere o tempo di distanza dal precedente periodo lavorativo) o le competenze (idraulico, elettricista, cucina, barbiere, ecc.), altrimenti si lavora nelle pulizie. I lavori sono: “scopino” (pulizie corridoio, sezioni, scuola, ecc.), “spesino” (chi raccoglie gli ordini di acquisto interni), “scrivano” (chi compila richieste e moduli), “gasista” (chi porta il gas per i fornellini da campeggio), “portavitto” (chi distribuisce il cibo in sezione), “piantone” (che è un “simil-badante”, cioè aiuta e accompagna un altro detenuto disabile), MOF (lavori di “manutenzione ordinaria fabbricato”), cucina (il più richiesto, per la paga)…

In passato il ministero della Giustizia ha indicato, con una apposita circolare, una denominazione “adeguata al presente”: la cella, la “domandina”, l’educatore, lo “spesino”, lo “scopino” dovevano cambiare nome, ma nella vita corrente del carcere nulla è mutato.

Che lavoro volevi fare da grande

1. Io quando ero piccolo mi ricordo mentre giocavo sempre al pallone con miei amici e guardavo al televisione le campione del calcio i sognavo sempre di diventare un calciatore da grande.

2. Quando ero picolo sonavo di fare calciatore.

Quando sono cresuto ho cambiato profesione e adesso facio imbianchino…

3. Me sogno diventa un grande chef pecche e meticci a cucinare i quanto sono uscito di la scuolasono andato Casablanca e la sono lavorato un grande ristorante vicino a la castello di re e da la imparato a cucinare imparato faccio cuscus e pesce e tajen marocchino e dolce.

4. Da picolo pensavo che la vita fose facile. Veramente volevo farei il polizioto ma mi sa che no facio mai. E laltr cosa era da fare l inseniante di gimnasticha nele scuole.

Invece adesso penso di andere in un paese fuori dal europae continuare una nova vita.

5. Quando ero piccolo mi piaceva pensare che da grande faro il DOTTORE. Ma la vita non è come uno pensa da bambini, cosi senza darmi conto quello che io volevo da piccolo se andata come un fumo con il correre degli anni. Alla fine io sono un ladro che gira il mondo cercando un colpo di sorte che ancora non arriva. Con un distino un po sanguinante avvolta con me……

6. Quando ero picolo sogniavo di diventare un autista mi piaceva guidare una machina.

Pero grande ho fato il muratoreho ance autista tipo di lavoro corriere, pero non mi piaceva era molto duro come lavoro viaggiavo tuto il giorno e a volte mi adormentavo mentre guidavo.

E per questo o preferito fare il muratore che lo fato per sete anni e sono diventato un ottimo muratore faccio pavimenti, intonaco, muri, carpentire, i tetti, e tante altre cosse nel settoredel edelisia. Ho fatto anche altri lavori, come boscaiolo, cameriere, falegname e comerciante

7. Giornalista, scrittore.

Quando uscirò

1. Quando uscirò di qui. La prima cosa che faccio. telefonerò alla mia famiglia. e soprattutto parlerò troppo con la mia mamma. perché lei è edetto: “Quando uscirai dal carcere telefonarmi”. La seconda cosa andrò a espanna vicino il mio fratello per trovare un posto di lavoro. perché io amerò il mio lavoro

2. Io mi trovo adesso in calcere e quando usirò non farò piu reati per non finire piu in calcere e per trovarmi un lavoro onesto e per stare vicino la mia famiglia con i miei figli e la mia cara moglie e con mia madre e mio padre perchche adeso che sto chiuso sto rifletendo e non voglio sbagliare piu nella mia vita perche cio una belissima famiglia che li voglio tanto bene e per non far loro sofrire o sbagliato da minorene e adeso sto pagando la mia pena spero di usire al piu presto per abraciare la mia famiglia.

3. Chi sa dell futuro! Non lo so come sara il futuro per me. Mi auguro chi nel futuro sara piu megllio del passato. Il mio sognio fare una bella vitta con la mia famiglia e un lavoro tranquillo

4. Il mio avocato mi ha chiesto di andare con me in Marocco quando esco da qua. è facciamo un bel giro in Marocco lo farò conoscire prima cosa la mia famiglia e poi il paese dove vivo. Soprattutto lui viene con sua moglie per me mi fa piacere. Lui mi dice sempre voglio andare il tuo paese mi piace viaggiare mi piace conoscere Il paese che non conosco. Ma spero bene quando lui viene con me In Marocco mi piaceva tutto e turnava Contento con sua moglie, importante per me questo.

5. Per me il futuro non me lo posso imaginare cosi a longo. Il futuro e una cosa bella la quale sogniamo tutti, e non possiammo pensare la cosa Impossibile solo a realta. Io prima d’uscire a qui penso che mi succederà quando uscirò. La prima cosa che farò quando uscirò e di andare a casa per a riposarmi qualche septimana, dopo cercherò di trovarmi un lavoro per a mantenermi.

6. Spero che troverò un posto migliore di lavoro e troverò una casa dove vivo con mia famiglia. Io vorrei cambiare la mia vita, voglio trovare una bellessima ragazza per continuerò il mio relegione dopo andrò in Marocco per visitetari la mia famiglia.

7. Quando penso di campiare la mia vita e uscero da quisto manicomio esco da carcere e trovo un lavoro e sognio di avire una casa e macchina e una ragazza e spozarmi avirmi di bambini e avire rispitto e onore e tranquileta quisto il futuro di farmi cricere il miei bambini in tranquilita e circo di avire un raporto buono con miei figlie e saro pronto di farle avire tutto quillo che vogliamo e non dimentico la mia famiglia prema di tutto mia mamma di farla avire tutto quillo chi disedira e quillo chi sogniato da la sua infansia perchi mia mamma mi ha dato tanto io spiro di farla passariaristo di la sua vita filece e tranquilita

8. Per me il futuro la felecità.

Buona famiglia, vado nella stada giusta non fuori la legge di stato e soprattutto la legge di Dio cosi mi trovo bene senza probleme opure pochi probleme spero vado con mia donna dacordo con mie genetore spero mi trovo amicizia giusta anche un buon lavoro non mi piace soldi sporchi voglio un lavoro serio. Spero da Dio mi da figlie buoni giusti bravi cosi la mia felecetà.

Senza futuro non c’e felecetà e senza felecetà non c’e futuro.

9. Quando usciro da prigione pensero a non fare piu il delinquente e a fare l’uomo onesto. Quando sara il giorno di liberazione penso che sara un giorno dificile. Penso che fuori saranno tante cose belle che mi aspeta ma io aspetero il giorno di liberazione.

10. Io quando uscirò per prima cosa andarmi incontrare mia figlia. E poi andaremo a mangiare un paio di cose buone. Poi vedremo? cosa fareremo

11. Quando uscirò la prima cosa che fiacciomi mangerò un buon piatto fiorentino e dopo prenderò il taxi e andrò alla stazione di Ferenze e prenderò il treno per Milano e scenderò a Milano, andrò a casa dei miei parente e dirò a loro non tornerò mai al carcere e non tornerò mai a quel posto

12. Quando oscirò la prima cosa che divo fare, divo andare a casa mia salutare la mia moglie e la mia bambina.

E dopo adrò a cercare lavoro qualsiasi basta che un lavoro polito e vivrò una bella vita con la mia donna e la mia bambina e spero con tutto me stesso non tornerò qui in carceri.

Ora sono un papà e ho una grande respponssabilità. Quindi devo metter la mia testa apposto e basta cazzate perché sono reso conto per le miei cazzate. La vita è bella.

13. Quando uscirò in libertà, andrò verso le persone che mi hanno scritto spesso e mi hanno dato una man. Così saluterò tutti loro con tanto affetto. Mangeremo insieme un bel pranzo bereremo il caffe, fumeremo le sigarette nel giardino. Dopo chiamerò la mia famiglia a Tunisi per dare loro la bella notizia. Fissirò con loro un appuntamento per ritornare verso loro. Chiamerò anche il mio avvocato per ringraziarlo e fisseròcon lui una data per vederlo, così pagherò lui per il suo lavoro e farò un regalo perché merita ogni bene. Dopo andrò verso Roma, così incontrerò la mia ragazza che vorrei sposarla se tutto va bene! Così viveremo insieme con la speranza di vivere felici, serene in pace con lei. Senza tornare mai più in carcere. Spereremo che andrà così.

14. Camminare un sacco.

DISCORSI

Ultimo giorno di scuola

1. Giovedi finirà la scuola e io rimango male perché sono abituato a svegliare la mattina. Magari imparo un po’ di italiano anche altre cose, senza dimenticare la palestra una volta la settimana, comunque la scuola una cosa bella vita soprattutto in carcere. Anche nel tempo della pausa è bello perché lo vedo tanti ragazzi magari amici da tutte le sezioni, e poi ringrazio il maestro e Nicola

2. Giovedi finirà la scuola e io non mi vedo contento con questa decizione perché adesso siamo rimasti in cella, senza occupazione. Il giorno di scuola facevamo esercise e lezione che abbiamo sviluppato il piensero, il nostro senso critico.

3. Giovedì finirà la scuola e io mi dispiace perché era una cosa per me la scuola in carcere è molto importante uno che io in 3°4 ore esere aperti e studiare non mi fa penzare tantto e vol dire tropo vol dire tropo la scuola perché esere 20 ore in cella ti viene brutti penzieri in testa perché io non ero mai prima in un carcere per magiorenni sto con 2 compagni di cella che io difronte a loro sono un banbino e mi aiutano tantto se no io non cela farei grazie ai miei compagni di cella che lo sano come funziona la galera mi dano tantto coragio per non farmi del male io prima quando sono entrato lo psichiatra mi dava al giorno 300 gocce di valium e più 6 pastiche per stare tranquillo grazie ai miei compagni di cella che mi anno ajutato e ho smeso di prendere terapia e mi trovo meglio mi alzo la matina preparo un cafè fumo 1 cigaretta aspetto l’apuntato che mi viene ad aprire e queste 4 ore di scuola vol dire molto per me perché il maestro claudio che gli chiedo per la mia educatrice vol dire tanto per me e lo ringrazio tatto perché mi fa un grande favore e pure la maestra Patrizia quando stavo in palestra e Patrizia mi a chiamato e ma deto che ha parlato con la mia educatrice e patrizia mi a detto che gli a deto che mi chiama questa setimana io ero più contento perché mi stano ajutando ma mi mancherà tanto la scuola quando finisce non mi paserà Più il tempo come qando c’è la scuola perche ci sono abituato ad alzarmi la matina per venire a scuola devo stare in cella chiuso è molto dificile per me perché se sono chiuso non mi passa più il tempo meno male che in cella i miei compagi di cella che sono adulti hanno il dopio della mia età e mi danno consigli buoni mi stano sempre apreso mi controlano come che fose il loro figlio li ringrazio tantto sia ai compagni di cella e sia a Claudio e a Patrizia

Grazie

4. Giovedi finira la scuola io sento male perché sono abbituato a studiare la lingua italiana.

La scuola è la più portante della vita. Tutto la setemane dal lunedì al venerdì vedo il mio maestro ma ora ho finito La metà dell nostro libertà per me la vita è dura dentro le zbare sannsa scuola. Spero chi finice e anche Il nostro problema e sarà tutte libere. Grazie maestro Per tutto quello hai fatto per mi ho parato leggere e scrivere non dimenticarte mai caro maestro claudio.

5. Giovedi finirà la scuola e io resterò in cella e aspeterò la mia condagna quando finirà e purtroppo sono già abituato di questa scuola non so come passerà le state senza scuola e come passerò la giornata. A scuola passa quasi mezza giornata sanza acorgersene come passata. Lunedi abbiamo palestra, giovedi film. Mentre il resto della settimana studiamo italiano. Però il nostro maistro odia la matematia non so però comonque ho imparato qualcosa e ringrazio il mio maistro

6. Oltemo giorno per finire la scuola vengo a matina nella mia classe per salutare Il mio maestro claudio e tutti i maestri e mii amici poi faciamo musica e cantiamo baliamo e mangiamo la torta con aranciata e faciamo una grande festa poi dopo finissiamo la fista ci salutiamo con tutti i ragazzi, e dopo tornare alla mia cella, e non vienire più a scuola alle setempre, cominciamo ncora la scuola. Vacanze

7. L’ultimo giorno è solo l’ennesima tappa di un ciclo che si ripete e che non finirà con me. È il giorno delle somme. È il giorno in cui si ricevono i ringraziamenti individuali ma è anche il giorno in cui dirsi se l’anno è andato bene.

Per il bilancio, il mio metodo è molto semplice. I miei allievi sono tutti stranieri e il primo giorno di scuola, quando arrivano in classe si siedono per nazionalità. Un planisfero orizzontale in carne e ossa. Se l’ultimo giorno sono spariti i confini linguistici e si sono condivisi quelli culturali, allora è stato un buon anno e abbiamo fatto un buon lavoro che sarà stato l’inizio di un nuovo percorso.

Incontro con il sottosegretario

Buona sera e grazie di esere venuto a trovarcci mi chiamo… sono albaneze mi trovo in charcere da 2 anni e 3 mesi Ho provato un anno fa a venire a scuola ma non mi hano prezo perche eravamo in tanti e non ce stato posibilita per me. Questo anno e andatto bene, mi hano preso a scuola. Chome me ci sono tantti detenuti che vogliono venire ha scuola, ma non hano la fortuna per poter venire perche non ci sono posti per tutti. Io vi chiedo se potete fare qualcosa per gli altri detenutti se anche loro poteseno venire a scuola. Se si aprise qualche clase in piu qualche posto in piu anche per gli altri detenuti. Perche se loro sarano sempre chiusi 22 ore al giorno non porterebe nulla di buono una volta uscitto dal carcere. Vi chiedo anche se a scuola potese esere piu pulita se si potese pulire tutti gli giorni con detersivo perche qui mancha davero ligiene.

E al ultimo vi chiedo se noi detenutti in chlase potremo avere anche l’internet non lo voliamo per i nostri scopi personali ma per poter imparare come si usa il compiuter per poter imparare qualche cosa in piu come mapa per conoscere le altre citta per poter chapire da quale posto è il’ mio compagno di clase e tante altre cose che l’internet sarebe utile per tanti alievi. Vi ringrasio.

Postscriptum, 2026

L’incontro con il sottosegretario al ministero dell’Istruzione risale al 2015. Poi, come ricorda sempre l’attuale commissario (è la qualifica della polizia penitenziaria che indica il comandante del carcere), nel 2022 è venuto in visita il ministro dell’Istruzione in persona (allora era Patrizio Bianchi, il governo quello presieduto da Mario Draghi). Probabilmente l’unica scuola carceraria (e perciò l’unico carcere) visitata da un ministro dell’Istruzione e questo è servito ad accrescere il nostro valore interno perché all’esterno non solo non si sa nulla del carcere ma ancor meno si sa della scuola in carcere.

FINE

Nota. L’immagine di apertura è tratta dalla scheda sul “Complesso Penitenziario di Sollicciano” del progetto online “Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Mentre pubblichiamo questa ultima puntata dell’antologia è in corso lo sfollamento del carcere di Sollicciano, conseguenza del sequestro di sette sezioni disposto dal tribunale di Firenze il 16 giugno 2026 (vedi Scrivere dal carcere, in italiano. 4). Le notizie, per un breve momento incluse nelle cronache nazionali, sono tornate in conto alla cronaca locale fiorentina e toscana; il trasferimento riguarda al momento 111 detenuti, e avrà un forte impatto sia sulle vite degli sfollati (allontanamento dalle famiglie, interruzione di percorsi lavorativi o scolastici avviati, ecc.) che su quella dei detenuti delle carceri di destinazione, che per lo più sono già sovraffollati e in condizioni materiali precarie.

Per leggere le altre parti dell’antologia:

Scrivere dal carcere, in italiano. 1

Scrivere dal carcere, in italiano. 2

Scrivere dal carcere, in italiano. 3

Scrivere dal carcere, in italiano. 4

Archiviato in:Documenti Claudio Pedron

“Make America Go Away”

21/06/2026 Alessandro Casellato altrochemestre || Documenti

Aviano, 6 giugno 2026. Immagini della manifestazione davanti alla base NATO: “Contro le guerre, il riarmo, le testate nucleari”. Scritte e striscioni. Galleria di foto di Alessandro Casellato, a cura di altrochemestre. 

Cartelli

Striscioni

Nota. Scelta tra le foto che Alessandro Casellato ci ha inviato dopo aver partecipato alla manifestazione, scrivendoci: “Vi condivido un po’ di foto dalla manifestazione contro la guerra ad Aviano, con circa 3000 persone (secondo gli organizzatori) e un paesaggio favoloso ai piedi delle montagne, conclusa su un prato odoroso di fronte alla base militare USA. Partecipazione soprattutto da Friuli Venezia Giulia e Veneto. Ho registrato suoni e canti e fatto le fotografie a striscioni e cartelli”.

Archiviato in:||, Documenti Alessandro Casellato altrochemestre

Scrivere dal carcere, in italiano. 4

21/06/2026 Claudio Pedron || Documenti

La vita e i paesaggi fuori. Curiosità, gusti, film. Racconto e scrittura libera. Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. In calce a ogni argomento, il tema svolto dallo stesso insegnante.

Ciò che rimane

Le donne della mia vita

1. Le due donne più importante al inizio della mia vita hanno stato la mia mamma e la mia nonna. Me hanno imparato molte . per esempio a portarme benne con la gente, al tavolo… Erano molte gentile con me. Me facevano buoni piati di mangare e buoni dolci. Anche oggi me ricordo il profumo del mangare que preparavano ogni week-end. Cuando me svegliavo annusavo gia il profumo del mangare che stava preparando la mamma o la nonna (dependeva dove dormevo) per mezzo giorno cuando se reuneva tutta la famiglia.

2. 1) La donna della mia vita e sempre stata la mia mamma e l’ho sarà per empre xk e molto speciale e la cosa piu importante. E per finere la mamma e sempre la mamma.

2) La seconda donna che mi ha dato di piu e stata la mia ragazza chè stiamo ancora insieme da quando aveva 15 anni e noi due non siamo mai state lontani uno dall’altro e ogni mi vieni a trovare e io lo amo alla follia ora ha 19 anni e prima di tutto da quando sto in carceri non ha mai Lasciato solo e spero di uscire da qua e mi la sposo perche meglio di lei non eseste.

3. E megliore donne. È quale sono state, inammorato nella mia vita. È prima, la mia carissima mamma poi la mia moglia. Lo penso, sempre loro. Non dimintechiro. Tutto quelo che fatto la mia mamma. Con mi da quando sono nato fino adeso. Miamo la mia mamma è mia moglia tropo. Noi uomini senza donne, non siamo niente.

4. La mia vita, le donne per me, non’è importante, voglio conoscere una donna facile, però voglio comprendere, una donna è difficile. Io ho avuto una fidanzata, lei mi ha piaciuto molto, io ho presentato la mia caratte e temperamento, lei accettato tutto. Quinti noi convivere insieme. Abbiamo un figlio di 4 anni, siamo filicissimi. Poi non voglio scrivere altro moto. Basta cosi.

5. Le donne è la cosa più importante nel nostro circolo di vita, un corppo fragile è pieno di vita.

La donna della mia vita ho scelto da quando sono nato. La mia madre e la donna più bella della Mia vita è sempre il migliora persona per me. Sono il più picolo di miei fratelli per questo sono le più amato da parte la mia madre, sempre la cosa più Belle me lo dà a me e me porte più meglio. Doppo la morte del mio padre è remasta solo lei, con il tempo abbiamo trovate in setuazione defegili e per forza la mia madre devi andare a lavorare per vivere la famiglia, quando avevo dieci anni ho scelto anche io le strada Per i soldi. Vedo la mia madre non molle più è una persona sempre pièna di energia è forte. Deventero contento quando vedo il sua surizo e la più bello ho visto in vita mia. Per questo remane sempre e fina la morte nel mio core. Il mio sogno darla un pochino da quello qi mi ha dato lei.

6. Dopo mia madre, la mia compagna e mia figlia, le donne della mia vita carceraria sono prima di tutto le mie colleghe. La prima è Cristina con cui ho lavorato a Volterra e a Sollicciano e che è sempre riuscita a trasmettere serenità nel lavoro. Poi ancora Cristina, Paola, Angela. Anna. Fulvia che ho conosciuto già al corso di specializzazione. Adele dai mille impegni. Stefania, sempre in forma, sempre di corsa. Michela e Manuela che mi dicono cosa non va e qualche volta cosa va. Lorietta “scherzavo” e Patrizia, precisa come un orologio toscano. Poi ci sono le educatrici: Lucia, Palmina, Valentina, Ilaria e Lucia che mi ascoltano sempre e provano a risolvere i problemi. Infine Giulia che mi dice come fare e a volte dove andare ma mi lascia far le fotocopie. E poi le volontarie Sarah, Bruna, Bianca, Eleonora, Sabrina e Simona.

La religione

1. La mia religione e sia muslimana dal padre mio e catolica dala mia mamma nenla religione muslimana si prega per Allah invece per la religione catolica si prega per Gesu e io si come sono meta muslimano meta cristiano uso la religione di mio padre e non mangio il maiale prego alla 4 voltte all giorno per tutta la setimana sempre per la mia famiglia per i miei figli e per me e mia mogli per tutta la mia familia i miei figli cuando sarano un po piu grandi loro deciderano per chi pregare e cuale religione seglgere questa religione che loro selgierano 1 rimanera e io che o seltto la religione di mio padre perche o voluto io che credo in Allah e prego sempre per tutta la mi famiglia per sempre ma Dio è uno solo nella scienca e se cè Dio che mi aiuti a pasare cuesta disgrazia che sto in calcere lontano da miei figli e mia moglie e miei genitori spero che Dio mi fa usire all piu presto per poter abracciare la mia famiglia.

2. Lareligione per me è come per tutti chi credano in DIO in chiesa. Lo so che ci sono diverse religioni, catolica, ortodosa, miusulmana e altre. Io sono cristiano sono batezato in chiesa non sono riuscito a leggere la bibia per sapere e capire di piu. C’è tante feste religiose

3. A mio paese Cina ci sono religioni buddhismo, cattolicesimo, cristianesimo, anche musulmano. La mia provincia quasi tutti sono buddhismo. Per me non ci credo nulla religione. Quinti io non capisco come si prega ogni religione. Però ho sentito il buddhismo, si prega ogni mese del primo e giorno del quindici.

4. La religione per me è forma di credere in Dio, ma in queste mondo ci sono tanti religioni, tanti manera di pregare, io prima non credeva molto in questo, ma è imparato della religioni, io credo in Dio e sto imparando nella forma evangelica e per me è bellissimo, è una cosa che mai aveva pensato. È una cosa che veramente ti arriva di cuore e mi piace la religione evangelica, mi fa sentire bene veramente.

5. La religione è una parola che coinvolge multi geniri di discusione perché sono multi la religione che esistono in questo mondo. A ciascuno di noi la nostra scelta.

Io ho scelto per la religione evangelica, questo voi dire che io credo in qual cosa che non vedo e che per fede io credo che esiste. È diversa a la religione cristiana perché loro credonno in imagine e in figure che hanno un imagine determinata. Facendo ritos e sacrifisi a queste imagine credendo che questa sea il loro Dio.

Io rispetto la loro religione di ciascuno di loro perché la scelta è personale. Ma non mi piace che arive qualunque sea a parlarmi ai lasua religione e la sua scelta come si fuese la migliore. Perché io ho fatto la mia scelta e per me è la migliore e sono felice di la scelta che ho fato.

6. Quale?

Parla di una persona che ti è cara

1. Mia moglie e i miei 6 figli che sono piu che volgio piu della mia vita che quando vengono a trovarmi sul colloqhio e la mia figla piu grande quando comincia a parlare mi apre il cuore perche e lunica cosa che trovo pi inportante del mio cuore. mi chiede pappà quando finise il coloqhio ma dove dormi? io le dico cara figla dormo drento un palazo con altri amici per farla sentire bene. È quando sente che aprono la porta del coloqhio mi abbraccia e mi baccia e mi chiede papa quando vieni a casa? Io li dico cara Smeralda fra unpo pappà torna a casa e lei e molto felice e mi dice pappà perché non vieni a casa? io li dico cara figlia pappà sta lavorando tornero presto picola mia. tu vai a scuola e fai la brava che quando vengo ti facio un bell regalo però fai la brava e dai retta alla mamma e aiuta la mama con i tuoi fratelini e stai atenta che non vano sulla strada. state in casa e giocate drento casa non usite fuori- lei mi dice va bene pappà ma mi prometti che torni a cassa? si telo prometo piccola mia. Oki ciao.

2. Valentino Rossi e un grande campione di moto e molto famoso e dice di continuare sempre a andare in moto e molto dispiaciuto per il suo compagnio Marco Simoncelli che e morto mentre facevano la gara e valentino a detto andro sempre avanti con tutto il mio cuore e per non dimenticare il suo compagnio Marco. Simoncelli e adesso a cambiato la moto e sta un po in dificolta Valentino ma si riprendera con la sua moto.

3. KS è arrivato che non sapeva una parola d’italiano. Né parlata, né scritta. Non era il primo e non sarà l’unico, anzi. Ha cominciato nel livello preA1 con Stefania e da lei ho sentito per la prima volta il suo nome. Poi è passato all’ A1 e Patrizia me ne ha parlato al momento del passaggio come di un allievo estremamente disponibile. È venuto nella mia classe e ho scoperto un uomo interessato e interessante. Disponibile al dialogo con chiunque, su qualunque cosa, anche la religione. Mai scomposto, neanche nella rabbia. Che nonostante non riuscisse a vedere l’educatrice ha saputo aspettare pur immerso nei suoi grandi, grandissimi problemi di salute. Attento, curioso, desideroso d’approfondire. È passato alle medie e dopo il diploma è voluto tornare nella mia classe per approfondire l’italiano e ora, faticosamente, ma sempre sorridente sta scrivendo la sua storia al corso di scrittura creativa, per, come dice lui, “uscire dalla stanza buia” dell’ignoranza.

Racconta il tuo film preferito e spiega perché

1. Spartacus

Prima i tanti giorni fa ho guardato un film, e bella è mi piace. nella film ci sono troppo persone i persone è tutti bravi genti. c’è bene gente, c’è anche non bravo gente. però la film c’è un gente è mi piace. Lui è il simpatico padrone. La persone è il gentiluomo e grande uomo quella persone indica loro per la libertà. con loro fa litigare come guera. dopo poco giorni è morto

2. Film che mi piache è un film di Tom Hances (GREEN MILES). Questo film parla Per tute le disgraie de la giusticia È un film benlisimo.

3. Il film che mi piace di piu sono I film di mio paese sono i film con La storia di mio paese con la storia del tempo di guera parla di tutta Albania dopo guera come albanesi Hano soferto parla della gente che ha soferto tropo e poi il film parla dopo la seconda guera mondiale che tutti albanesi hano soferto per colpa del comunismo non so che scrivere altro.

4. Il mio film preferito e “fuga da alcatras” a me mi piace tanto e un film bellissimo. Il film parla per un carcere che si trova In una isola in america e raconta la storia dei carcerati che si trovavano li è le loro soferenze è raconta i tentativi che che ano fatto per scapare da cuell inferno. Era un carcere di masima sicureza e di solito cerano i condanati a’ vita.

Un grupo di amici che pianifichava la fuga che era qasi inposibile perche era in mezzo al oceano e serviva una barca nessuno non si è riuscito a scapare Perche il mare li ucideva. Dopo tanti anni solo un detenuto a scelto tra la vita e la “liberta” e ci e riuscito. Per cuesto motivo il film mi piace perche la liberta è la cossa piu prezioza per un uomo.

5. Film di Nanson Mandela

Mi piace la storia e stato chioso e dentro per 27 anni perchè vole la liberta eguale per tutte e la pare digneta per tutte guale poui a portato la pace fra persone di colore e a governato per 9 anni. a perdonato tutte anchi quelli chi hanno occiso la soa famiglia a dato delli isempie a tutto il mondo politicameti e onestamenti affatto capire chi le persone sono guale siano neri. o bianchi non c e diferenca lomportanti lavoriamo Insiemi e mangiamo insieme io sono padrone del mio destino io sono

6. Ragazzi il mio film un film marocchino Si chiama ALI ZAWA e uscito i 1998 e raconta un bambino chi sognia a passare il mare per TROVARE il suo PARADISO pero Il suo sognio e fatto diventare un bambino che dormiva in strada e ha conosciuto una squadra di bambini cattive che dormivano a una casa BANDONATA è UN CAPPO chi si chiama “DIB” un nome sinifica LUPO cose ALI ZWA ha trovato altri quatro Amici che hanno scelto per scapare cose hanno scapato è deventata una guerra con AL ZaWA è suo amici È DIB “LUPO” è suo amici e finitta la guerra ALI ZAWA è morto cose il suo amici hanno scelto per dedidare il suo sognio… cose hanno trovato pescietore che ha una barcca e hanno messo il suo colpo dentro la barca con la vestite di marinaio E finito il film

7. È un film de “Steven Spielberg” con la actrice “Whoopy GOLDBERG.” Mi ha piaciuto molto questo film per diverse raggione. Soprattutto è una bellissima storia che racconta la vita da una donna nera giusto dopo il tempo de la esclavitud.

Ha soffrito moltissimo quella donna nel corso de la sua vita. Ci crediamo durante tutto il film che suo padre la costringe a fare sesso con lui, ha avuto anche due banbini con lui, una ragazza ed uno ragazzo che il suo padre ha enviato, dopo che hanno nato, en africa. I pocchi momenti di gioia che conoce sono con la amante di suo padre. È una bella donna che canta. C’èla una bellissima voce e non parla con suo padre perché alui non le piace la vita che ha scelta sua figlia. Ma, per me, il momento più belle del film è quando lei entra cantanto en la chiesa dove suo padre esta faccendo la messa. Da quello momento si riconciliano. In verita ci sono molti momenti belli e duri nel corso del film. Al fine del film scoperiamo che non è suo padre il papa di sui bambini e lui fa tornare en America La figlia ed il figlio quando loro hanno più di venti anni. Le imagine, la storia, li actori e soprattutto la musica de quello film Sono bellissimi. L’ho visto per lo meno quatro o cinque volte e, si vuoi Claudio ci possiamo guardarlo un giovedi tutti insieme.

8. Ho visto tantissimi film perche mi piaci tanto il cinema di tuti il mondo supra tuti le storie veri o contemporani ma il film chi mia piaciuto di piu e titanic e un film completo dove posso ricordare gli piccoli dittagli. E raprisenta delle cosi chi possano capitare a tantissimi personi anchi a me; il viaggio al mare per ciercare la furtuna lamori, la ricchessa e la poverta, l’invidia e l’odio, la bellessa, la musica e il ballo la storia parla di un ragazzio giovani che incontra l’amori della sua vita in un viaggio dall’engeleterra a l’america sulla piu grandi barca dell’epoca. Lui va a cercare la furtuna et lei con la sua mamma.

9. Il mio film preferito è sicuramente I tre giorni del condor con Robert Redford, per la trama avvincente dal punto di vista del thriller cinematografico e per i contenuti politici. Ma se devo scegliere un film per questo libro, scelgo Brubaker, sempre con Robert Redford: è il film che mi ha fatto scegliere di insegnare in carcere, sfortunatamente non avevo capito che per cambiare le cose dovevo arrivare in carcere da direttore e non da insegnante, ma c’ho provato. E forse un pochino…

Nota. Il cineforum è una delle tante attività che affianchiamo alla scuola; lo organizziamo in collaborazione con la Mediateca regionale della Toscana e con l’associazione Cabiria. Un anno lo tenevamo il giovedì mattina. Per un periodo l’abbiamo aperto a tutti i detenuti, ma poi siamo tornati a farlo solo per gli allievi della scuola.

Tra i corsi e i progetti che proponiamo ai detenuti ci sono: corsi di storia, lettura ad alta voce, scrittura creativa e storia dell’arte (in collaborazione con l’ARCI per persone già diplomate o laureate); laboratori, seminari e uscite con la rete Musei Welcome Firenze); corsi di HACCP (i più richiesti perché permettono di lavorare in cucina, lavoro ambito per la paga); bookart e uncinetto; “Il carcere a scuola e la scuola in carcere” (molto faticoso ma a cui tengo tantissimo) nell’ambito delle attività “Chiavi della città” promosse dal Comune di Firenze, che ha portato già 1800 allievi delle scuole superiori cittadine a incontrare gli studenti delle scuole carcerarie; incontri informativi sulle malattie infettive e sull’igiene; corso di computer post scuola; corso d’inglese post scuola, mostre esterne. Da qualche anno facciamo parte del progetto DIMMI “Diari Multimediali Migranti”. Abbiamo fatto anche corsi d’inglese per agenti e operatori vari.

Come detto in un’altra sezione [inseriremo link], tutte le attività si concludono entro le ore 15,30, a eccezione della scuola superiore che prosegue, in alcuni giorni, fino alle 18,15.

Qual è il personaggio storico che preferisci e perché?

1. Non preferisco a nesuno perché, non ho fato ricerca di nesuno. E davero non mi piace parlare o scrivire di cuelo che non sò. Claudio te chiedo scusa. Non è per farte arraviare. Ni per dare il contro a te. Però davero non mi piace parlare o scrivere di cuelo che non so niente. Mi dispiace e grazie per la tua comprenzione.

2. E perche il primo presedenti della Tunisia si chiama Labib Borghiba e governato per 30 enne a liberato la Tunisia dalla Francia e portato la dimocrasia e la libertà lui e forte come usava la sua politica interna e sterna faceva lenvistimenti nel paesi, e dava diritti guali per tutto poi comenciato a robare la sua moglie e trasferire fori dal paesi il dinaro. Piro lui stato sempri un presidenti preciso non ce secreto. Poi vinuto Ben Ali sempri la souladi Borghiba al inezio comencia a sestemare il paesi poi 15anne la sua moglie e la famiglie dila sua moglie robano

La persona storica per me il primo presidenti del mio paise e sicondo Bozizi quelo chi è brugiato per la liberta e fatto capiri a tutto il mundo chi doveti svegliare dovete combattere per la liberta e diritti guali per tutto

3. Io parlo per la persona che ha rimasto in storia e un re di Egitto schiama Firaone e prema lui e non crede che Dio c’è, a comandato tutto Egitto a meso esrahiliane come schiaffe al fine Dio ha mandato un profeta. Schiama Mosel. Quanto nato questo profeta e ha crescioto a casa di Farhane e ha visto Farhane chi ha dito sono io comando in tutto al mondo dalla Mosel a laciato Farhane. dopo Dio ha parlato con Mosel a deto torna da Firhane e dirlo deve lasciare esrahiliane e aiuta la giente povera. E anchi cosi lui non crede niante. Mosel ha parlato Firhane e responde Firhane a dito tu non sei un profeta tu sei un mago. anchio ciavevo tanti mago. Mosel ha deto faciamo un puntamento e porta tua magia. alfine ha venote tutti quele chi fano mago per re di Egetto e Mosel c’è una pastone in mano e questa pastone c’è un miracolo. alla fine ha vinto Mosel e popolo esraheliane sono andate fronte al mare e Farhane e sua soldate corano dentro Mosel. Mosel ha parlato con sua Dio è ha fato la strada in meso mare e grazie a Dio.

4. Il mio personaggio preferite e Skeder Beu.

Skender Beu si e conosciutto eroe nacionale di Albania per la guerra che ha fatto contro i Turchi. Lui e conosciutto anche fuori dà Albania per la guerra che ha fatto. i sui monumenti si trovano negli tanti cita di Europa, in un museo di Austria si trovana i suoi armi di guerra . Skender Beu mi piace perche si è combatuto per la indipendenza dell Albania

5. Si chiama Skender Beu con lui che ha liberato la Albania dal esercito turcho. Ha Skender Beu lano preso dal bambino la eta di 10 ani e lano portato in Turchia per combatere per loro come tanti ragazini che li prendevano e li alenavano per combatere per il sulltano il re della Turchia. Dopo 15 anni Skender era diventato gienerale della Turchia. Il sulltano li aveva datto lesercito per fare la guerre con i persiani. Ma lui aveva aspetato questo momento e tutto lesercito la portato in Albania per difendere il popolo albanese la Turchia si e trovato in dificolta contro i persiani e a perso molti soldati. Dopo il sulltano aveva mandatto in Albania la piu grosa trupa armata che era mai esistita. E così ano fatto la guerra con l’Albania per 54 anni si dice che Skender Beu era un uomo molto forte e che la sua spada pesava 40 chili e si trova in museo di Viena. Skender Beu a fatto alenare e costruire un esercito enorme e molto forte a fatto la guerra con la Turchia è a vinto la Turchia dopo 54 anni di guerra si è ritirata. Ancora oggi in Albania in Italia in Viena ce il suo monumento, e nei soldi albanesi ce il suo profilo. Lano fatto anche un bell film.

6. Io preferisco a Maradona perché è un personaggio molto interessante che a lobrato tanti cosas, lui è una persona di dimensione basso, ma c’è la habilità impressionante come giocaba il calcio, anche perché a nato in Argentina e anche mi piace perché a vinto tanti campionato mundiale e in la sua vita prima era di una famiglia povera dopo del tempo con sua habilità e suo sforzo a lbrato andare avanti a giocato in tanti scuadra, anche cua in Italia nella scuadra ni Napoli lo voglian molto ancora e hanno fatto una statua di lui, ma suo problema era la droga Ma per me è un personaggio storico è perché mi piace il calcio

7. Osama Bin Ladin il mio personaggio preferito e l’uomo che ha fato tremare il mondo perch ha portato l’onore al mondo islamico l’uomo piu potente al mondo l’incubo dei paese piu forti al mondo che ha messo il colpo piu duro della storia de Al Qaeda islmica nato in Arabia Saudita e stato lauriato a New Yor e nato nel 48 ha studiato religione in Egitto per oltre 15 anni nel 94 e devintato il capo dell’arma nel deserto del nord Africa fino al 99 e poi capo de Al Qaeda in tutto il mondo islamico nel 2000 nel 2001 11 setembre ha colpito il torre gemille in Amireca e l’ho sponsor del Jihad nel paese arabi e africani e dei terroristi in tutto il mondo dopo chè stata anunciata la sua morti che non vero per nulla sara sempre recordato in tutto il mondo. Questo e l’uomo del terrore

8. Il mio personaggio preferito e Leonardo da vinci perche e una persona molto importante un dei piu grandi artisti dei tutti i tempi un arciteto, un pitore e un scultore che ha fatto i piu grandi capolavori, e le sue teorie che ha scrito sono valide anche adesso, i apunti che si sono trovati si vede che era una persona molto inteligiente. Mi piace la Monalisa una tela che si trova in francia è una delle piu famose all mondo è molto bella. Leonardo studiava il corpo umano era anche un anatomista. A me mi piace tanto per me è un grande dei tutti i tempi.

9. Walt Disney è sicuramente il personagio storico che preferisco perché quando si parla di lui non si parla di guerre di morti di politiche o di strage. Invece, ogni volta che ho sentito parlare di lui fu di forma felice. Tutta sua vita ha fato filmi per i bambini anche li piaciano quelli filmi agli adulti. Sempre c’è un messagio. Non è lui che ha inventato il cinema pero per me ha inventato un altro cinema. Generazione e generazione di bambini hanno crescuto e continuano di crescere con lui. Perche anche ha morto da molti anni, ogni ano esce al cinema per lo meno un film da sua dita. Pienso che mai si finiscera la saga “Walt Disney” perché nel frattempo evoluzione il cinema, con tutti le nuove techniche, evoluzione anche il cinema di Walt Disney e sempre vedramo nuovi filmi da lui come sempre abbiamo visto filmi da lui. È un personagio storico della storia del cinema anche della storia del’uomo.

10. Dovrei dire Cesare Beccaria ma in realtà è una bella lotta tra Napoleone e Garibaldi, per evidenti motivi di confusione giovanile.

I colori preferiti

1. Ne la vita il mio colore è il bianco perche è il colore di pace.

I mio colore preferito è grigio.

I colore de le emozioni è rosso.

Il colore mio preferito per colori vestiti sono bianchi, nere, grigio, la colore verde mi piace perche è colore de libertate di fare totto che voi.

Le colore blu non mi piace perche quiesto colore cela machina di carabinieri.

2. Rosso come il sangue. Sangue la energia di ogni criatura di carne e ossa, senza il colori rosso non si rimane in vita per questo l’hanno osato a semafori. Si vuoi rimanire vivo quando vide semaforo rosso deve fermare orgente. Stato osato anche per mandare un mesagio d’amore. Le gente quando si amoran si rigalano le rosi rossi o i vistitte per natali rossi. E il piu grandi esempio per il colori rosso di amore ha fatto il ministrazioni di la saluti tinendo il croce rosso che aiota che ni ha bisognoin europa. Anche in paysi arabi lo stessa cosa per el colore rosso osando un simbolo di mezza luna rossa. Anche lambolanza colorata rossa. Quindi quando si vide un colori rosso voldire lamore la salvessa e il aiuto. Miscolandolo con el colori verde sono due grandi colori, che sansa verde non esiste rosso. Guardando da dove viene sangue dal corpo de le criature che mangiano qualsiasi cosa era verde da vegitali che sono tute apene nascano sono verde, sia albere, sia piante, sia frute o verdore. Seguendo le colore azuro che senza el azuro no cè né verde, né rosso, l’azurro è el colori di l’acqua che sanza acqua no si po’ vivere niente nel mondo

quindi

azurro verde rosso

azurro-origine di ogni vita

verde- la mostrasione di una vita

rosso-lamore e la vita

3. Vero che ognuno a sue colori preferito. Il mio colore preferito è colore bianco, il colore bianco è per me signo della pulizzia e nche signo di pacce. Vero anche ho passato un momento bella chi era un momento rosa, oggi mi trovo a un momento al buio e scuro.

4. Il mio colore preferito è il nero, griggio, un po rosso, bianco.

Io cuando sono fuori i miei vestiti sono tutti neri, pochi vestiti griggi. Mi piace tropo il colore nero, perche cuando mi vesto in unsmoching di colore nero mi sta molto bene, anche le camicce sono tutti neri. Anche tutti le mie macchine erano di colore nero. Tutti dicono che il colore nero è tropo negativo, per me color nero è bono. Colore rosso mi piacce perche odio tanto le rose. Il colore bianco mi piacce per me scinifica la purità.

5. Ne la mia vita mi piace tanti colori. I colori bianco i piu preferito se mi riccordi pace e libertà.

I coleri nero non mi piace si dentro di carcere e visto tutto nero. Mi piace i colore bianco-nere se io sono juventino. Mi piace anche i colori rosso

6. Il mio colore preferito sarebbe il verde ma a scuola in carcere è il rosa. Perché?! Qualche anno fa hanno ridipinto le aule scolastiche del femminile e del maschile. Ovviamente hanno usato il rosa al femminile e l’azzurro al maschile, ma arrivati all’ultima aula del maschile hanno finito l’azzurro e così l’aula numero 1 è stata dipinta di rosa. Da quel momento è un’oasi luminosa nel grigiume buio che è il corridoio ridipinto da poco. Ogni tanto, inventandomi una scusa, ci entro solo per ricaricarmi.

Il mio paesaggio

1. Il mio paesaggio che mi e lascato tanti ricordi belli, era un posto che siciama Sazan è un izola a Valona è un izolo bellisimo li venivono tanti turisti.

2. Ero in fondo il mare, sento solo il rumore dell’acqua chi faceva come si sunava una senfonia. È il pesce chi balava di gioia, era il balo di prima vera, io geravo a destra, sinistra, avante e indietro, non vedo nesono, vedo solo l’acqua attaccata con il cielo e faceva fotografia meraviliosa.

3. Il mio paesaggio che mi e lascato tanti ricodi belli era un posto che dove andavono tanti pescatoriper pescareun tipu di pesce che si chiama coran, cuesto tipo di pesci si trova i Russia.

4. Io in mia paese ce ho un posto come è in paradiso, per me è cosi. In mezzo alla forestra cè un lago . Una natura inexplicabile una ariafresca un canto de uceli miracolosso. Io cuando mi stanchero prendo una ragazza bella i vado in quel posto sto 8-10 ore mi riposo i mi ricarico con energia positiva pe un mese i ritorno in cita.

5. Il mio paesaggio: no lo so, lo dimenticato o fosse lo perso. Comunqui ho provato a cercarlo con tanta vogla di trovarlo. Ho qhiesto li gente in giro, mi lo hanna indecato dove posso trovarlo. Nel una terra lontana da dove sto ora e devo trovarlo el prima possibbile per non essere dimentecato da el miei parente. Sto facendo la corsa contro tempo cammino el pieu veloce possibile. E acorgo che tempo va poco meno viloce di me. Segue la mia strada giorni e notte nella mia strada trovo delle montagna salgo la prima salita. Arrivo ala cima. Guardando in turno a me e lungo lo sguardo a fine di vista non vido nissuno paesi, nissuno segno di vita, non ho perso la sperianza di trovarlo. Continuo la mia strada faccio la discisa arrivo al fondo. C’è un’altra salita e una strada al pari lungo un letto di un fiumepiccolo streto. Per fare oncora la salita non posso sono stanco, seguo la strada, arrivo in un ponto dove finsce. La strada con el fiume scomparsi soto una montagna e mi trovo che sono alla mia partenza di prima. Si doppo ogni salita trovo una discisa e poi così una curva e mi trovo sempre nello stesso posto. Cosa fascio devo cambiare el piano lasciando la strada delle montagne…

6. Il mio paesaggio muta continuamente. Anche se percorro sempre la stessa strada, se non cambia il paesaggio esterno, cambia il mio paesaggio interno e scopro sempre cose nuove. Ho smesso di guardare e ho cominciato a vedere.

Racconta la cosa più stupida che hai fatto in vita tua

1. La cosa più stupida che ha fatto in mia vita quanto laciato la mia ginetore e ha comenciato a fare le cosa non giosta a comenciato a fomare. E a upriacare e a drogarte da la non più come era prema quanto sto viceno alla mia famiglia spero chi dio mi auta da smettre da queste cosa stupida e a giustare la mia vita perche ora il timpo e campiato e sto vichiando il mia ginetore non c’è più devo penso a me steso.

2. Ho fatto tanto cosa a vita mia non posso dimenticare pio totte mia vita. Come vinire qui in italia la cosa piu stopida qui maie fatto a mia vita perché stato un grande sbalgio. Ho perso il mio lavoro a mia paiesi lavoravo al militare e smesso è venuto in italia pensavo chui la vita in vecci di no il contrario qui avoto sol la sfortona e il carcere. Inche il vojage de la morte qui fatto per venire chui dalle libia a Lambadosa perché a visto la morte tante volte in tre giorni in mare con barche 12 metre dentro ci sono 225 persone da totte le rasa pero finalmenti siamo aiutato da un pescatore lultemo minoto grazzi a dio qui sono vivo.

3. mi sono rovinato la vita sono guase deventato un tossico dependente e alcolisato, ho anchi una famiglia in marocco, una moglie è una figlia e son stupido perche havevo un buon lavoro che mi ho perso per colppa della droga. Lavoro che tutti le volti chi mi le ricordo mi viene saempre da dirmi chi sono un stupido e spero che con questa volta di imparare qualcosa da la mia vita anchi perche ho fatto sembri la galera gratis devo cambiare per forsa ma chi ti devo dire io spero di poter cambiare questa vita. Mi sono fatto arrestare questa volta guasi lo volevo perchi si rimanevo furi compinavo qualchi stronsata, sono contento per aver rinvenuto perchi ti dico non sono tanto contento ma spero di usciri da questo posto cambiere le cose

4. È traidito per prima volte con i sentimenti de mi ex a moglie. Fù una cosa stupida e cruele, perche fare queste genere di cosa è perdere la fiducia a mi stezo. Io a spetto che questa speriencie no a un’altra volta, perche è troppo inportante è la famiglia sempre è per sempre, perche domani sara meglio che iere.

5. Io credo che niente chè ho fatto in vita mia sia stupida perché tutto lo che ho fatto sempre me a laciato una esperensia e una insagnansa inla mia vita. Ma io so che non è buono cometere dell’erori inla vita. Però io credo che cosi si impara a essere una melior persona. Senza erori non si impara. Cosi il giorno di domani posso parlar con miei figli con fundamenti. Perché loro non cometano gli sbagli che ho comeso io.

6. 1. La cosapio stupida a venire in carcere per che non avevo pensato prima. Poi quando sono vinoto qua in italia inveci di andarmeni a nord europa sono rimasto qua ho fatto delle stubedagene e me trovo qua ancora

2. La cosa piu stupida quando faccio una torta sempri vieni ho brogiata ho troppo dolce sempri una cosa ingiusta dal 27.12.013 ho diciso di non farla pio.

3. La cosa pio stubida fomare le segarette poi per fortona mi sono fermato ora no fomo più

7. Una volta in albania circca 12 ani fa io e i miei amici siamo venuti in italia con i gomoni e siamo sbarcati in puglia in lecce cuando sbarcati siamo andati in un posto che cherano altri sbarcati poi noi siamo avicinati a questi persone e poi loro erano con mariuana noi abiamo gridato venite qui ma loro sono impauriti e sono scapatti. E hano laschiato tutto li uno di loro ha dimenticato anche i documenti e ha me mi e dispiaciuto tanto. Perche cerano anche i soldi in portofoglio. Perche dopo due giorni a memi ha preso la polizia e ho visto anche a lui e lui rachontava che sono rimasto senza soldi cosi. Cosi. E lui cera molto povero. Cuando ho saputo dopo.perche i portafoglio noi lo abiamo buttato e i soldi li abiamo mantenutti

8. La cosa più stupida che ha fatto nella mia vita è havere venuto qua a firenze, perche io no saveva come era cua, io pensava che questa citta era più grande come milano, dove io posso fare piu cosa che fatto cua, anche stare con la mia famiglia, lasciando a loro piu longtano di me. Quello è lo più stupido che fatto. Lo altro stupido che fatto è che un giorno in mio paese le fatto un scherso a miofratello, lasciandolo tutto il giorno chiuso nella stanza in casa e io e andato con mia regazza de shopping, dopo e ritornado e ancora staba li mio fratello . che stupido lo che fatto veramente, grazie a dio no le a succeso niente e per lo ricordo quello e lo più stupido che fatto.

9. La cosa piu stupida che io ho fatto nella mia vita è stata circa 10 ani fa ero con il mio migliore amicho nell estate dell 2004 siuamo andati all mare facieva un caldo tremedo cuasi 40° centigradi e abiamo nolegiato una canoa. La canoa aveva 2 posti ci siamo mesi a remare per circa un ora e ci siamo alontanati sempre di piu dalla riva dell mare. Eravamo nella mia cita che si ciama “Valona” è li quasi 7 miglia ce un isola non abitata che si ciama “Sazan” e a un trato mi è venuta una idea stubida ho deto al mio amico che andiamo sulla isola e lui mi ha detto subito di si e ci siamo mesi a remare piu veloci la isola sembrava vicina ma si stava remando da 5-6 ore e non si avicinava mai a un tratto il mare si e fatto groso si facieva molta dificolta a remare eravamo molto stanchi, avevamo molta sete, il sole ci aveva brucati ma ormai non si poteva ritirare in indietro eravamo molto vicino abiamo fatto 10 ore e in fondo siamo arivati. Ma era gia note tutti erano in pensiero per noi pensavano che eravamo afogati è ano avertito la guardia costiera e sono venuti a cercharci alle 4e30 di matina ci hano trovati sull isola è stato un grande solievo per noi eravamo asiderati e ci facieva male tutto il corpo meno male che e finito tutto bene.

10. Continuare a credere di poter cambiare le cose.

Testo libero

1. Lultima volta che sono stato con il mio fratello fuori, simo andati al supermercato, abiamo fatto la spesa e siamo tornate a casa verso le sete abiamo inisiato a cucinare perché abbiamo invitato delle amici a cena ce simo divertiti tantissimo e dopo avevamo mangito siamo ucciti tutti insieme fuore alla piassetta per fare aperitivo sccersare abbiamo fatti delle risate fino a miesanotte e poi mi ha chiamato la mia fidansata per tornare a casa perché fatto tarde. cosi ho chiamato la taxi perché qando bevo anche un po d’alcol non guido più ho paura di fare incidenti. Mi a sutcesso una volta e mi sono salvato per miracolo.

2. La prima volta che ho visto un animale salvatico era al zoo vicino dalle mia città ero ancora molto piccolo, avevo solo tre anni. Quando siamo arrevate al portone eravamo tantissimi. Il guardiano ha espigato. Qui tutti bambini devevano stari vicini alle nostre genitore. Alla fine siamo entrate e passegiavamo vicini delle gabie dei lione, tigri ed scime e tantissimi altri animali. Erano molto belli guardavano timidamente sono un po’ stressate ho chiesto il perché al mio papà, mi ha espigato qui prima abitavano alle loro habitat naturale li potevano correre e cacciavano, bevano dalle sorgenti naturale. È normale che le sbarri le facievano stressare.

3. L’anno scorso ero a pisa per uscire di casa pssavo vicino dal fiume l’Arno era pieno di pesce chi saltavano dell’aqua dolci mi a vinuta l’edeia di pescare. Allora ho comprato una canna da pesca. Quel giorno faceva caldo. Ho chiamato il mio fratello cosi passavamo un po’ di tempo Insieme e parlavamo di famiglia giù in payeze nostro e allo stesso tempo pescavamo qualqui pesci erano tantissimi saltavano del aqua. Dopo un po’ sone arrivate i vigili e anno detto andavate di questo posto è vietata la pesca.

4. A me piace mangiare patate frite con ova perché sono molto semplice da fare, tagli le patate quando sono cuasi finite sbati 2-3 ova, meti un po’ di sale s versi sopra le patate è una delizia.

5. Lo sport per me una cosa bella è importante per il salute. Quando avevo 8 anni ho il mio sport è il boxe, al primo giorni riccordo chi sono avuto pauora e con le giorni mi sono abituato di questo sport era la mia scelta. Con le giorni e le mesi passatta cominciato a giocare le partite sul serio. Lo sport per me ora è un modo sfugare e me fa tranquilare e me fa bene al salute.

6. Uno dei maggiori conflitti mondiali secondo me, è il rischio e la realtà che succede la terza guerra mondiale. In fetti ci sta in mezzo religioni e interessi per i gaz petrolo ecc…e la grand paura puo essere sviluppata in una grande realtà cioè: fame, miseria, ingiustizia ecc…ma per me tutto questo non è una grande novità. Con la mia logica e maturità sono arrivato all risultato che i mondo è governato del male, la giustizia anche e i bambini nascono già in un mondo che insegna il male e quindi la parola conflitto secondo me c’è già stato come sempre è stato nel mondo e la vita è fatta di una guerra e della lotta per la sopravivenza, e quello che è di bello reale e una ilusione, in quanto il male governa il mondo, la vita sarò uno ilusione, e non resto che dire che si va di male a peggio in confronto questo conflito non è niente.

7. Io oggi o prenso una caramella! La inisio che aveva una sappore di arancia bono, bono dopo un po di tempo BAM una sorpresa in meso che aveva un po di frizzante bono, questo mia sorpreso!

Questa caramela è come è vita, tranquila dopo bam una sorpresa.

8. Me sono sveliato a mezzo sogno, era la quattro de mattino. Me recordo è un sognoin torno a me. Ho venti anniè un giorno pieno di gioia, è il giorno di partire è il giorno di la verita. Me reccordo bene ero felice mentre la mia mamma stapiangendo dentro, e un giorno indiminticapile. La mattina quantoio preparo lo zaino, e il mio fratello dentro la macchinaacesasotola casa acompagnarme a l’areoporto. Il mio padre sedutome devano la saluto me fissa gli occhi e meha dettocon la vocia bassa: buona furtuna, cadutotutto in fretta. Da quel momento non sento nulla. Me trovo lontano da tutto e tutti le cose sanza sapore! E amara!

9. Ieri sera Bac. vince Citi 4-0. Il giocatore di Bac. Messi ha fatto 4 gol, e troppo forte ora Bac entra ottavi finale per giocare e andrà quati finale. Spero che andrà bene. Il giocatore di Bac Messi argentino ha detto fino questo anno e andrà in Cina.

10. La notizia per domani spero che esciamo toutti quanti da chiesto luogo. E non torniamo piu perche abbiamo sofferti tanto sensa familia e la nostra vita sta andando via sensa un futuro. Per il momento dove sto mi mancha molto e sempre pensavo solo per uscire perche ho fatto un sbaglio.

11. A l’età di14 aninel 2006 nel meze di giugno o fatto una coza che mi ha cambiato la vita. Prima coza è che ho passato l’ezame di media per poter andare al superiori, e seconda ho fatto una coza con una ragazza, queste cozze mi hanno cambiato la vita.

Queste cozze sono le uniche coze belle che mi hanno cambiatto veramente la mia vita.

Da queste 2 cozze ho iniziato a cambiarmi a pensare al mio futuro che cosa devo fare che voglio diventare quando saro piu grande.

12. Un giorno un agente mi ha detto: “Sono bestie, tu credi di conoscerli ma qui a scuola si comportano in modo diverso!”. Un altro giorno un detenuto mi ha detto: “Sono carogne, qui a scuola si comportano bene!”. Se la scuola è il posto dove tutti siamo diversi, allora trasformiamo il carcere in una scuola e non viceversa.

CONTINUA…

Nota. L’immagine di apertura è una veduta aerea del carcere di Sollicciano, tratta da Google Earth.

Il 16 giugno 2026 il gip di Firenze, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano a causa delle condizioni igienico-sanitario di celle e spazi comuni. Nei giorni seguenti sono cominciate le procedure per trasferire circa 240 detenuti in altre carceri, mentre si è aperto un nuovo capitolo della discussione – che dura ormai da decenni – sul futuro di Sollicciano.

Per leggere le altre parti dell’antologia:

Scrivere dal carcere, in italiano. 1

Scrivere dal carcere, in italiano. 2

Scrivere dal carcere, in italiano. 3

Scrivere dal carcere, in italiano. 5

Archiviato in:||, Documenti Claudio Pedron

Scrivere dal carcere, in italiano. 3

14/06/2026 Claudio Pedron || Documenti

In cella e in classe: le regole per la convivenza. La giornata e le immagini di sé. Letture, tempo e musica. Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. In calce a ogni argomento, il tema svolto dallo stesso insegnante.

Il presente

Il primo giorno in carcere

1. Un anno e mezzo fa, ho fatto un reato a mezza notte. In centro di Ferenze con il mio compagno e dopo trenta minuti è arrivata la polizia per cercare che è fatto quella brutta cosa. Poi il mio compagno è scapato. E io sono stato arrestato, la polizia me hanno portato alla questura di firenze, hanno fatti le impronte per conoscermi. Sono stato tre giorni in questura. Poi me hanno portato in carcere di sollicciano. Quando sono vicino alla porta grande ho provato una cosa che mai ho provato nella mia vita. E poi sono entrato in matricola. Sono fatto le impronte anche le foti. Dopo la polizia del carcere mi hanno datto, linzuola, due coperte e piatti. E sono andato in cella con altri detenuti. E cosi il primo giorno del carcere comincia con la rabia anche il dolore…

2. Prema volta in carcere di Firenze mi hanno arristato carapiniere per spaccio di droga e mi hanno portato in caserma passato dui ore li e dopo mi hanno portato a Sullicciano e mi hanno perquisito e dopo direttaminte al isulamento ho passato 5 giorni gli mi ha chiamato psecchiatra mi ha fatto degli domandi e andato tutto pene con la psecchiatra quil giorno per mi un manicomio pui dopo mi hanno spigato altri amici chi erano gli mi hanno ditto chi quisto posto sichiama cintro di dogazione per tutti noi c’e vogli forsa e coragio perchi carcere solo passagio

3. Io sono stato arrestato a Singna in flagrante quando rubavo. Prima di a mi portava in carcere sono stato all’hospedale per fare il tac, dopo quale sono purtato in carcere, arrivati qui mi hanno fato perquizioni e mi ha preso la colana d’oro Il telefono, il portafolio, mi ha fato la foto e mi ha preso le impronte. Mi hanno deto che sono pronto per andare in cella, mi hanno dato un cucchiaio, una furcheta, un piatto, un’lezola e una copertta dopo che mi hanno purtato in cella sono stato guazi venti minuti e mi hanno portato la visita medicale, dopo sono ritornato in cella. La tri giorni mi hanno portato In seczione quinta dove sono stato fino ora.

4. Magio 2010, mi recordo a mezzanoto a Firenze sono ristato, per un spacio a ponte Santa Trinita, mi anno ristato il carebenieri di Borgole Santi. Ho fatto due giorne al questura sansa nienti solo aqua. Terzo giorno, mi anno portate per la vostra machina al carcere, apena intrato hanno fato perquisizione. Da questa momento ho pensat chi questo carcere è duro. Comonqui, subito dopo sono andato a loficio dil matricola, per fare prontegitale. Quanto ho fato tuti, mi anno portate a tranzito, domani matina, mi anno chiamato visita midica, e sono tornato a cella. Mi ha chiesto? si prendevo quelche stopefacende, o psicofarmace, ho mi serve quelchosa per calmarmi. Comi visto non mi servi nula, mi fato un’altra domanda? Si cila un prublema con quelchuno ho divito dil contro. Comi io la prima volta non problema con nisuno, poi tornato cella. Dopo tre giorne mi anno cambiato il posto. Ho portato giodisiario, sono fermato avanti loficio, c’è sono tante gente pensiare, mi fato intrare un seziono tropo lunga dovi cè sono tante gente. Io oncora non loso dovi sono? Per me un mondo nuovo, e sono pasato avante un paio di cella, avisto gente mi ano guardado strano! Io non capice nula, sono intrato a cella. Ho trovato due ditinuti, e sono salutate loro. Mi sono chiesto tante domanda. Da dovi sei? Per chi cosa Ristato?… e piano piano sono abituate. E va bene cosi.

5. Io vengo da Belgio, sono venuto con l’autobus arivato qui in Italia per spacciare e dopo torno da Belgio, ma sono arestato qui in Firenze, alla stazione. Io venuto in Italia perche qui c’e tropi cliente. In Toscana . è arivato perche c’e anche credito da quelo cliente. El primo giorno in Italia sono venuto in stazione di Firenze con un amico da Belgio noi siamo intrate in bar de dopo se stato arestato con squada mobil è andato al quistura dal Firenze e fasciamo percuizasione Io e naltro amigo e fasciamo inpronta en foto grafia e dopo uscito mio amico e io arestato e venutu in carcere. Dopo fato loro per me percuirisione qui in carcere e fato anche inpronta di nuovo e dopo anda in tranzit e un giorno.

6. Non mi hanno mai arrestato ed esco ogni giorno dal carcere.

Il primo giorno che sono arrivato a Sollicciano ho capito cos’è un carcere “moderno”. Mi avevano detto che il progettista si era ispirato al simbolo di Firenze e aveva dato alla struttura la forma di un giglio. Io ho visto solo sbarre e cemento precipitati nella periferia fiorentina. Nessun autobus arrivava vicino alle carceri (di fianco ce n’è un altro più piccolo, il “Mario Gozzini”, carcere allora a custodia attenuata). Ho dato i documenti e mi hanno squadrato e fatto entrare, dopo un controllo al computer e telefonico. Ad attendermi c’era un collega che mi ha portato allo spaccio per offrirmi un caffè che io, però, non bevo. Ho notato che era molto empatico con gli agenti e il dialogo verteva sempre sul calcio e la Fiorentina. Alla porta carraia mi hanno chiesto di posare telefono e borsa. Ho preso i libri e l’agente ha voluto vederli. Erano i volumi dell’Ordinamento Penitenziario, cioè l’insieme delle norme che regolano l’organizzazione degli istituti di pena e le modalità di esecuzione…) e mi ha chiesto come e perché li avevo. Dopo la mia spiegazione mi ha detto che non potevo portarli dentro. È iniziata una discussione che è stata sedata dalla mediazione del mio collega con un “chiederemo l’autorizzazione”. Ero sorpreso e amareggiato, ma poi son rimasto di pietra quando l’agente mi ha detto “tanto qui valgono gli ordini di servizio, che superano l’ordinamento. Dopo un breve tratto allo scoperto siamo entrati nel carcere vero e proprio reparto maschile. Almeno così pensavo, invece dopo altre due porte blindate e la richiesta del nominativo abbiamo percorso altri corridoi e scale, arrivando infine alla rotonda dove ho contato le molte porte blindate e ho intravisto due corridoi lunghissimi. In uno, prima di superare il cancello per entrare a scuola, ho intravisto con stupore, un agente in bicicletta. La scuola era un reparto a parte con moltissimi murales colorati, un’aula computer, una biblioteca e le aule piene di luce. Con la scuola fu un impatto positivo ma durò un giorno.

Descrivi la tua cella

1. La mia cella e quasi tutta dissumana in cella siamo in tre persone io dormo in lultimo leto e sopra in soffito e pieno di mufa e quasi inabitabile la cella lo puliamo quasi tutti giorni in cella non ce ne lampadine ne televisione funziona bene da tutte le parti entra aria in bagno manca specio e i muri di cella sono tutti sporchi

2. Bene prima di tutto, la cella è una stanza piccola dove dobbiamo comdividere 3 persone. Quindi la comvivenza non è buona a volte. perché siamo di diverse religioni e nazionalità. Anzi, non parliamo anche la stesa lingua. Io credo che ciò non cambiarà mai perché è un problema di questo paese e dell sobrepoblamiento carcelario ma sono qui per la mia responsabilità. Però io non perdo la speranza di uscire di questo incubo, il più presto possibile.

3. La cella dove io sono, habitamos 3 personas. Nell muro vicino a mi letto shelo 1 bella fotode mio bambino, che cosi posso vederlo tutto l’giorno, anche si trova una tv per distrarre la mente per la sera, c’è anke una piccola terrazza, dove posso fare un po’ la palestra, lo bruto della cella che è molto piccola, no teniamos luce nella cella cuasi sempre siamo nell buio sono con mi amico dell stesso paese mio cosi posiamoparlare, perche io no parlo l’italiano bene, anche c’è un tunisino, che abita con noi. C’è anche un piccolo bagno, teniamo anche una tavola per mangiare, ma l’espazio e troppo piccolo, così describo la cella

4. La mia cella è dissabitabile siamo in 3 In un picolo pazio dove ce un picolo bagnio tutto il sofito e pieno di mufa Le pareti sono pieno di umidità. La docia non ce, la faciamo fuori in docie comuni. Ci sonno 3 picoli sgabelli e un tavolo dove si mangia quando si alza dal letto tutti e 3 non si puo muovere molto bene perche il spazio e picolo ci sono 3 picoli armadi dove non si puo sistemare bene tutte le cose abiamo modificato delle mensole dove metiamo le cosse. Non ci disinfestano ci sonno scarafagi da tutte le parti.

5. La mia cella è la cella piu simpatica della secione e la cella 19 una cella pulita tranquella e vivente ci sono 6 lette tendo li brandi una sopra l’altra lette a castello cnq lo passiamo bene le giornate in cella meglio 10 volte che un persona va all’aria la cella e piccola ma va bene cosi anche siamo in galera facciamo sempre del nostro meglio per non andare gu con il morale la cella ed 12 metri quadre penso ke sono pocchi per 6 persone la mia cella e una cella ideale senza altro sarebbe stata meglio si ci sono state solo 4 persone sarebbe piu spazio piu calma piu tranquileta pero la vita e cosi giò pravi compgne ogni uno porta rispetto all’altro comonque la passiamo bene in cella.

6. La mia cella ci sono tre persone abbiamo abitato il letto a castello. Io sono sopra. Il mio amico negro è secondo letto sotto è chiamato M. La mia cella c’e una televisione vecchia quando abiamo fatto la televisione sempre abiamo litigato. Per la televisione. Dopo tempo un po abbiamo fatto promesso. Di non litigare mai più. Mia cella c’è un bagno piccolo. Non c’e cucina. Ci sono per tre persone di armadio mentre io ho pulito la terra ascoltato muscica loro hanno guadato la televisione alla domenica quando sera lui M ha cucinato il cibo per stasera, serve la cena. Abbiamo tutti bravi. Insieme vivano in cella ogni giorni la gioia abbastanza contenta

7. Sono stato alla carcere di Sollicciano nella parte del giudizziale [detenuto nel reparto giudiziario, in attesa di giudizio; i condannati in via definitiva sono detenuti nel reparto penale, ndc] in sezzione quarta a cella tredici. In quella cella ce sono quasi vantisette metre quadrati per tre persona uno uno la otto metre quadrati. In cella c’era tre zgabelli e un tavolo e sei armade, tre picoli e tre grandi, e c’era anche tre le lette uno sopra l’altro e la cosa più brutta, il matirazzi come uno dorme su una cartona, non riesco a zdraiarmi su cuello materazzo finche mi stancho e li non cello dubbio sollo metermi a dormire per comenciare una giornata nova. E la cosa piu emportante il bagnio per noi però che senefrega di noi. Nel bagnio, lo spechio È rotta. Anche il posto dove metiamo il piatti non c’è qomoncue non c’è una cosa che ti fa stare tranquillo.

8. La prima cosa per parlare di questa situazione ci voule un gran coraggio perche e una situazione desomana per passari 20 ore in cella ke non neanche un cella per me e un tomba creata dallo stato italiano ogni mattina mi alzo tra quel 4 mura e li stesse persone e la stessa cosa ke fai il giorno prima per me la cella e la tomba dove viviamo in vita e poi con questo sovraffollamento non si po vivere solo una persona che ha il coraggio po vivere ma altre persone sono suiccedate perche in cella non hanno deritto e che non hanno possibilita megliore per pasare le giornate oltre le due ore d’aria un uomo non po trattenere il fiato sospeso per tutta la sua condanna e anche io ciò pensato molte volte farmila fineta per metto in testa che il giorno dopo sara megliori poi siamo sei persone in cella come fai ad’andare dacordo co tutti quanti questa per me e per tante altre non una vita non una vita.

9. De scrivi la tua cella sempre riccordo quel maledeto giorno quando sono entrato a cella mia, è una cellone piccola. Ho rimasto in questa cella fina oggi, è una cella con un letto a castello di tre posti, ci anche tre armadi grandi e tre piccoli. Due armadi per ogni una perssona un grande e un piccolo. C’è anche tre sgabeli e un tavolo. È una piccola stanza, piu il tirassino un metro quadrato più bagno è un metro e mezo, è un piccolo bagno, un lavandine e un didé piu il water. È la problema nel bagno non c’è lo specchio. Quando sono entrato a questa cella era sporca ho devuto lavarla, dopo venti giorni hanno andati via i miei ex compagne di cella. Ho sestimato tutta la cella di nuovo. Ho tachato qual chi bellissimi foto. È deventata una bella cella, pero e sempre carceri.

10. La cella dove vivo di momento è una piccola stanza che divido con due altri ragazzi. Al ingresso a diestra ci sono li tre armadi per metere i vestiti e altre cose come il perfumo, i libri, le lettre che ricievamo o lo vogliamo. Fronte c’e il bagno. Qua metiamo le cose per fare la pulizia, per andare a la duccia, i piatti, biccherri e tutto lo che sirve per mangiare. Normalmente c’e un specchio ma solo c’e un pezzo di specchio perche lo hanno rotto e no lo hanno cambiatto e sicurrissimo che no lo cambiaranno come il piccholo tavo lo mezzo roto que teniamo per mangare, scrivere, prepare molte cose. Anche l’acqua del bagno e le lampadine no funcionanno. A siniestra de la cella, dopo il bagno, ci sono tre letti acastello. Il fondo de la cella divido en due parte. Una picchola terraza dove se può lavare con secchi pieni di acqua e dove entra L’acqua de la piogge dentro la cella. D’altra parte e un piccholo spazio dove metiamo cose che compramo cuando facciamo la spesa. Anche qui entra l’acqua traverso Il muro cuando piove. Ho dimenticato, c’e un piccholo televisore sopra li armadi fronte l’ingresso del bagno e tre sgavelli. Come puoi vedere, tutto e piccholo. Solo la pena o il dolore di stare chiudo cuasi ventidue ore al giorno e grande.

11. Per fortuna non ho una cella ma una classe. La prima classe, quella di Volterra aveva le pareti umide, i muri larghi due metri, non c’erano finestre. I banchi, la cattedra e la lavagna degli anni Trenta, incastrati in uno spazio ridotto. Da allora la scuola di Volterra è diventata una bella scuola con spazi idonei per le attività. Simile alla classe in cui mi trovo ora a Sollicciano, con arredi nuovi e anche una LIM. C’è voluto tempo e impegno ma ora ci siamo. I bagni sono da migliorare. Ma ora ho una finestra lunga tre metri.

Le cinque regole della nostra cella

1.

Dobiamo lavare la cella ogni 2 giorni

Dobiamo metersi dacordo per i televizore

Uno gugina un altro lava i piati

Dobiamo fumare fuori i balcone

Quando qualcuno dorme dobiamo fare un po di silenzio per rispeto

2.

1 Spengere la T.V. alle 23h

2 Mantenere la cella pullita

3 Vuotare la spazzatura ogni giorno

4 Vietatto fumare nella cella

5 Fare un dolce ogni domenica

3.

1 Pulizia della cella

2 chiudere sempre la porta dil bagno

3 Rispettare il riposo di cioscuno

4 Non vutare spazzatura in cella

5 Non fumare in cella

4.

– Respetare il riposo del compagne non fare il rumore

– La pulizia del cella deve esere sempre pulita

– Uno pripara il mangiare e l’altri lavano le piatti

– Celiamo insiemi una cosa guardiamo nel televisione.

– Aiutiamo noi stesi senza manchare il rispetto a nesuno

5.

1 La pulizia in cella tutti il giorno

2 Sedeve farse la duccia

3 No dormire troppo che fàmale

4 Respetare chi no fuma in cella, fumare In terracino

5 Con le televisione no’ eseggiadare tutti la notte

6.

Ci sono con mi due infami in cella

E quando abbiamo bisogno di qualcosa

Tipo lampadina arrivano subito

E parlano solo con comandante

7.

1 La cella si deve pulire ogni giorno

2 I piati si devan lavare con acqua calda e detersivo

3 Dopo le 23:30 la TV. Si deve spegnere per poter dormire

4 Chi fa da mangiare prima si deve lavare le mani

5 Ciascuno di noi deve bere con suo bichiere

8.

Prima cosa rispeto

Mantenere la cella puleta

Un quando dormi gli altre nn fanno rumore

Ogni giorno cucina uno

Ogni giorno fa la pulezia uno

9.

1 La pulizia xke ogni 2giorni va pulita un giorno si o giorno no

2 quando uno dormi le altre deveno portari rispetto.

3 ogni uni tieni la sua propria roba nel suo armadio invice ke in Giro per cella

4 E che quando c’e uno straniero dobiamo parlare tutti la Stessa lengua cioè l’italiano.

5 Portare rispetto alle guardie.

10.

1. Rispettarci in quanto essere umani

2. Ascoltarci e comprenderci

3. Mescolarci

4. Parlare in italiano

5. Imparare il futuro semplice

Cronaca di una giornata in carcere

1. La matina mi also ale 08,30 mi lavo facio colazione e vado a scuola dopo vado in sezione facio docia, mangio e guardo televisione

2. Io alzo a matina 7,30 si lava e si veste e facio colazione bevo caffe e dpo mi chiamo per andare a scuola

3. Di solito mi alzo alle 7,30, faccio colazione e mi preparo per uscire all’aria.

Sto fino alle 10,00 all’aria poi vado in cella mi faccio un caffe e guardo tv. Alle 12,00 mi preparo il pranzo e dopo che ho finito di pranzare esco di nuovo all’aria.

Di pomerigio mi riposo un po’, poi la sera dopo cena mi faccio una partita di carte con i miei compagni di cella.

4. Matina mi alzo alle 8 mi lavo e mi rado. Facio la colazione poi vado a scuola. Dopo scuola mi preparo il pranzo e poi mi riposo un po. E nel pomeriggio scendo un po in aria per fare due passi e di sera vado dai miei amici per cna. Dopo quando ritorno in cella mi meto a letto e guardo la t.v. Questo è un raconto in galera come pasa la giornata un detenuto

5. Io mi alzo alle 8,15 vado in bagno dopo faccio colazione. Dopo mi preparo per andare a scuola. Vado a scuola torno alle 12,30 facio la docia dopo mangio dopo fino ale cinque goarda la televisone dopo fino ale 8 gioco a carte con miei amici di cela alle 9 mi meto in leto goardo la telivisione dopo adle 11 dormo

6. Mi alzo alla matina presto alle 6h00 poi faccio la mia preghiera e dopo mi rado la barba. Alle 7h00 mi vesto alle 8h00 facio la colazione e alle 8h30 vado a scuola. Mezogiorno30 in sezione e il pranzo a 13h e dopo alle 14h30 vado fare la doccia

7. Io qua in Sollicciano, studio, cucino, e gioco alle carte. Paso il tempo con li ragasi.

Mi ocupo de la policia de la cella. E trato di comportarmi bene con la guardia della mia sezione, per stare bene con la mia condotta e potere uscire piu presto, perche sonno pesante li giorni e cerco di stare tranquilo, anche puo noioso, sono stanco di stare chiuso, senza una persona si ricordi di me.

8. Di solito mi alzo alle 8 di mattina mi lavo facio colazione e mi vesto per andare a scuola. Alle 8,45 arriva l’asistente apra la cella esco per andare a scuola.

Alle 12,45 ci finisciamo la scola e ci torniamo di nuovo alle celle. Mi fa pranzo e mi facio subito la docia e si ho tempo ancoura per andare al passeggio per fare una camminata, mi andrò, ma non andrò quasi mai in settimana. Sabato e domenica esco al passegio mattina e pomerigio.

Ma in settemana di sulito il pomerigio si fa socialetà. A volte alle 17.00 vado da i miei amici nella loro cella e giociamo le carte o la dama ci passiamo 3 ore fino alle otto, mi torno alla mia cella guardo la televesione fino alle 23 e dormo.

9. La mia giornata in carcere è una giornata molto semplice. Mi sveglio la 7 di matina è bevo una caffè insieme con il miei compagni di cella, dopo che loro vanno al Lavoro è io cominccio a prepararmi per andare ha scuola.

Ha scuola il tempo mi passa in fretta è mi piace tantto Perché imparo tantte cose di che ho bisognio a integrarmi in società quando ariverà giorno di Lascare guesto posto.

10. Oggi e stato sucesso una cosa strana al carcere di Sollicciano. Alle 08:30 mentre le detenuti facevanola docia e stata tagliata l’aqua e ce detenuti chi sono rimasti con il sopone e shampo nella testa e a quel momento e stato chiesto da parte del detenuti all’agente del sezione perche è stata tagliata l’aqua e ha risposto che lui e stato avvisato per le 09:00 invece e stata tagliata prima. E una cosa vergoniosa.

11. La matina mi sveglio alle otto, mi lavo il viso, denti e i piedi, dopo mi vesto e facio il caffè, la quale esco in ballcone, dove bevo il caffè e penso fori La mia ragazza, che cosa faciamo fori, dove ci andavo con mia ragazza e con figlio di lei. Ho tanto nostalgia di andare dove penso ogni giorno che non mi riesce della testa. Da quando mi a lascato la mia ragazza o penso oggi giorno perche sono stato molto bene insieme con lei, questa mi succede quasi tutte le mattine anche la notte qualche volte o sogno, mi a rimasto stampato alla memoria. Dopo che finisco il caffè e a pensare prendo la nappa ci esco della cella per andare a scuola, quando arrivo penso a che mi dice il maestro e sono contento. Quando finisco la scuola ritorno in cella, mi preparo per la doccea, preparo qualcosa di manggiare, manggio con compani di cella, lavamo piatti. Dopo che finisco mi meto a dormire un’oreta, la quale quando mi sveglio bevo un caffè e faccio i compiti di o, di non cello aggiusto la anagrama dopo che finisco guardo alla tv le nozie. Quando e quasi l’otto prepariamo di manggiare laviamo i piatti la quale saliamo in letto. All’undici dopo che finisce il film stto in letto e penso alla diverse cose belle fino a quando mi adormento.

12. Al cinque dil matina, lavo tuto il mio corpo e vado pregare quando finisco turno a leto piro non dormo per forza il mio pensiero subito ala mia famiglia, penso al mio padre chi sono laciato da solo a mia paiesi non da solo piro cè il mie frategli e picole, e mio padre divintato. tropo grande. sora setanta quatro anni non poi lavorare. e sempre il mio pensiero con lui nche per la mia mama chi morta e non lovista da novi anni. Va bene cosi ce dio con loro. Ale otto mi also da letto. lavo la mia boca e facio quel cosa per magiare. e dopo un cafe, quando finisco aspeto lasistente per cendo a scola, e quando cendo a scola tcerco per capire la lingua italiana e secrivire. e vedo un altre persono, inche passare il tempo, quando turno a mesa giorno, lavo un’altra volta il mio corpo e prigare quando finisco cucino una coso per mangiare e cendo al’aria caminare un po E giocho bigliardo con mie amici cosi passatenpo. Ale tre quando salire lavo un’altra volta il mio corpo e prigare dopo subito vado aleto per rilasare uni po meto un programa a telvisione, fina al cinque mi also facio cucinare dopo aprano il sezione vado schersare con il mie amici e parliamo un po. Dopo turno a cella metto un filme. E cosi finita la giornata.

13. Quando ti trovi in carcere, la vita cambia totalmente. I primi mesi dentro le mura sono difficili da trascorrere. Ti manca tutto: i tuoi cari, il loro amore, il loro affetto e la liberta. La vita è come un orologio fermo e ti fa veramente morire dentro. Per le guardie non sei altro che un numero e niente piu. Ogni giorno che passa è un giorno rubato che non recupererai mai più. Ti chiedi Dio esista e veda la realtà. Tante notti sogni di essere a casa: sono sogni che non vorresti mai finire e quando apri gli occhi, per un attimo ti manca il respiro. Ti sembra che il mondo ti crolli addosso, per sopravvivere cerchi di cogliere tutte le occasioni: i tornei settimanali di pallone nel campo e la scuola. Tu speri che un giorno Dio si ricordera di te e della tua famigli che soffre la tua lontananza. Speri che tuttu sia soltanto un brutto sogno e che potrai tornare accanto ai tuoi figli o a tua moglie.

14. La matina mi alzo simpre la matina e penserò la mia famiglia come stanno. E penso il mio avocato. Per trovarmi una cosa per uscire. In carcere c’è solo la rabbia anche il dolore.

15. In carcere io cercero di passare tempo In modo simplice sinza pinsare dove vivo adesso mi alzo sempre matina. Faccio la preghera, poi vado al passeggio per prendere un po’ d’area. dopo retorno In cella preparo la colazione, un pò di pane arabo, caffè. E marmellata mangio e bevo. poi vado in cucina faccio pulizzia anche. lavo tutti i piatti. e cosi passero vaddo alla scuola per studiare lingua italiana, anche cerco parlare italiano e per conoscire altra cultura. E una volta alla settimana io guardo il film per prendere un po’ d’esperienza. La sera faccio soccialetà con i miei amici, mangiamo o giochiamo la carta napolitana. Dopo la socialità vado in cella guardo la TV. Però negli ultimi mesi io penso simpre la miei familia, anche il mio cane.

16. Mi also la mattina presto virso alle otto e faccio culazione e mi visto per andari all’area per fare sport perchi mi piacci molto dopo ho fatto colloqui per scuola mi hanno chiamato sono andato a scuola per studiare e imparare qualcosa in piu e circo di non pinsare e dimenticare il tempo che passo qui in carcere e pui scuola un posto di docazione per tutte cose non farmi pinsare troppo le ricorde di fuore perchi uni tanto un pu di pinsieri capita voglio dire uni mezzo ora o uni ora prema cosa chi penso la mia vita e non dico rovinata ma quasi distrota nel senso chi perso la libirta e famiglia amici lavoro o perso quasi tutto perchi uni giorno chi passo qui per mi come un anno e un anno come tutta la vita perchi quando mi portano da scuola in cella mi mittano diatro lesparri e comincio pensare alcune volte mi vido come una scemmia pui dopo campio pinsiere

17. Chi voule sapere la vita nel carcere e durae depende da come la passe e dove la passe perche hai cose da avere e da rispettare si uno sa chiudere quel tempo che ha della giornata. Anche si facile da scrivere ma dura da passare e come un ucello senza le ale e personalmente se ti trouve nel momento dificolta che voi avereil tuo diretto ma unagente ti passa ad unaltro e sara dura ad avere quello che voi dovra averela forza di mente.

E come fai ad averequel tuo deritto e non sai come ti dico perche ci sono altro diritto anche se dura depende dal carcere e chi lo comanda.

Ma dobbiamo sapere tutto passera ma con la forza tua e di dio vivrai al meno.

Meglio di chi è senza fede perchè quella nessuno te la po’ levare e speriamo la liberta al piu presto.

18. Consegno il documento e ricevo il contrassegno verde che mi permette di salire in carcere. Timbro il cartellino e comincio a salutare tutti quelli che incontro, sapendo già che solo uno su tre risponderà. Vado a comprare l’acqua a un distributore automatico. Incontro i miei colleghi nella nostra stanza. Ci scambiamo informazioni scolastiche, carcerarie e personali. Controllo la posta elettronica per l’ultima volta e poi mi avvio. Passo il secondo cancello, lascio il nome e consegno il telefono, passo il terzo cancello e percorro uno spazio esterno. Passo il quarto cancello e lascio di nuovo il nome. Passo il quinto cancello. Percorro un corridoio e una scala e passo il sesto cancello, il settimo e l’ottavo. Sono nel reparto della scuola. Entro nella mia classe. Prendo i libri e il registro dall’armadio. Preparo tutto sulla cattedra. Ripercorro il corridoio e un paio di cancelli e vado dagli educatori a sentire se hanno novità per noi o a consegnare documenti, richieste e a prendere nuove domandine per la scuola. Tornando faccio le fotocopie, tra battute e rimproveri. Ritorno in classe, a volte qualcuno è già arrivato, a volte devo ancora aspettare. Siamo tornati al regime d’accompagnamento, cioè gli agenti salgono nelle sezioni e prendono i nostri allievi che sono all’aria. Per un breve periodo venivano da soli. Così, avevano maggiore responsabilità e meno scuse, non erano trattati come bambini da accompagnare. Erano di più.

Cominciano i piccoli o lunghi dialoghi con i singoli allievi che hanno grandi o piccoli problemi personali. Familiari o penali o carcerari. Spesso familiari e penali e carcerari. Per fortuna qualcuno scherza. Nel mezzo comincia la lezione. Qualcuno ha il campo, la matricola, la visita medica, il colloquio e oggi non è sceso a scuola. Arriva l’agente a prendere un allievo che ha l’avvocato. Mi portano il telefono perché un educatore mi sta cercando. Devo allontanarmi. Do delle schede o una pagina del libro da compilare. Per fortuna ho già spiegato. Ritorno e mi cercano da un altro reparto. Ritorno e ricomincio. C’è la pausa fumo. Piccolo incontro con i colleghi o qualche allievo mi chiede di comunicare una cosa agli educatori. Si ricomincia. Di nuovo un avvocato o se è venerdì la preghiera. Ogni tanto la notifica di una scarcerazione. Studiamo il futuro anteriore?

Alle 12,30 gli agenti chiamano per l’uscita e poi passano a controllare che non sia rimasto qualcuno in classe o in bagno. Io risistemo tutto nell’armadio e poi rifaccio tutti i cancelli al contrario fino all’aula insegnanti. Controllo la posta, il telefono e una volta a settimana abbiamo la programmazione di gruppo anche con gli insegnanti delle altre due carceri fiorentine (il “Mario Gozzini” e il minorile). Infine gli ultimi due cancelli e sono fuori.

Nota. Le “domandine” sono i moduli che i detenuti devono compilare per fare delle richieste, compresa quella di frequentare la scuola. Sono chiamati così dal loro formato, sono dei piccoli fogli A5. Su questo vedi anche la nota alla sezione “La classe”.

Nel corso degli anni ho portato in carcere quasi 2000 ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Firenze, nell’ambito di un progetto inserito nelle attività educative del Comune di Firenze. Al termine dell’incontro con i detenuti, ragazzi e ragazze sono liberi di uscire dal carcere. Tutti pensavano che ci fosse una mensa, e credo che la stragrande maggioranza degli italiani pensino la stessa cosa – sarà per i film americani. A Sollicciano non c’è una mensa per i detenuti (e no, non è stata levata – come ha azzardato un ragazzo – perché c’erano troppe risse, accoltellamenti, rivolte, le cose che succedono al cinema e nelle serie tv). A Sollicciano c’è il “portavitto” che tre volte al giorno (alle 8, alle 11,20 e alle 17, tranne alla domenica che passa solo alle 8 e alle 11) distribuisce il cibo cella per cella. Chi ha un po’ di soldi può comprarsi un fornellino da campeggio e far la spesa attraverso lo “spesino” presso un fornitore che ha vinto un appalto per la vendita interna di una lista di prodotti. I detenuti possono anche ricevere alcuni alimenti nel pacco che possono portare i parenti (peso massimo: 20 chili al mese). Sui lavori in carcere, tra cui “portavitto” e “spesino”, vedi la sezione CV (di prossima pubblicazione).

La mia foto

1. Molto tempo che non ho preso una foto. Foto che mi a dato Claudio. Mi a dato la sucurezza che sono ancora giovani. Questa foto mi da la sucurezza che sono rimasto la stessa persona come sono statto cempre, ho preso due foto, una mi a piascuto perchè la foto è piu polito, la seconda foto è un po’ scuro è un po’ buio. Ma onnestamente cqsta foto è per me un grande suvenire, la mia rincrasiamento va a claudio e tutti maestri. Grasie.

2. Oggi e preso 2 foto grazie profesore per questa regala che mi fare, oggi fatto un torneo di calceto dove o fatto ancora un foto. Queste foto la pose portare la mia famiglia.

3. Guardo la mia foto i vedo una persona persa in questa vita in cuesto carcere. Una persona che a zbagliato tanto. Cuesta volta io credo con la passenza passo tutu alla fine va toto bene. Io spero una altra foto rimane con ricordare mie due amicci jorgiani che sono molto bravi.

4. Guardo la mia foto e vedo una persona cambiata, una persona seria.

Devo ringraziare il maestro di aver fatto le foto per mandare a casa ai miei genitori, perche gia loro non mi hanno visto da un po di tempo e sono anche tristi perche mi trovo in cuesta situazione.

Cosi li posso fare anche io un bel regalo da natale, mandando una foto con me.

Ti ringrazio per le fotto e ti auguro un buon natale.

Ti saluto e non devi esere arrabiato con me.

5. Finalmente, ho recevuto la mia foto, da tanto tempo che non lo faccio un foto. Oggi ho preso la foto e mi viene da piangere. Nel la mia vita odio i foto, non lo so perche, me recordo che la foto che mi fatto nella mia vita. Ci sono foto de scuola e anche per la carta di dentita, e per la patente, e il passaporto che c’è l’ultimo foto che mi sono fato.

6. Guardo la mia foto vedo di cuanto sono in carcere sono cambiato tanto. Sono triste cuando a fato foto pensando ala mia familie di Romania per cuesta cosa ero triste.

Di cuando suno in carcere a o dimagrito tanto cuanto guardo la mia foto.

Cuesta foto la mandro a mia familia a Natale.

7. Da tanto non ho fatto una foto, oggi per cazo ho trovato un foto mio da un migo mio. Questo foto è lultimo di mie foto che ho fatto, ma paragonarlo con gli altri quando sono più giovani con el mio problemi e cazine, si vide tanta diferenza.

Proprio nil viso. Tra gli occhi che sono cambiate con tempo e il fumo e lalcol e le labre che sono diventate nire a causa de sigarete e le ruche sul viso causa di problemi e pensiero tropo e lavori fategozi che cominciato farli da picolo e la barbalunga chi non havuta mai nil qualsisi foto e quardo anche i mei cappele che stanno cascando ho vistu alcuni bianche: spero che durano un po ancura sìno mi sento gia vechio a trenta anni.

8. Oggi il profesore mìa portato 2 foto che abbiamo fatto nell calcere di sollicciano a scuola e sono contento per il suo pensiero che a fatto per noi che era davero dificcile a prendere il permeso dal diretore. E lo ringraziamo tanto per la sua Centilleza.

9. Non so perché ma qualche anno fa ho fatto questa foto con tutti gli allievi della scuola. Ci sono io al centro e loro attorno, però ho coperto tutti i loro occhi con una striscia nera, l’ho ingrandita e appesa all’entrata di casa in mezzo a decine di foto storiche, comprate nei mercatini, di classi con il loro insegnante. Per qualche anno son stato autorizzato a usare una macchina fotografica per documentare tutti i progetti, gli eventi e i concerti. In quei casi gli allievi firmavano una liberatoria che mi permetteva di fotografarli.

Il tempo

1. Il tempo in pochi parole non passa mai, e non voglio nemmeno parlare perche sono stufo del carcere, e troppo pesante

2. Sono etape de la vita che ogni persona vive de diverso modo. Il tempo pasa lentamente o velocemente dipende di ogni persona come lo fa diventare giorno tra giorno, il tempo pasa j la vita sta finendo

3. Il tempo è quello che mi da senso.

Senza tempo non posso portare un ordene

Non posso sappere cosa devo fare, quando e como farla

Il tempo è che divise il giorno e la notte

Il tempo è un fattore importante en la vita di tutti

4. Per me, il tempo che pasa qui in galera mi dispiace, per me tempo e tropo prezioso, il tempo fa parte de la mia vita, mi dispiace tanttisimo quando pasa per nula, ma io sempre sto cercando per fare colcoza buona in tempo che passa.

5. Il tempo è una cosa che nessuno può fermare. In carcere è una cosa difficile da programmare. Ti manca la libertà, ti manca la tua famiglia e ti accorgi quanto tempo tu perda rinchiuso in un sistema punitivo e non riabilitativo, che mai avresti pensato che toccasse e nemmeno potesse sfiorare te e la tua famiglia!

6. Il tempo, perché in carcere non ti schiacci, devi organizzarti nei minimi dettagli, cercando di trovare sempre il lato positivo anche delle piccole cose, aggrappandoti disperatamente ai ricordi più belli della tua vita, pensando che nella vita tutto passa e che vale la pena di reagire perché fuori c’è tanta gente che ti vuole bene, che stà soffrendo e che ti sta aspettando perché ti ama!

Fortunatamente ti possono rinchiudere, ti possono togliere tutto ma c’è una cosa che nessuno può fermare……IL TEMPO!

7. Ho scoperto in carcere quanto valore abbia il mio orologio, per tutte le volte che mi è stato chiesto in regalo.

Un libro che hai letto

1. Nela mia vita o leto solo un libro. I motivo xke o letto soltanto un libro xke nela vitta normale non lo prezo mai l’iniciativa a legere un libro xke non lho pacienza a legere.

Lo scritore di questo libro si ciama Eduard Bunker. Questo libro è bazato su una storia vera che a visuto lo scritore da picolo.

Xke o letto questo libro xke il ragazzo che me la proposto di legerlo ma detto che un libro bazato su una storia vera. E a me le storie vere mi piacono.

2. Il raconto

I libro parla di un ragazzo che e natto in america. La sua famiglia era formata dal suo babbo e la sua mamma. Questo ragazzo inizia a fare reati da leta di 5 anni e comincia a rubare a rapinare . Lo becano lo metano in una comunita. Che sta x un periodo poi scapa. Quando a avuto 18 anni finise in carcere ucide altre persone dentro i carcere. Poi ese dopo una certa età diventa un scritore. Fine.

3. La pianista belga

Raconntava di comunismo nel anni 1947 fino al 1988. Di una famigia che erano ricchi e poi diventati poveri per una persona che lo tenevano in casa clandestino. Poi il stato dopo che lanno trovato la persona in casa di quella famigli riccha. Lo stato gli a tolto tuto il redito.

Era veramente un bel libro e mi è piacuto tanto.

4. Io lego poco libri ma non mi ricordo quale libro che ho lego ma onnestamente ho poco motivazione per la lectura di libri.

La mia libro preferisco è i libri romanticco.

5. Racconto lultimo libro che ho letto si chiama Jon Balan, un bambino da Bucarest.

Jon Balan era un bambino da 8 anni e faceva tanti casini.

Quando ha finito il primo anno di scola e andato in vacanza dai nonni materni perche nonni materni lo amavano tantissimo e faceva tanti gusti che voleva lui.

Ha incominciato dal primo giorno da fare cazini stava al balcone e buttava uova in testa a gente che pasavano in strada.

Lui era tanto contentissimo che la prima vacanza la faceva ai nonni materni.

6. Ho letto tante libri ma sempre ho puntato su libri arabi come scretore, perchi sono arabo e per me troppo facile è capire. Dell europa ho letto la storia di vigenghe. Che rimane orfano da picco cresce in una piccola campagnia nel nord soto al fredo de la nieve. E quando e cresciuto e infiltrato nella squadra che operato investito tanto tempo nel mezzo di l’ocieno atlantico. E sono finete anche alla americana el prima di Cristoforo Colombo. La storia racconta chi è un tempo gli infedeli pensano solo a ricchersi e vivere al miliore, certo come noi ma loro erano certo mangiatori di carni umana. Comunqui una storia bella e un libro di saicento pagine. Il mio difeto chi quando lego un libro cosa indica positivo o negativa mi rimpiena la mimoria che ci cancella ma non ci rimpiena mai tuttamente. Sempre abbiamo bisogno capire le cose come sono inventati, come sono publicati, come sono construite, e come sono finite.

7. Dei libri arabi ho letto: La pena del inocente, un libro di Ahme Otmane un tunisino ha scontato in Tunisia diece ani in carceri inocenti come poleticante in tempo di ex presidente di Tunisi “Borghiba”. Il scrittore doppo un lunga vita era in asilo poletico a Marocco nel 2004 ho letto anche per “Omar Chrambi” un scrittore marochino e altri libri come le Millanotte e notte. Sei libri di guerra mondiale la prima e la seconda come sono iniziate e come sono e chi erano le persone famose e politiche e chi i generali famosi. Chi erano i paesi che hano soferto di pieu e l’altri chi sono ricchi.

8. Camosci e girachiavi di Christian De Vito, una Storia del carcere in Italia dal 1947 al 2007. E Alice nel paese delle domandine. Racconti dal carcere di Sollicciano, a cura di Monica Sarsini.

Cosa provi quando ascolti la musica in carcere

1. Io ascolto tanto musico e anche mi piace tantissimo ma cosa provo non loso spiegare loso che mi piace tanto e ascolto molto tipi diversi di musica E per un po’ mi fa ricordare molte cose

2. Quando sento la musica mi sento benissimo mi fa relassari e mi fa dimenticari mie problemi e mi fa ricordari delle belli periodi vessuti della mia vita. La musica per me e un cibo del anima e credo que la vita sar un chifo si non ce la musica

3. Il giorno 23 marzo la mattina, io sono andato a teatro per sentire la musica. E quel giorno troppa gente. Il teatro tutto pieno. Quando inizia la musica. Mi sento come ero prima di innamorarmi con la mia ragazza. Ho visto loro fanno musica, mi sento girare il mio sangue. Sono troppo felice. Grazie a loro venuti a fare questo spettacolo. spero c’è un’altra volta per me ancora Sentire quello spettacolo.

4. Quando io ascolto la musica. Sento come quando ero piccolo e mia madre canta. E la scuola mia maestra canta, e poi mi sento girare il mio sangue. Come canto mio e ballo mio. Per cui la musica mi piace tanto.

5. Mi piace sentire la musica, io sentivo tutti i tipi di musica perché mi tolgo dal male, quindi inizio a pensare un altro non quello che mi vivo da brutto. La musica per me è una legge libera…

Davvero qualche volta senza pensare cosa faccio appena sento una canzone inizio a ballare.

6. Un grande piacere se è suonata dall’Orkestra Ristretta di Massimo Altomare. Una grande curiosità se me la fanno ascoltare allievi dalla provenienza diversa. Un’intensa emozione quando è improvvisata da un allievo per farmi capire che cosa prova.

Nota. Il cantautore Massimo Altomare l’ho trovato a Sollicciano quando sono arrivato (già seguiva dei progetti) e ho cominciato a collaborare con lui. Nel tempo, con i detenuti ha realizzato parodie, spettacoli, concerti poi ha messo in piedi un gruppo musicale che ha chiamato Orkestra Ristretta, con cui ha fatto concerti all’interno e anche all’esterno del carcere (portando della formazione chi poteva uscire). Ha realizzato dei CD e ha permesso ad alcuni dei suoi musicisti di registrare dei singoli.

CONTINUA…

Nota. L’immagine di apertura è un fotogramma tratto dal reportage di Pier Damiani D’Agata dal carcere di Sollicciano, Un viaggio nel degrado, andato in onda su Rainews il 19 maggio 2026, disponibile online.

Il 12 giugno 2026, Nova Radio di Firenze ha intervistato Claudio Pedron per la fine dell’anno scolastico 2025/26; la conversazione si può riascoltare qui.

Le altre parti dell’antologia:

Scrivere dal carcere, in italiano. 1

Scrivere dal carcere, in italiano. 2

Scrivere dal carcere, in italiano. 4

Scrivere dal carcere, in italiano. 5

Archiviato in:||, Documenti Claudio Pedron

Scrivere dal carcere, in italiano. 2

02/06/2026 Claudio Pedron || Documenti

Ricordi propri e di famiglia, il viaggio per raggiungere l’Italia, l’impatto dell’arrivo e le impressioni sull’Italia. Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. In calce a ogni argomento, il tema svolto dallo stesso insegnante.

Il passato

Racconta il tuo primo giorno di scuola

1. Pultroppo sono pasati tanti anni dal primo giorno di scuola, mi ricordo che mia mamma mi aveva comprato il grembiulino nero, e il fiocco azzurro, e non vedevo lora di inddossarlo, la mia scuola si chiamava Luigi Pirantello, e si affacciava sul mare. Poi mi ricordo che c’erano due turni, un gruppo entrava alle 8 e usciva alle 12,30 e quell’altro entrava, o 12,30 o 13,30 che non ricordo bene, e usciva alle 17,30, e ogni mese ci si cambiava un mese un gruppo di mattina, e quell’altro di pomeriggio e così via. Non mi chiedere più nulla, che risvegli il bambino che ce in me.

2. Qualche anno fa, entrato la prima volta a scuola. Avevo 5 anni. Era il più giorno emportante della mia vita. Non dementicaro mai qeul giorno. Ho priparato 10 giorni per il rientro scuolastico

Un zaino e vestitti nuovi e quaderni colorati ho stato contento.

Quando entrato avuto paura. La scuola, era una altro mondo per me. È la prima volta chi vedo tanti ragazzi e studenti insiemi corevano e ridano dal loro cuori erano contenti. E mi piaciuta tantissimo la scuola con gli designe al muri colorati e bellissimi.

Ho cercato il mio class abbiamo entrate quasi 30 studenti insiemi. Abbiamo presentati ho conosciuto qualchi ragazzi. Il nostra maestra brava è sempatica.

3. La prima volta a scuola racconto come era la scuola. Ho comenciato andare a scola quando avevo 6 anni la scuola lontano da casa mia 2 kilometri quando partiro da casa mia ci sono cane del altri abitanti mi vengano dietro a gridarmi io il mio cuori batte 150 e quando arrivo in classi comincio aprire il zaino tiro il libro pui le matite e li penne e comincio a’ scoltare lensegnanti cosa dobbiamo fari io mi siedo dietro sempri. Lensignanti vieni a tirarmi dallorechi e me dici comincia a sgrivire io sono arrabbiato e dietro di me e io li dico noloso questa frase e lei mi pranda dalo rechi di novo e mi porta ala banchina questa insegnanti e fa imparare il verbi e dettato e lingua e sono stoffo di questa insignanti pioi termina la scuola torno a casa e mi gridano il cane di novo. Poi ce laltra insignanti di francesi e teligenti poi ce una di matematica e una stronsa. La scuola dovi abito io guali come altri scuola sono il comportamento di linsegnanti cè chi ti fa imparare e ce chi ti fa rimaneri con le stesse ideia.

4. Quando facevo la terza media in Albania si andava a scuola per pasare il tempo.

Eravamo da pocho tempo usciti dal comunismo. E a nesuno glienefregava ninte per la scuola.

E noi alluni fumavamo tutti in class davanti al profesore. I profesori a volte si prezentavano in cllase ubriachì. Ora che cipenso era una pazia. Poi le ragaze comicaron a prezentarsi a scuola ongi giorn piu spoliate. Noi a scuola andavamo sollo per pasar il tempo. In invern. Invece in primavera ci presentavamo solo mozora giusto per dire ai genitori che eravamo andati a scuola. Poi dopo di che andavamo al mare.

5. Mi ricordo il primo giorno nella scuola mi sono svegliato presto e poi mi ha portato il mio padre a scuola all inizio non mi piaceva tanto perche mi piaceva rimaneri a casa con la mia mamma a giocare poi mi sono trovato bene e ho avuto dei amici e ero molto bravo a studiare.

6. Buono prima di tutto per essere sincero io non ricordo com’era in cuel tempo. L’scuola però io immagino che io non era multo bravo. Per lo che mi reconta la mia mama.

Per che lei mi dice che io era multo buono per fare casino e lei deveva andare uni ggiorno a parlare con l’ispetore, per il cattivo comportamento che io teneva nell’scuola. Eppure mai è tardi per inparare infatti io credo che questo è la occasione giusta per inparare.

7. Quanto io sono picolo andare a scuola. Prima conocere alfabeto. Poi imprare la proroncia. E parola frasi. Significare. Dopo qualche anno. Studiare madematica e grammatica. Anche imprare come si scrivere la lettera e tema. Ci sono lezioni di ginnastica. Però pre me non mi piace tanto. Qualche volte imprare canzone ino. E canzone per i bambini. Quanto finire la scuola di elementare. Inizia scuola la media. Media ezione più di elenmentare. Ci sono le tante ezioni matematica. Grammatica. Inglese. Geografia. Fisica. E biologia. Anche sport. La vita ogni uno diverso. Qualcuno abita a scuola di alloggio. Invece a me no. La mattina vado a scuola con la bicicletta. Mezza giorno mangiare a mensa. Sera torna a casa dormire. Perché la scuola è vicino a casa mia. Finito la scuola comincia fare militare.

La mia racconta è cosi facile.

8. Io mi ricordo 1 volta che sono andato a scuola innazituto il grebiule nero poi imiei compagni di clase poi la merendina, poi mia mamma mi pota a scuola e mi ricordo un particolare chi faceva casino veniva bachetato alle mani. Dopo avevamo anche il dopo scuola. Ma io mi ricordo anche lasilo. Che giocavamo agirotonto quanto e bello il monda e tutti giu pertera.

9. Per mi era dura nn mi piaceva uscivo da casa. Arrivavo ero timedo anche perche avevo 7 anni, era troppo severe. E quando ci facciva di le domande, io non rispondevo perche avevo paura, che verò preso in giro. Dal miei compagne, e piano piano comenciato quetare la fidoccia. Anche perche professora stessa si era nagorata che io ero temedo. Dopo che si usciva mi chiamava per da parte e mi diceva tu aspetta deve andare con me a casa, io ero ancora piu in barazo. Sono andato con lei l’auitavo a preparare a pulere. Siamo appena arrivate casa suo lei cha fa si spolia rimasta con rigeseno e motande. Abbiamo fineto dopo che ho mangiato con lei. Poi sono andato a casa non potevo dirlo a nesuno. E mi auitava imparare primo anno sonno venuto primo. Dopo secondo anno. E la stesa cosa mi apettava fuori appena uscivo da l’scuola la trovo che mi ha aspettava e secondo anno anche. Io ero piccolo ma anche la professora era troppo giovane. E bella io piano piano io nn avevo piu voglia di studiare. Preso cota per lei anche si avevo quel’eta Uscivo da casa e andavo nascondermi viceno alla scuola. E fineto così la mia scuola perche lo sono venote sapere miei genetore mi hanno chiesto di campiare la scuola. Io ho detto di no.

10. Il mio primo giorno è stato a Volterra. Ho dovuto aspettare più di un mese, aggirandomi negli uffici prefabbricati del carcere. Mancava sempre un controllo, una carta. Mancava sempre qualcosa. Uno dei miei colleghi era un cacciatore e ci siamo stati subito antipatici. L’altra era andata in maternità e aspettavo la supplente. Ogni dialogo diventava scontro. Aveva un’idea della scuola e della vita che non era la mia. Passavo il tempo parlando col direttore, lo psicologo, gli educatori, gli impiegati, gli agenti. Leggevo libri e chiedevo ogni giorno: “Posso entrare?”. Mentre tutti volevano uscire. Quando finalmente ho passato i 4 cancelli con le lapidi e il ricordo della visita del Papa mi hanno lasciato in un corridoio, davanti a una porta blindata chiusa. Dopo 30 minuti un agente è venuto ad aprirmi una ex cella con i banchi neri, doppi con calamaio degli anni Trenta. Ho aspettato altri trenta minuti prima che arrivasse una decina di allievi, più curiosi di me. La lezione è durata solo 45 minuti ma ho imparato molto.

Descrivi la tua casa dell’infanzia

1. Io quando da piccolo, sono molto capriccioso, sempre gioco con mie compagne di scuola, a volte litigato con loro. Quando vedo il giocattolo, io subito torno a casa, chiedo la mia mamma compra. È lei mi ha detto, non devi vedere una cosa, è subito piaciuto, la casa nostra non sono ricco, perché tu e tuo fratello siete ogni anno spendete un sacco di soldi, quindi adesso tu devi pensare, vivere in una famiglia non’è facile, è molto difficile. Ho sentito mamma mi ha spiegato, ho capito tutto. Grazie mamma.

2. La mia casa era bella, e io doveva dormire con la mia sorela magiore per che avevamo solo un letto per noi. La casa era una della più grande del quartiere e gredo che la unica comtruida in materiale solido. Aveva una cuccina piccola, però la mia mamma faceva delizioso cibo per noi, aveva 5 camera di letto però solo avevamo 2 letto, aveva 2 finestre grandissima, e 2 cane crande che non ricordo la sua rasa. Io ricordo che chiacchierava tropo con mia sorela nella notte, per che io parlaba tropo minchiata e faceva ridere ala mia sorela. quindi la mia mamma si sveliava araviata e mi picava, in fatti era perche Io non faceva caso a mi mamma.

3. Sono nato in un paese in provincia di Bane mallal. In Marocco In un famiglia molto numerosa. Nove figli e i genitori e La nona. E mia padre lavora in campagna. Nostra casa in campagna: e grandi con tre camera e due magazino una c’è dintro le moche e laltra c’è picore e un trattore. Dopo lavevo 7 anni comprato mio padre un casa In città di bane mallal. Una casa po’ picola delli casa di campagnia un appartamento tre camera e un più il cucina e il bagno. Dopo sono andato in Italia a lavorare. Dopo 4 anni È tornato a Marocco e comprato una casa al mia famiglia grande. E sposato anche io mi lavevo 3 figli abitano con mia madre e mia padre. Ho tanto da raccontare della mia casa anche della mia vita.

4. La mia casa è conposta di una casa comune la mia famiglia siamo dodicci en tutto Io ricordo la mia infanzia, quando mio padre quasi tutti la matina mi mandava a comprare In latte per la colazione, per tutti mio fratelli i mia sorella. Perche mio padre le piaceva stare in sieme en la ora di colazioni perche lui no ci stava a la ora di pranzo. Poi la mia madre è una donna troppo solare, poi preparava di cibo molto delizioso, che mia piaciva tantassimo come il pesce. Per giorno de mi tanti auguri mi preparava varia tradizione di marisco che si preparava La tradizione demi paesi. Poi un atro recordo è il calcio che guardiamo In sieme con mio padre i mie fratelli, i nostro canne Dinki in sieme.

5. Mi ricordo de la mia caa dell’infanzia dove ho vivuto fino a dieci, undici anni più o meno. No era una casa. Era proprio un appartamento che se troveva al quarto piano di un pallazzio de quinto piani. In ogni piano aveva due appartamenti. Il mio si trovava a mano siniestra saliendo la scala. Il pallazzio aveva due entrate. Una davanti fronte a una piazza dove due volte alla settimana stava Il mercato, un piccolo giardino dove giocavamo al Calcio j un centro comerciale con un piccolo super mercado, un tabaccho, un forno j due o tre altri negozzi. No mi ricordo bene. La altra entrata, a dietro dove se trovava il appartiamento per le macchine. Anche qui si giocava al calcio dopo la scuola e li week-end. Il proprio appartamento si constituiva cosi: alla entrata se troveva la stanza delli mio genitori. Dopo un piccolo passeggio, di fronte se trovava il bagno j a mano siniestra la sala di mangiare dove se podeva andare Fronte, alla mia stanza che comparteva con il mio fratello, j a mano diestra alla cucina. No era una grande cucina ma è qua che prendevamo la collazionne da lunedi fino a venerdi prima di andare alla scuola. Sabatto j domenica prendieviamo nella salla di mangiare. Anche a mano siniestra della salla di mangiare e troveva una piccola stanza aperta dove se guardava La T.V. solo venerdi e sabatto sera perche no andivamo, il mio fratello ed io, a la scuola il giorno dopo. Quello è lo che mi ricordo della casa della mia Infanzia.

6. Che bello esere anche una volta picoli. Io Mi ricordo la mia casa con tutta la fagmilia che erano vivi anche i miei nonni. Il mio babo era sempre all lavoro e io stavo piu con i miei nonni che mi stavano sempre dietro di me, la mia mama sempre cuccinava e io che volevo solo giocare e mi venivano dietro per darmi da mangiare, e io che stavo sempre fuori con il mio cane nel giardino di casa e aspetavo i miei frateli che venivano da scuola per giochare con loro. Una volta mi sono nascosto dentro l’armadio per fare skerso ai miei frateli e li mi sono adormentato e tutti mi cercavano a me ano ciamato anche la policia e io dopo sono usito. La mia casa era a due piani e a me mi piaceva scivolare sulle scale mi ricordo che nella mio giardino cera anche laltalena, cera anche un albero che mi piaceva arampicharmi.

7. La casa mia e tropo pecola siamo 4 fratelle e 2 sorille e mie ginitore abiamo una camera e un salotto a parte la cucina e bagno. Mi recordo quando vado a scuola apena torno trovo tutte mie frattele. sono tutto a casa ci metiamo intorno a tavolo a mangiare tutte insiame. mi recordo fino ora la loro facia mi ricordo la mia madre che cucinava per 8 personi. una cosa bela la mia madre quando cucinava miteva carni in mizo e miteva la verdora sopra per noi .non cinteresa la carni solo profumo perche mia madre non pu permetrsi a comprare 2 o 3 o 4 chile. perche la mia madre non lavora. mio padri qul periodo emigrato in Spania ci manda un po di soldi uni tantto. mie frattele alconi stodiano. anchi mie sorelle mi recordo quando vieni sera seamo tutte in casa per guardari un film.

8. Quando avevo 9 ani mi richordo che nell La mia casa mi piachevano tante cose io e i miei 2 frateli giocavamo. Tutte le domeniche io e altri 3 amici andavamo nel giardino. Per giocare e poi dopo giocata vichino all giardino chera una casa che era pieno di fichi. Noi per prendere i fichi io fachevo scavalchare i muro. E poi dopo si mangiava. Dopo si andava in casa E si giochava chon i fratelli. Mi richordo che mio fratelo piu picholo ai questi tempi andava al azilo qualche volta mi toccava che lo portavo Io. Ma da noi in questi tempi era dura. Pioveva Senza ombrello qualche volta. E poi mi tochava di andare a scuola tutto bagato.

9. La mia casa tempo fa, era piena de allegria, perque habitabamo tanti personas, la mia nona ogni fine settimana cucinaba cibo tradizionales c’è era buonissimo, arrivavan mio cucino, mio zio e tanti personas piu, sempre jogavamos con mio fratello, e mio cucino al calcio en el area, la famiglia era sempre unita, fachiavamo festa con musica allegre, bailabano tutti. Anche ricordo cuando la mia mama sempre daba di mangiare all kane anche al gato, era tutto sempre allegre. In mio cumpleano arrivavan tanti amichi, e così era la mia infanzia en casa

10. Mi richordo quando avevo otto anni abitavo in un apartamento in quarto piano. Avevo dei vicini che erano bravissimi. Avevo dei amici alla mia ettà uno si chiamava Erion l’altro si chiamava Vasca, eravamo 3 amici inseparabili Giocavamo vicino all nosto palazo, poi quando eravamo stanchi andavamo a casa mia a vedere dei film con cartoni animati loro non avevano tv. A casa cosi venivano a casa mia. Mi divertivo tanto con loro. Giocavamo all nascondilio e tanti altri gioci. In quella casa ho pasato dei momenti belli anche dei momenti bruti. È nato il mio fratello. E io ero molto felice. Avevo una dotoresa che abitava davanti alla mia casa quando io mi malavo lei veniva a casa mia e mi faceva delle punture cosa che io non soportavo perche mi faceva male. Dormivo in un divano in salotto. Lascavo la luce acezo perche avevo paura di notte. A voltte miei gienitori andavano a lavorare e Io stavo a casa mia. Chiamavo qualche amicho e stavo Con loro ha casa mia, ho andavo io a casa dei vicini. Mi ricordo che quando io ero picolo i vicini e la giente era molto unita ti aiutavano anche se non potevano. Era una soceta molto unita. E io pasato una infanzia bellisima.

11. La mia casa dell’infanzia degli cose più belle nela mia vita. Sono nato l’ultimo nel nostra casa e quendi il più picolo. Era una casa in un quartieri popolare, con due porte principale è una grande casa, vivano anche le miei noni in questa casa, all’intrata c’è tre alberi e un coridoio picolo. Alla nostra casa c’è quatro stanze e un salotto, all’intrata trouvi il salotto era un bell salotto con tre divani e la sedia del mio nono chi non voul nesuno sedere al sua posto, c’è un televisione e un grande spechio attachato al muoro. Laltre stanze una camera per il miei sorelle e una per i miei noni. Il piu grande camera quella del miei gienitore E ricordo il loro armadio il bello. La più bella camera era la mia con il mio fratello con due letti e una bellissima scrivania con due casetti per Il nostri libri e quaderni. Per sempre ricordo quello chi ho pasato alla casa del mio famiglia, fino queto momento ricordo il surrizi di tutta la famiglia. Per me rimani sempre la più bella casa e il bello pereodo chi avevo passato.

12. Ho passato la mia infanzia in due case diverse, circondato da paesaggi diversi. La trattoria dei miei nonni materni, su un dosso a trenta metri dal Po, immerso nella nebbia del dialetto emiliano. E la casa dei miei nonni paterni, al centro di un paesino immerso nella nebbia del dialetto veneto.

Descrivi la tua città

1. Io voglio parlare di la citta di Girona. È una bellissima citta che se trova en Catalunya Nell NORD_ETE DELLA SPAGNA. È vicina a la FRANCIA (60 kilometri) ed a BARCELONA (100 Kilometri). La parte più bella della citta è il centro historico dove c’è un picolo fiume ed ponti viecchi. C’è Un parcheggio grande dove e giocha al calcio, al Tenis, dove se corre o dove la gente va a passegiare con li bambini o con la fidanzata. Da Il mese de Aprile fino al mese de Ottobre per la Note ci sono discoteche ed bari nell quello parcheggio. En dicembre c’è il mercato di natale nell centro historico que inizia al inizio del mese fino al 6 di Gennaio ed per Pasqua c’è una festa con cavalli, gente vestita come la edad media y penitenti que passeggiano nell centro historico. C’è una bella chiesa que se chiama “Sant Daniel”. Se mangia molto bene tanto carni come pesci y se bevi buoni vini spagnoli. Normalmente la gente sa parlare il spagnole ma non vuole. Invece parla Català la Lengua de Catalunya.

2. La mia città si trova in Albania è si chiama Vlore in italiano Valona. Valona è una bellisima cita ce il mare che è bellissimo, ci sono tanti alberi, giardini tanti negozi uno dietro al altro vendono di tuto. Ci sono restoranti bar locali è tonti altre cose, di pomerigio i citadini fano il giro lungo mare ha piedi. Ce tanta giente che prende laria pulita del mare e camina nei marcapiedi per ore. Ci sono tanti turisti d’estate vengono dalle altre cita di Albania vengono anche stranieri chome greci italiani tedesci e tanti altri. Valona a 3 porti importanti per il paese. Porto da turisti vigiatori, porto per navi di trasporto, è porto per pescaregio. Di sera ci sono aperti cinema discotece, pap, bar per far divertire la giente.

3. La mia citta si trova in Cile un paese di sudamerica. E si chiama Valparaiso. È una piccola citta, dove si trova il porto più importante di Cile. Quindi una parte Importante dill’economia. Agli cè il congreso che è dove si fano le legi e le decisioni più importante del paese. L’infrastrutura è bellisima e io credo che unica nel mondo. Per che le case sono construite nella colina una al canto al altra e per arivare agli devi farlo solo a piedi. E di dovi ti trovi poì aguardare il mare. È Veramente bellisima.

4. La mia citta si trova in Chile è la capitale si chiama Santiago, è una citta grande, dove ci sono autobus, lunge autoestrade, anche che un aeroporto grande j puoi andare per tutti Sudamerica j anche europa, ci sono tanti volcano è li arriba turista, adeo la citta di Santiago è una de la citta piu megliore di sudamerica economicamente, ci sono tanti makinas modernas. En La zona centro che bar, discotekas, centro comerciales, anche che una autoestiade pue recorre sudamerica j poui andare dove vuoi, la mia famiglia adeso si trovan tutti di là in santiago, che per me è una bella citta

5. La mia città è in sud della Cina, si chiama=Fu Zhou. C’è una piscina grandissima, ci sono 300milla abitanti. L’economia è normale. C’è l’aereoporto, ci sono le fabriche dell’elettrico. Non ci sono stazione del ferroviario, c’è il museo, ’alimento è il riso, c’è il fiume. E ci sono le montagne c’è un stadio in centro la città, ci sono le tante banche, c’è un hotel ****(4 stelle), ci sono i parchi dei pubblici, anche c’è una sauna, c’è una discoteca poi c’è un segnare ed simbolo della città. Ci sono le tante cose da scrivo. Per me. Chiudo qui.

6. Valona e al sud del Albania e una cita grande del Albania e bella ce i mare ma ci sono anche le montanie e una cita che vengono tanti turiti c e il mare adriatico e il mare jon, nela mi cita ci sono tanti musei di storia e dei monumenti fati in bronzo, nel centro della cita ce’ne uno grande, dove ano alsato la bandiera albanese nel 1912 e hano formato la republika albanese indipendente, ne la mia cita ci sono anche le fabrice, ce anche il porto grande sekondo dopo cuelo di Duracu. La vitta notturna e bella ci sono tante discotece e ritoranti in riva al mare, nella mia cita le anche dei piati particolari per esempio i agnieli fati arosto nel legnio, ci sono i villagi turistici nelle montagnie.

7. La mia cita si chiama Elbasan e si trova nell centro di Albania e abitano 50 mila abitanti. In quell cita ci sono tre fabrice, fabrica di cimento, fabrica di matone e il matalurggico.

Negli ultimi anni ci sono costruite le strade. Nel cita ci sono universita e vengono anche studenti da altri cita di Albania. il centro di cita ci sono casse che sono costruite da tempo dei turchi.

8. *** è una bellisimi città è vicino al mare, el clima è troppicali, siemo ottomilli abbitanti oggi domenica c’ la corrida di toro, anche el calcio; ai tantisimi negozi aperto pure anche la dominica; di maggiare semanggia tantisimo riso pesce e marisco y della qualli tanti menetrone; oggi anno si festiegia la festa el segnor delo milagio che fa ogni 22 ottombre, enla strada ci sono tantisimi machina è utubus, ce anche la colina en citta

9. Io vengo dal Marocco da una citta si chiama casablanca La mia citta grande vicina al mare ci sono trobo abitanti da tutte parte del Marocco ci sono povere ci sono ricce ci sono le palazzi grande, ci le fabbrice, ci le ristorante ti trova tanti tipi di mangare ce porto dove fanno le nave ci sono lsupermercate, ce un mercato grande di verdure e di frutte.

10. Io abito in una citta de grande si chiama Bucaresti sono cresciuto in mezo citta fino a etta di 14 ani pero dila non mi ricordo bene dopo sono andato in campania con la mia famiglia ora dove abito ce troppo da fare lavorare al tera al frutta e tutto bellissimo io sono venuto qui in Italia dal 16 ani La prima volta qui in Italia dal 16 ani la prima volta qui in Italia abito In centro dal firenze come ho capito io bene del Firenze che è una citta bellissima e carisima mi piace tanto il domo, la chesa e troppo bella e grande dila vengono tanti turisti del tutte le parte, io vado sempre al Michelangelo sul dal citta a guardare tutto il Firenze e piu bela la citta che h’o visto dal Italia per questo mi sono fermato qui. Questa e tutta la mia istoria.

11. La mia citta e Thailandia Bangkok Pattaya dove io vivo e una zona di mare dove vanno tanti turisti. Negli ultimi anni e cresciuta moltto le squole sono come le nostre però costano moltto. Ma ci sono anche quelle povere. Poi la vita non e cara pero puo diventare cara. Un particolare 365 Giorni a lanno e sempre caldo. Ma il Mese di aprile e come da noi luglio E cambia lanno e quindi Sonkan. Voldire La festa del acqua per 7 giorni. Poi ci sono grandi supermercati grandi. E il mercato del pesce. La gente e cordiale con tutti.

12. Sidnyni

Si e vero che io vivo in thailandia ma durante lanno mi trasferisco in questa citti fantastica come singolo ce un monumento chiamato hopera hus che famoso In tutto il mondo. Dove ci sono tutte le speci. Lavorare e facile ma poi non ce crisi. Puoi scegliere come fati pagare hogni setimana Ho 15 giorni. Pero la vita e cara tipo come l.Italia. Si guida a destra. Nel centro vedi tutti grataceli ma sono ufici e in vece ti alontani dal centro vedi tutte le vilette belle poi sono famosisime le montagne blu, dove ce una legenda. Poi ci sono tantti zoo poi ce la spiagia famosa mundia becsh dove fanno self. La gente e cordiale.

13. La bellissima Casablanca La mia città e conosciuta, perché è una città commerciale che si chiama Casablanca. Casablanca è una città molto moderna e sta a Casablanca la seconda grande moschea al mondo che si trova sul mare. È una cosa bellissima vedere una grande moschea sul mare e sta vicino a casa mia. Il centro di Casablanca è sempre pieno di gente giorno e notte. E stanno a Casablanca anche due nuovi grattacieli che si chiamano le gemelle. A Casablanca ci sono 7 milioni di abitanti: è la piu grande città del Marocco. Il mio quartiere si chiama a Casablanca la “città vecchia”, il più Vecchio quartiere a Casablanca.Il mio quartiere è sempre pieno di gente, perché ci sono tanti negozi e Mercati, e, vicino al mio quartiere, c’è il porto di Casablanca il più grande del Marocco. A Casablanca c’è un bel mare e piscine che sono fantastiche, e tanti altri bei posti per divertirsi e da vedere.

14. Vengo da una piccola cittadina che si trova a sud dell’Albania. Vengo da una provincia di Valona che si chiama Gjorm ed è a una ventina di chilometri dal mare, si trova su una collina e sono in tutto cinquecento case. Di fianco al paese passa il fiume Shushica che scende dalle montagne E va verso il mare. Nella mia cittadina c’è solo una strada che lo attraversa e tante vie che collegano le case con la strada. Su tutti e due i lati della strada ci sono negozi e bar, ci sono anche due grandi monumenti che rappresentano la storia e l’antichità di questo popolo e di questo paese, c’è anche il museo e un centro culturale, c’è un piccolo ospedale e una scuola, e tutte quante queste istituzioni fanno il centro della cittadina.

15. Sono nato in un città si chiama Heerlen, regione Imbeurg, sarebbe sud Olanda. Negli anni 80 fa molto freddo nell’inverno, è bella come la natura e molto fresca, piena di fiore e di alberi. Nel 84/85 ho cominciato studiare a scuola. Studiamo dal 8h di mattina fino a 13h di pomeriggio, e nelle feste ci portano i regali, e si va sempre in compagnia a scuola con gli amici, e non ci sono differenze tra gli extra comunitari e i cittadini olandesi tre volte a settimana c’è il mercato e ci sono le bancarelle di cibo e di fiori, e ci sono tante cose particolari, ma la vita in generale non è cara; quel mercato si chiama Romel Mark, vengono anche dal Belgio e dalla Germania, a fare shopping, perché la città Heerlen è proprio nella frontiera fra Germania e belgio, in primavera nel giorni festivi si va al parco a volte al lago e ci mettiamo sul prato: è bellissimo e pieno di fiori dappertutto. Al centro del parco c’è un lago artificiale con tante papere e cigni. Heerlen e una città molto bella, ordinata e libera.

16. La mia città si trova nel continente asiatico ed il paese si chiama Cina dove si è sviluppato una delle prime grandi civiltà antiche. La mia città, infatti, che si chiama Weng Zhou, ha antiche origini, che risalgono a prima della nascita di Cristo. La mia città prima aveva tanti palazzi e si facevano molti spettacoli. Nel 1937 i giapponesi hanno invaso la città, da quel momento è iniziata la sua rovina. La mia mamma, quando mi ha raccontato questo, mi sono molto arrabbiato e avevo un po’ di paura! In questi ultimi tempi la città si è molto modernizzata e sviluppata, data la crescita economica dell’intera Cina. Della mia città ho ricordi meravigliosi di quand’ero Bambino. La mia mamma mi portava in giro per i negozi e cosi io, già all’età di otto anni, ho imparato a conoscere i vari quartieri. Ricordo molto bene i giardini con molti alberi ed i vari laghetti artificiali, dove mio padre mi portava a giocare con il nostro cane che si chiama fiore. Con il passare degli anni ho notato che la città è molto cambiata, lo spazio per passeggiare, il verde e le aree di divertimento sono diminuite perché hanno costruito case e grattacieli da tutte le parti. Il traffico è molto aumentato e a differenza di prima, quando nelle strade circolavano solo biciclette, ora girano molte macchine.

Io, sinceramente, preferivo la mia città com’era quando ero bambino. Porto sempre nel mio cuore Weng Zhou e spero di Ritornarci presto, per portare a giocare mio figlio nei luoghi dove mi portava mio padre.

17. Firenze!

Racconta il tuo paese

1. Il mio paese è il marocco

della vita nel mio paese

abbiamo le capre le mucche

le leoni le scimme li camello anche latte

di camello pero ce la farutta bouna banane

melle cè la scuola araba anche la scuola francese

ci sono belle donne portano il velo alcune no

il piatto pollo principale tachino del marocco e il patate pomodori zuccine carotte

abbiamo un mercate di vestiti il zuok mercato piu grande è il dove abbiamo delle machine

abbiamo soldati della vita armi

mare bello

2. Mio paese è Bulgaria. Io vivo a capitale Sofia. Il mio paese è piccolo, abitanti sono circa 8(otto) milioni. Lingua officiale è bulgaro. Religione ortodossa ma c’è anche musulmani. Tutti vivono ensieme tranquilla senza precedenti e violenza tanti anni. Capitale è più bella e più grande abitanti quasi due milioni. C’e anche mare si chiama mare nero. Non e bello come altri perro aqua e piu fretta. Ma oni anno vengono tanti stranieri per faccio vacanza. Tutto li e molto bello a me mi piace tanto. Vicino a Bulgaria ci sono Romania Serbia macedonia Gracia e le Turcia

Coccina e tradicionale

3. Io sono albanse la mia capiatale è Tirana e albania è un picolo paese infati ci sono 3 milioni di abitati. Albania vicino a Italia ala grecia e la bandiera albanese e rossa con un aqula nera con due teste. In Albania ci sono tante aqule nere e per questo e ciamato il paese di aqule.

4. Io sono rumeno, vengo dalla Romania. È uno paese molto bello. Capitale di romania è bucarest. Se parla lingua rumena. Ce siamo Moldoveni, Olteni, tanti che tutti che ha uno specifico caracter guando parla. Tante cose.

Si fano tante cose che qua non si fa.

Italiani mangia pasta tutte giorni, rumeni no. Rumeni mangea tutto natutale non con chimiche.

5. Il mio paese si chiama “Marocco” un regime unita, nel nord est di Africa. È un paese deviso un due giograficamente.

La parte del centro e nord ha una clima diverssa freda dinverno che del sud che tutto sdhar deserto popolato solo su costa ociano atlantico che è nel west di tutto Marocco dalla citta Kelmin nel la frontiera tra Marocco e Mauritania a Tangere chi si trova nil lo stato di Jabal Tarik.

La parte sud del mio paese, si parte da “Marakech” in su, c’è una clima troppo calda arriva fino a quarentotto gradi.

Per le costa abiamo due una sul Meditiranio da “Tangere” lunga fino a Berkan milla cinque cento chilomitre. E Lalltra da Tanger a “Mauretania” per le montagnia ci son hanno diviso el Marocco in due.

La est della montania dove si trova più vitta e bitante acricoltura le citta ell peù grande del Marocco si trova nel est de paesi presepio-Agadir-Marakch-Fes-Casa Blanca-Koniera-Maknes. Queste son citta marochine el peu popolate.

Per agricoltura el Marocco è famuso per la riccessa di frutta e verdura. Lo sapere chi el consomasione di la frutta e verdura in Europa 70% Arriva dal Marocco.

Come abitante siamo sessanta milione comandati da la familia rai si chiama “Mohame Sessto” soto rai viene el presidente e minesteri chi vie scelto dal poppolo.

Quando sono andato in giro in mio paese come si sono stato in quatro paesi.

Agadir, Marakech.kalaa Bani Malal. Maknes. Madidna. Konetra. Araich. Barkan. Sono di citta agricolturi coperte di albere di arancia oliva mele pera pesca ci sono anchi campi di virdura e frutta tante-tanta

Spostanto da Marakech lungo la montagna e quasi come se stai in un paese de nord Europa.

6. Il mio paese è la Romania!

La Romania si trova in est Europa. La capitale di Romania e Bucarest. Il capo del stato è Traian Basescu. Le industrie sono falimentate dopo la revoluzione. La romania è un paese ricco ma ci sono tropi poveri. In torno alla Romania ci sono i paesi Uncheria, Moldovia, Ucraina e Bulgaria.

La mangiare di base in Romania è la minestra e la carne.

La bandiera di Romanie è rosso, giallo, blu.

In Romania ci sono tanta agenti disocupati sensa un lavoro e vadono fuori dalla Romania per trovare un lavoro.

La popolazione è da ventuno milioni.

7. Italia!

Racconta il tuo viaggio

1. Vi raconto il mio viaggio.

Nel 1999 uscito il mio nome nella lista in officio colegamento, in Tunisia, per lavorare all’estero in italia, ma mi hanno chiesto 3 cose i soldi 3 milioni e 4 cento dinari, e un indrizzo come alloggo, naturalmente in italia, e una diploma di un mestiero, non è stato cosi dificele a trovartle, comunque lo presentato totti quelli che mi hanno chiesto à lambacciata italiana, e mi hanno dato un visto nel passaporto 3 mesi e 15 giorni. Dopo una setemana ho la partenza. Comincciato a salutare I miei cugini e i miei zii. E arrivato il momento di partenza il voloTunisi-Roma. E comincciato a pensare. Come arrivo a Roma. Già avuto un po di brividi e paura. E chiedo a me stesso lindrizzo e giusto o no? Doppo un’ora di volo arrivo a Roma e comincciato a telefonare al l’uomo quello che mi ha dato lindrizzo. E non lo trovo. Meno male che so già parlare un po italiano, se anche non trovo qualque parola, cerco sul dizzionario e chiedo a chiunque lindrizzo. Comunque sono riuscito a trovare il paesino e da li cominciato una vita di viaggio temporaniamente veletri. 2 mesi napoli 3 mesi olanda 2 mesi milano 1 mese bologna 1 settimana firenze 3 anni e mezo. Già un longo viaggio.

2. Ogni uno ha dei bel ricordi e posti e viaggi e anche brutti, pero rimangono sempre nella mente. Io mi ricordo tempo fa ero in marsigla e volevo andare in barcelona, era con me un amico mio che si chiama aid siamo partiti al treno di mezza notte, io ero molto piccolo e il mio amigo era piu grande di me, e avevamo paura di incontrare la polizia della frontiera, pero lui aveva paura più di me e eravamo sempre attenti. Quando siamo arrivati nella frontiera fra Francia e spagna a port po’ erano laguadia della frontiera, e abiamo deciso di passare davante di loro, e siamo passati davanti di loro e andata bene, e dopo abiamo preso il treno che va diretamente a Barcelona. Quando siamo arrivati, nel stazione Centrale di Barcelona mi sentivo strano e vedevo nouva gente nouva lingua e tutto unaltra cosa. E dopo il mio amigo andato a Madrid, e io sono rimasto a Barcelona con il mio zio. E per l’espagnoli sono dei gente che bevono tropo e amano divertirci e festegiano tanto. E voglio dire che e bello girare il mondo e conscere tante cose.

3. E questo e il mio racconto del viagio che ho fato x venire in Italia. Vevo solo 16 anni quando o pensato x la prima volta di venire in Italia. Era una coa che io desideravo tanto, xche in Albania si parlava che in Italia si sta molto bene, e anche quando guardavo la televisione mi piaceva molto. E allora ho deciso di prendere il mio viagio. Era di giovedi, ed era una giornata molto bella, il mare era calmissimo, cosi ho parlato con un mio amico e li o deto che x me era arrivato il giorno di partenza, li chiesi a lui se voleva partire con me, ma lui avendo a casa tre sorelle e la madre mi ripose che non poteva, allora io decisi di partire da solo e salutai il mio amico dicendoli che l’avrei chiamato apena arrivato, sempre se io ce lavrei fata. Dopo di che sono pasato da casa a dare un bacio al mio fratelino che allora aveva solo 10 anni, pero non li o deto che quella sera mene sarei andato ne a lui, ne alla mia mamma. Ho preso a casa un paio di pantaloni e una maglieta, sempre di nascosto, xche se mia mamma mi vedese, mi avrebe chiesto dove sarei andato, e io non avrei saputo cosa dirgli. Usci di casa e andai alla fermata di autobus per valona, presi quell autobus alle ore 6 di pomerigio e arrivai a valona alle ore 9 del steso giorno, il problema era che io non avevo nesuna lira con me, pero contavo molto su dei amici di mio padre, e cosi ho fato, sono andato vicino al porto in un bar, dove sapevo di trovare delle persone che io conoscevo atraverso al mio padre. E infati e andata cosi, li o visto una persona che conoscevo. E lui era proprio uno di quelli che faceva quell lavoro. E li o chiesto subito se mi poteva aiutare, e mi ricordo che lui si e messo a ridere dicendomi, che cosa posso fare io x te, che tuo padre non puo fare? E io li o dedo subito di coa avevo bisogno, e lui mi dise, ma tuo padre lo sa che te vuoi partire, li disi di si, anche se era una buggia, pero lui mi a creduto, e mi a deto che sarei partito quella stesa sera, io ero talmente felice che non capivo piu niente quando parlava, mi dise di aspetare li cosi lui quando arrivava l’ora mi poteva trovare facilmente, e io cosi o fato, o aspetatoli, ed ero molto anzioso di rivederlo, xche sapevo che quando lui ritornava sarei partito, e infati cosi e suceso, e venuto li e mi ha detto che potevo seguirlo sul suo furgone, dove erano altri 24 persone. Siamo partiti verso la spiagi dove ci aspetava il gomone, e quando siamo arrivati ci anno fato scendere in freta, cosi non ci vedeva nesuno, e cosi abiamo fato, siamo scesi dal furgone in freta, e siamo saliti sul gomone, e a dire l’averita quando sali sul quell gomone mi ha preso un po male, xche non sapevo quando vedevo il mio fratelino e la mamma, invece il mio padre l’avrei visto molto presto xche lui era gia qua. Pero mi proucupavo delle sberle che mi avrebe dato quando mi vedeva. Ma comunque ho iniziato il viagio, quando eravamo molto lontani alla riva, praticamente non si vedeva piu niente cera solo mare, era una cosa molto paurosa, ma devo dire che a me mi piaceva molto. Abiamo avuti come tutti delle soferenze in mezzo al mare, soprattutto il fredo xche eravamo tutti bagnati, ma comunque celabiamo fato e siamo scesi a lecce, dove ci aspetavano delle altre machine che ci portavano fino alla stazione di ferovia. Facendola corta, dalla stazione ho chiamato il mio zio e li ho deto che mi trovavo in italia e che ero alla stazione di lecce, cosi lui e venuto a prendermi.

Questo e una parte del mio viagio.

4. Tre anni fa ho lasciato il Marocco per problema di lavoro, quando sono partito ho preso l’areio verso la Turkia. Perche io conosco un mio paesano che fa trasportatoredi persone in Greccia, sono stato con lui una settimana nell’hotel. In una citta che si chiama Istanbul, dopo abbiamo preso la nave con decomenti falsi Verso la Grecia, sono stato in Grecia tre anni con i miei a. era una città veramente incredibile. E ho cambiato la mia idea per andare in Italia per visitare un amico. E per visitare una città che mai ha visto però il problema dei documenti non mi ha lasciato tornare in Grecia e sono ancora qui. Non losso che devo fare.

5. Ho lacciato il mio paese dal 2004 per andare in Italia, un giorno ero a casa con mio amico abbiamo decisso per andre via da questa cita siamo andate a Tangeri simo stati a tangeri 15 giorni con mio ameco dopo, siamo lacciati io tornato a Rabat e mio ameco andato a Casa blanca trovato un lavoro con mio zio. Un giorno sentito che mio amico ghe già pasato è andato in Italia. Da lì sono andato a Tangeri trovato un camion al porto sono saleto al camion ero viccino lirotte nascosto. Per non vedrmi della dogana sono stato soto camion quasi due ore nascosto. Pasato qualche minoto mi sentivo camion già entrato in nave. Dopo mezzo ora sono scezo per controlare. Non c’è nisono ho tornato in camion. Dopo un po’ siamo arivate in ispagnia. Ho lacciato camion e scapato. Ho dormeto fori quilla note. La matina ho contrato un ragazo ispagniolo. Sono andato con lui a casa fato la doccia cambiato vistete. Ho parlato con lui, ho deto che volio andre a Barshlona. Llui andato per comprarmi biglieto. Per a Barshlona. Sono parteto al giorno dopo. Sono arivato Barshlona. Ho remasto 15 giorni senza casa dormo fore. Un giorno incontrato due marochini ho parlato con loro, ho chesto auotarme per andare in Italia. Mi hanno auotato. Hanno comprato biglieto per Milano. Però viagio firmato al mezo sdrada a Vintemiglia, sono stato le un giorno. Dopo ho comprato anltro bilieto per Milano. Sono arivato Milano. Da Milano a Firenze. Qua a Firenze ho lavorato due anni da moratore. Un giorno stto camminando in centro mi hanno firmato carabineri sono senza dicomenti, mi hanno portato in cazerma e ho 17 anni mi hanno portato in comonità. Sono stato cuatro giorni e scapato dopo perso lavoro. e cominciato la vita di merda: spacio e fumo e bevo alcol e mi sono trovato in carcere.

Perche sono vunoto in Italia? Ero giovane apenna lacciato la scuola io sono lontanato da casa mia e ora ho una figlia e sono sette anni che non tornato in Marocco.?

6. Il viaggio che mi portava da Castelfiorentino a Volterra durava un’ora e spesso incontravo solo animali e allora durava di più. Allora possedevo una due cavalli e le forze dell’ordine mi fermavano almeno una volta a settimana. Avevo sempre la macchina fotografica con me. All’andata le colline, i boschi, il cielo mi riempivano. Al ritorno i prati d’erba, gli uccelli e il paesaggio mi svuotavano. Era faticoso ma nutriente. Ora da dove abito a Firenze per arrivare a Sollicciano il viaggio dura sempre un’ora, non possiedo più un’auto e cammino o pedalo e uso i mezzi pubblici. Incontro solo persone, strade e case. Io e loro ci riempiamo o svuotiamo sullo schermo del telefono.

Il passato in Italia

La tua città italiana

1. Prima di partire della Romania sono deciso di andare in Italia, a Roma. Qui quando sono atterrato mi ha preso un amico con la macchina e siamo andati a casa sua. Secondo giorno cui ha detto che mi porta in citta per visitare centro storico e alttre cose belle di roma. In sieme siamo andati al collosseo vaticano e a palazzo di giutizia. Quando sono entrato in vaticano o vissuto tantte tombe dei papi morti. Per la via del palazzo di giustizia verso collosseo sono tantte statueti con cellebri imperatori romani come: Augusto pinocet, traiano, cesare…!

2. Sono stato a Firenze quattro mesi, è veramente una citta bellissima, meraviliosa, turistica, e la piu famosi del mondo, perché è un centro storico e culturale. È anche una città moderna piena dei locali dove pasare il tempo, anche i ristoranti sono moderni. Le cose che mi piacciono sono il Dumo, santa croce e Ponte vecchio anche le biblioteche. E mi piace di più passare il capodanno a Firenze. Perché i fiorentini passano le feste in alta moda.

3. Sono stato in Toscana prescido a Pisa. È una bella città organizzata e meraveglioza. Conociuta da tutte il mondo per li opera della tore nelle estate arivano il turiste per vedere e trascore la loro vacanza a Pisa. E anche il mare sua è fantasticco e pulito. E viene tagliata in due da un fiume. Nella notte diventa come un teatro. Tutta la gente mettano a sedere su il muro del fiume e si godono i tramonto e vede le copie che passiegano a lungo ile fiume. Per quelta mi piace la città che ti fa rilassare e mi sento come a casa mia.

4. La mia citta dove ho visuto il tempo piu a lungo è Livorno. Perché mi sono inamorato la prima vista. È una citta picola bella è tranquila. A livorno sono venuto dalla Milano dove sono stato per 2 ani. Nel 2006 maggio ho visto per prima volta Livorno. Era note. Sono arivato in treno. E venuto il fratelo alla stazione. È ci siamo andati a casa sua. Il secondo giorno sono usito a visitare.

5. Prima intrato ha Milano è visto sansiro andato diomo è visto un nuomo doro. È tanti metro virdi. Rosso. Dgialo. Plu. Sie tanti la strada. Pulmani. vetrine. Tanta dgente. Tsie la moda. Sie scarpe. Le vestite tropo la moda. Tie palatze grandi. Dzardini parco trino vitsino sansiro. Sie tanti marocco. Anche anbanize. Tunezene.

6. prima di partire per l’Italia ho pensato con un’amico in quale paese dobbiamo andare, quell’era Roma. Noi siamo decisi di partire con l’ario dal timisoara con destinatione Roma, quest’era in anno 2005, quando siamo aterati all’eroporto ci siamo andati all’hotel dopo quale io ho fato una telefonata all’amico di mia ragazza e ci siamo andati tutti a mangiare al ristaurante. Secondo giorno in sieme ci siamo svegliati la matina, e siamo andati a vedere Roma e incontrateni qualche conoscenze per trovare qualquosa di lavoro.

7. Il mio passato in Italia è diviso in tre, tra l’Emilia, il Veneto e la Toscana. Mi sono riempito di tutti e tre, come se avessi vissuto tre vite diverse. Per cultura, dialetto, abitudini e cibo. Immagino perciò la vita di uno dei miei allievi. Quando arrivi in un posto tendi a conoscerlo, poi a rinchiuderti nella cultura in cui sei vissuto: cibo, lingua, tradizioni, religione. La cosa che ho fatto io è approfondire la mia cultura iniziale, per poi mescolarla con le altre. Difficile ma piacevole e anche divertente.

La prima casa da emigrato

1. La mia prima casa da emigrato in Italia sono stato a casa bandonata per 30 giorni poi sono andato a casa di un amico per 10 giorni poi io altri due persona erano il mie cogini abbiamo affittato una casa tramiti agensia anno chiesto 550 a mese tre mesi di anticipo e anchi il primo mese e 550 per lagensia fanno 2750 di euro questo il primo affitto in Italia.

2. Io è là mia famiglia per là prima volta in’Italia siamo venuti nel 1998 è siamo andati a apogiarsi dal mio fratelo. Per quasi 2 ani è poi mano mano siamo andatti a vivere in affitto. Abiamo preso un casa con due stanze è il bagno è la gucina è con due balconi è da quasi 11 ani ché siamo in affitto In questa casa che la mia banbina che sta crecchendo i padroni di casa sono due anziani che sono emigrati da calabria tanti ani fa è ano costtruito la loro casa come casa è molto particolare perche e lultimo piano è che una bella vista io è mia moglie da quasi 2 ani che la casa lo abiamo comprato la casa e nella zona di Prato. È un postto molto belisimo. Anche la banbina cha tutti i suoi. Amiche è amiche. Che, anche la scuola molto vichina di casa.

3. La mia prima casa è stata a Milano con 4 personi la casa e un appartamento ci sono 2 camire è un bagnio e cucina. Paghiamo 800 cento eoro all misse. Ma la casa che ho visuto di pio con la mia ex ragaza abitavo con lei e suoi genetore a San Lorinso per 7 anni io è la mia ex paghiamo meta, i suoi genitori. Paghano metta sarebe 300 eureo all’ misse. La casa arivata in centro di Firenze abastansa grandi è ha due camere è bagnio è cucina e saloto è multo ordinata lunica casa chi mie piaciva perche mi sento come sono con mie genitori non come abite con mie paesani è tropo diverso è quista la prima casa chi mi peaci da emigrato

4. La mia prima casa da emigrato in Italia e stata a Campiglia Maritima era una bellissima casa in campagna vicino alla stazione di ferrovie. Avivo 13 anni stavo con il mio fratello e tante altre amice era una casa di duepiani il contrato stato durato per quatro anni e poi stato rinovato per altre quatro e poi sono stato trasfireto a PIOMBINO E PROPRIO BELLO STAVO CON IL MIO ZIO IN PIAZZA BOVIO LUNGO MARE CORSO VETTORIO EMANUELLE SONO STATO FINO ALL’ANNO 2009 PER ME A PIOMBINO SONO STATO BENISSIMO

E LUNGO MARE L’HO SOGNAVO DA QUANDO E BAMBINO. SONO STATO IN QUELLA PER 3 anni e poi sono gabiato quando sono iniziato a lavorare anzi spacciavo ho preso un’altra casa a Cala Morisca Salivole sempre nel piombinesi e ora sta la mia sorella cio’ il contrato 4+4 anche questa viale del mare con la vista sull’isola d’Elba E così sono state miei 3 anni dell’alloggio

5. Sempre riccordo il mio primo pereodo da quando andato via del mio paese: avevo quindici anni, era il pereodo più duro è deficcili nel vita mia. È stato in Grecia, con diverssa lingua e nuova vita non è come il mia la cosa più emportante ho bisogno a posto di dormire, ho trovato un amico, mi ha ospitato in casa sua per qualchi giorni. Sono stato precopato: per che non riesco rimanere tanto in casa sua, ho cercato di avere un posto o una casa. Doppo qualchi giorni ho trovato un altro amico anche lui ha la mia stessa problema. Abbiamo affittati un monolocale, con piccolo salotto è bello e una camera da letto con due letti e due armadi e una scrivania e un comodino tra i nostri letti c’è anche una finestra, più il bagno e la cucina. Dala camera da letto posiamo videri la strada per che abitiamo a piano terra. Il primo mesi era deficcili perche abbiamo paghate un mesi anticipato, ma dopo ce l’ha abbiamo fatta.

6. A Gorgonzola, un appartamento al primo piano. Con la mia compagna e il mio miglior amico. Non avevo mai abitato in un appartamento, in un condominio. Tre stanze e la cucina. Alcuni mobili c’erano, altri me li regalarono gli insegnanti conosciuti nei corsi volontari per i migranti. Avevamo una televisione in bianco e nero (nel 1990) e sullo schermo incollavamo immagini a colori, così da vedere solo alcune parti del video.

Le differenze tra il tuo paese e l’Italia

1. Vengo dal Marocco ho 34 anna differenze tra mio paese è l’italia

1 le cè sono mie ginitore quissto primo.

2 La la coltura è diversa

3 si te lavori con poche soldi che quadani te fano mangiare con tutta la famiglia te basta e te avansa l’Italia si te prendi 100.00 euro te basta ne anche a pagari lafetto.

Nostro paise con poco che quadani si po mantenire la tua famigli e quista la differenze.

2. Raconto la differenze tra il mio paese e l’Italia. Praticamenti la Tunisia e una bella citta solo che ce un po’ di poverta rispetto a l’Italia, poi l’Italia un paese cristiano inveci la Tunisia un paesi di islamici. Sinceramenti io sono stato tanti anni in Italia e molto bella mi piace però la cosa che mi fa oddiare quisto paese(l’uomo sessuale)

3. in Italia vivere. La pasta più famoso. Quando si magia cena. Ci sono il primo piatto. Secondo piatto. E anche terzo piatto. Invece in Cina a cena ci sono tanti cibi sulla tavola insieme. E poi cucinare fiama più grande. Noi cinesi non magiamo il cibo crudo. È quando magia si l’usa con le bacchette. Non come italiani sempre con le forchette. Ci sono tante tante cose. Differenze. Pero ora chiudo qui.

4. Mio pais è un pais tropo diverso a l’Italia. Nella argentine la donna sono più bella che aqui l’Italia. L’Argentina la carne più buona di tutti il mundo. E non sono rasista come aqui l’Italia. Però per non dirte di bugia a me mi piache di più Cile per che è un pais dove io è creciuto e dove si trova la mia famiglia e mi piache di più la cultura e la gastronomia cilena.

5. Le differenze tra la Tunisia e l’Italia è chiara. Perche lItalia è davanti a noi di cinquanta anni di ticnologia. Ma nel modo di vivere e morire. Anque in Italia la clima è diverza, da noi non cade sotto zero. L’italia è piu fredda. All’inverno in Tunisia le strade piene dacqua in vetce qui non è sempre polita. Il governo in Tunisia non è stabile e cie anche una guerra ccivile. Invece qui anno la tranquillita e anno la problemadi sopraffllamente di carcere.

6. Cosa amo e cosa odio dell’Italia. Io amo la bella vita in Italia perche un paese fantastico. Il mio pensero cerco che avrò una bella famiglia, per sestemare la mia vita e mi trovo un posto di lavoro. Quelle che mi odio in italia è la legge che non ne è uguale per tutte. E mi odio il carcere perche una vita dura mai ho pensato finici e per me dentro le zbare per quiesto odio il carcere. El resto in Italia perme una bella vita me manca solo libertà.

7. Ho arrivato qui a italia ho trovato tantte differenze tra il mio paese è l’italia. È cambiata la mia vita. La prima cosa qui mi chiamano estraniero che mai sentita in vita mia. Anche la lingua none lo stesa. Ho trovato qui una cosa emportante l’araggione e deverso cosi cabiano tante cose. In il mio paese le donne non escono tropo dal loro case ma qui escono che piu belle e libire di piu dal nostre donne. In il mio paese non abbiamo la democratea come l’italia anchi il deriti non siamo eguale. Al mio paese devi lavorari tutti la famiglia per vivano abbiamo di pui movimento in le strade pieno del comersio. In il mio paese sempre il nostro mangiari rosso e pecanti in Italia bianco di piu e non picante

8. Il notro paese di origine è diventato l’Italia e c’abiamo tutte le case in Italia e ci troviamo bene perché ci siamo nati e cresutti in l’Italia. Cosa mi piace dell’Italia mi piace che primo non sono razisti secondo perché io sono nato in Sardegna e cio la casa vicino all mare la seconda casa cio a Latina in provincia di Lazio e pure lì cio vicino al mare i miei 3 zii stano in Sardegna il resto siamo tantti tanti chi sta a Roma chi sta a Milano siamo dapper tutto.Per noi l’Italia è paese nostro Ci abiamo pure degli atività SRL recupero rotami ferosi e industriali In Sardegna. E un’altra ativita sempre SRL. Recupero e smaltisco residui plastici Noi siamo l’italiani al 100×100.

9. Il mio paese è un’Italia diversa.

CONTINUA…

Nota. L’immagine di apertura è un fotogramma tratto dal reportage di Pier Damiani D’Agata dal carcere di Sollicciano, Un viaggio nel degrado, andato in onda su Rainews il 19 maggio 2026, disponibile online.

Le altre parti dell’antologia:

Scrivere dal carcere, in italiano. 1

Scrivere dal carcere, in italiano. 3

Scrivere dal carcere, in italiano. 4

Scrivere dal carcere, in italiano. 5

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