Pellestrina e Lido di Venezia, agosto-settembre 2026. Immagini scattate a tre manifestazioni contro un’operazione immobiliare a ridosso di un’oasi naturale tra Laguna Veneta e Adriatico. Con una nota finale, a cura di Altrochemestre.
Pellestrina, 7 agosto 2026









Lido, 4 settembre 2026



















13 settembre 2026, Pellestrina, Caroman









Immagini. Le foto sono di Piero Brunello, Giacomo Endrizzi, Maria Morganti, Luca Pes, Giannarosa Vivian.
Nota. Il sito del Comune di Venezia decanta l’area naturale di Caroman[1] come “uno degli ambienti dunali più integri di tutto l’alto Adriatico dove si possono trovare associazioni vegetali ormai rare e specie animali di pregio”, tanto da essere salvaguardato da vincoli comunali, nazionali ed europei.
Al confine con quest’area protetta sorgeva dai primi anni Quaranta una colonia marina di suore canossiane, dismessa nei primi anni Novanta e venduta vent’anni fa alla Ca’ Roman Srl, con sede a Sottomarina di Chioggia. Nel 2009 la società Ca’ Roman Srl presentò all’allora giunta comunale di centrosinistra del sindaco Giorgio Orsoni, un progetto di costruzione di 84 unità abitative. Le associazioni ambientaliste iniziano a mobilitarsi.
Nel maggio 2012 la Municipalità Lido-Pellestrina diede il parere favorevole. Il progetto ebbe il via libera pochi giorni dopo dal Consiglio comunale di Venezia, e fu approvato dal commissario Zappalorto nel 2014.
Nel 2017 il Tar del Veneto annullò il piano accogliendo il ricorso di Italia Nostra; nel marzo 2024 il Consiglio di Stato ha confermato definitivamente l’illegittimità del progetto. A seguito di questa doppia bocciatura, la Società Ca’ Roman Srl ha presentato una variante, riducendo il numero degli alloggi da 84 a 77.
Nell’autunno 2024 la giunta Brugnaro ha dato il via libera al nuovo progetto, presentato dallo studio Mar di Giovanna Mar. Giovanna Mar è sorella di Paola Mar che, dopo aver lavorato per oltre venticinque anni nello stesso studio di architettura fondato dal padre, dal 2020 era assessora al Patrimonio, alla Promozione del territorio, all’Università e alla Toponomastica, mentre nella prima giunta Brugnaro (2015-2020), aveva retto l’assessorato al Decentramento, al Turismo e alla Toponomastica della Municipalità.
Dopo le elezioni comunali del maggio 2026 e la formazione della giunta presieduta da Simone Venturini, si è rimesso in moto l’iter amministrativo. Il 23 luglio 2026 la municipalità di Lido e Pellestrina, riunita nella sede del Lido e non di Pellestrina, ha dato parere favorevole al progetto.
Nello stesso tempo si manifesta una nuova e più ampia protesta al progetto.
Una petizione online, “Ferma la costruzione delle 77 villette a Ca’ Roman”, lanciata il 25 luglio 2026 sulla piattaforma change.org, ha raccolto fin da subito molte adesioni, tanto da arrivare a metà settembre a circa 50mila firme.
Il 12 settembre 2026 è reso pubblico un appello di “ricercatori ed esperti appartenenti a diverse discipline scientifiche”, che chiedono di “tutelare l’area, fermando i lavori previsti e riqualificandola in modo veramente sostenibile”.
Contemporaneamente si forma a Pellestrina il gruppo “Pellestrina per Caroman”, che promuove, assieme ad associazioni ambientaliste, un primo presidio di protesta a Pellestrina il 7 agosto 2026, a cui seguono altre due manifestazioni: il 4 settembre 2026 al Lido (striscione di apertura: “Zo le man da Ca’ Roman”) e il 13 settembre con un corteo da Pellestrina a Caroman, a piedi lungo i Murazzi e in barca in laguna (striscione di apertura “No 77 villette Ca’ Roman”).
Il 22 settembre 2026 il comitato “Pellestrina per Ca’ Roman” ha inviato un appello al presidente della Repubblica Mattarella, garante della Costituzione (nell’articolo 9 la Repubblica tutela “il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione”), con la richiesta di annullare la costruzione delle villette, promuovere “una trattativa extragiudiziaria di compensazione per la minusvalenza economica nei confronti dei proprietari privati”, e adibire l’oasi a un centro di studi per i cambiamenti climatici per il mare Adriatico (Lorenzo Mayer, Ca’ Roman, ora l’appello al Presidente Mattarella, “Il Gazzettino”, 23 settembre 2026, p. 8).
Sulla storia dell’area, e sugli inizi dell’iter amministrativo del progetto, vedi Giannarosa Vivian, Il Villaggio marino di Caroman. Una gita e un libro (agosto 2012).
Sulla ripresa dell’iter, e sulle ragioni della protesta, vedi Gian Antonio Stella, Nell’ultima oasi di Venezia spuntano 77 villette per turisti: le proteste contro il progetto tra le dune di Pellestrina¸ “Il Corriere della Sera”, 12 agosto 2026. È Stella a far notare che il progetto approvato era opera della sorella di Paola Mar. Per le proteste di luglio e agosto 2026 vedi 77 villette nell’oasi di Ca’ Roman, cresce la protesta: ottomila firme in due giorni, “Venezia Today”, online, 27 luglio 2026; Leonardo Bison, Il caso Ca’ Roman sulla stampa nazionale e internazionale. 44 mila firme contro le villette, “Venezia Today”, 14 agosto 2026.
[1] Fino agli anni Sessanta del Novecento, la località si trova con la denominazione “Caroman”; da allora (e già nel Censimento del 1961, Istituto centrale di statistica, Roma 1965, p. 23), compare e tende ad affermarsi la grafia “Ca’ Roman”.

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