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Scrivere dal carcere, in italiano. 3

14/06/2026 Claudio Pedron || Documenti

In cella e in classe: le regole per la convivenza. La giornata e le immagini di sé. Letture, tempo e musica. Antologia di temi scritti da detenuti che frequentano i corsi di prima alfabetizzazione del carcere maschile di Sollicciano (Firenze), raccolti tra il 2001 e il 2015 dal loro insegnante di lingua italiana. In calce a ogni argomento, il tema svolto dallo stesso insegnante.

Il presente

Il primo giorno in carcere

1. Un anno e mezzo fa, ho fatto un reato a mezza notte. In centro di Ferenze con il mio compagno e dopo trenta minuti è arrivata la polizia per cercare che è fatto quella brutta cosa. Poi il mio compagno è scapato. E io sono stato arrestato, la polizia me hanno portato alla questura di firenze, hanno fatti le impronte per conoscermi. Sono stato tre giorni in questura. Poi me hanno portato in carcere di sollicciano. Quando sono vicino alla porta grande ho provato una cosa che mai ho provato nella mia vita. E poi sono entrato in matricola. Sono fatto le impronte anche le foti. Dopo la polizia del carcere mi hanno datto, linzuola, due coperte e piatti. E sono andato in cella con altri detenuti. E cosi il primo giorno del carcere comincia con la rabia anche il dolore…

2. Prema volta in carcere di Firenze mi hanno arristato carapiniere per spaccio di droga e mi hanno portato in caserma passato dui ore li e dopo mi hanno portato a Sullicciano e mi hanno perquisito e dopo direttaminte al isulamento ho passato 5 giorni gli mi ha chiamato psecchiatra mi ha fatto degli domandi e andato tutto pene con la psecchiatra quil giorno per mi un manicomio pui dopo mi hanno spigato altri amici chi erano gli mi hanno ditto chi quisto posto sichiama cintro di dogazione per tutti noi c’e vogli forsa e coragio perchi carcere solo passagio

3. Io sono stato arrestato a Singna in flagrante quando rubavo. Prima di a mi portava in carcere sono stato all’hospedale per fare il tac, dopo quale sono purtato in carcere, arrivati qui mi hanno fato perquizioni e mi ha preso la colana d’oro Il telefono, il portafolio, mi ha fato la foto e mi ha preso le impronte. Mi hanno deto che sono pronto per andare in cella, mi hanno dato un cucchiaio, una furcheta, un piatto, un’lezola e una copertta dopo che mi hanno purtato in cella sono stato guazi venti minuti e mi hanno portato la visita medicale, dopo sono ritornato in cella. La tri giorni mi hanno portato In seczione quinta dove sono stato fino ora.

4. Magio 2010, mi recordo a mezzanoto a Firenze sono ristato, per un spacio a ponte Santa Trinita, mi anno ristato il carebenieri di Borgole Santi. Ho fatto due giorne al questura sansa nienti solo aqua. Terzo giorno, mi anno portate per la vostra machina al carcere, apena intrato hanno fato perquisizione. Da questa momento ho pensat chi questo carcere è duro. Comonqui, subito dopo sono andato a loficio dil matricola, per fare prontegitale. Quanto ho fato tuti, mi anno portate a tranzito, domani matina, mi anno chiamato visita midica, e sono tornato a cella. Mi ha chiesto? si prendevo quelche stopefacende, o psicofarmace, ho mi serve quelchosa per calmarmi. Comi visto non mi servi nula, mi fato un’altra domanda? Si cila un prublema con quelchuno ho divito dil contro. Comi io la prima volta non problema con nisuno, poi tornato cella. Dopo tre giorne mi anno cambiato il posto. Ho portato giodisiario, sono fermato avanti loficio, c’è sono tante gente pensiare, mi fato intrare un seziono tropo lunga dovi cè sono tante gente. Io oncora non loso dovi sono? Per me un mondo nuovo, e sono pasato avante un paio di cella, avisto gente mi ano guardado strano! Io non capice nula, sono intrato a cella. Ho trovato due ditinuti, e sono salutate loro. Mi sono chiesto tante domanda. Da dovi sei? Per chi cosa Ristato?… e piano piano sono abituate. E va bene cosi.

5. Io vengo da Belgio, sono venuto con l’autobus arivato qui in Italia per spacciare e dopo torno da Belgio, ma sono arestato qui in Firenze, alla stazione. Io venuto in Italia perche qui c’e tropi cliente. In Toscana . è arivato perche c’e anche credito da quelo cliente. El primo giorno in Italia sono venuto in stazione di Firenze con un amico da Belgio noi siamo intrate in bar de dopo se stato arestato con squada mobil è andato al quistura dal Firenze e fasciamo percuizasione Io e naltro amigo e fasciamo inpronta en foto grafia e dopo uscito mio amico e io arestato e venutu in carcere. Dopo fato loro per me percuirisione qui in carcere e fato anche inpronta di nuovo e dopo anda in tranzit e un giorno.

6. Non mi hanno mai arrestato ed esco ogni giorno dal carcere.

Il primo giorno che sono arrivato a Sollicciano ho capito cos’è un carcere “moderno”. Mi avevano detto che il progettista si era ispirato al simbolo di Firenze e aveva dato alla struttura la forma di un giglio. Io ho visto solo sbarre e cemento precipitati nella periferia fiorentina. Nessun autobus arrivava vicino alle carceri (di fianco ce n’è un altro più piccolo, il “Mario Gozzini”, carcere allora a custodia attenuata). Ho dato i documenti e mi hanno squadrato e fatto entrare, dopo un controllo al computer e telefonico. Ad attendermi c’era un collega che mi ha portato allo spaccio per offrirmi un caffè che io, però, non bevo. Ho notato che era molto empatico con gli agenti e il dialogo verteva sempre sul calcio e la Fiorentina. Alla porta carraia mi hanno chiesto di posare telefono e borsa. Ho preso i libri e l’agente ha voluto vederli. Erano i volumi dell’Ordinamento Penitenziario, cioè l’insieme delle norme che regolano l’organizzazione degli istituti di pena e le modalità di esecuzione…) e mi ha chiesto come e perché li avevo. Dopo la mia spiegazione mi ha detto che non potevo portarli dentro. È iniziata una discussione che è stata sedata dalla mediazione del mio collega con un “chiederemo l’autorizzazione”. Ero sorpreso e amareggiato, ma poi son rimasto di pietra quando l’agente mi ha detto “tanto qui valgono gli ordini di servizio, che superano l’ordinamento. Dopo un breve tratto allo scoperto siamo entrati nel carcere vero e proprio reparto maschile. Almeno così pensavo, invece dopo altre due porte blindate e la richiesta del nominativo abbiamo percorso altri corridoi e scale, arrivando infine alla rotonda dove ho contato le molte porte blindate e ho intravisto due corridoi lunghissimi. In uno, prima di superare il cancello per entrare a scuola, ho intravisto con stupore, un agente in bicicletta. La scuola era un reparto a parte con moltissimi murales colorati, un’aula computer, una biblioteca e le aule piene di luce. Con la scuola fu un impatto positivo ma durò un giorno.

Descrivi la tua cella

1. La mia cella e quasi tutta dissumana in cella siamo in tre persone io dormo in lultimo leto e sopra in soffito e pieno di mufa e quasi inabitabile la cella lo puliamo quasi tutti giorni in cella non ce ne lampadine ne televisione funziona bene da tutte le parti entra aria in bagno manca specio e i muri di cella sono tutti sporchi

2. Bene prima di tutto, la cella è una stanza piccola dove dobbiamo comdividere 3 persone. Quindi la comvivenza non è buona a volte. perché siamo di diverse religioni e nazionalità. Anzi, non parliamo anche la stesa lingua. Io credo che ciò non cambiarà mai perché è un problema di questo paese e dell sobrepoblamiento carcelario ma sono qui per la mia responsabilità. Però io non perdo la speranza di uscire di questo incubo, il più presto possibile.

3. La cella dove io sono, habitamos 3 personas. Nell muro vicino a mi letto shelo 1 bella fotode mio bambino, che cosi posso vederlo tutto l’giorno, anche si trova una tv per distrarre la mente per la sera, c’è anke una piccola terrazza, dove posso fare un po’ la palestra, lo bruto della cella che è molto piccola, no teniamos luce nella cella cuasi sempre siamo nell buio sono con mi amico dell stesso paese mio cosi posiamoparlare, perche io no parlo l’italiano bene, anche c’è un tunisino, che abita con noi. C’è anche un piccolo bagno, teniamo anche una tavola per mangiare, ma l’espazio e troppo piccolo, così describo la cella

4. La mia cella è dissabitabile siamo in 3 In un picolo pazio dove ce un picolo bagnio tutto il sofito e pieno di mufa Le pareti sono pieno di umidità. La docia non ce, la faciamo fuori in docie comuni. Ci sonno 3 picoli sgabelli e un tavolo dove si mangia quando si alza dal letto tutti e 3 non si puo muovere molto bene perche il spazio e picolo ci sono 3 picoli armadi dove non si puo sistemare bene tutte le cose abiamo modificato delle mensole dove metiamo le cosse. Non ci disinfestano ci sonno scarafagi da tutte le parti.

5. La mia cella è la cella piu simpatica della secione e la cella 19 una cella pulita tranquella e vivente ci sono 6 lette tendo li brandi una sopra l’altra lette a castello cnq lo passiamo bene le giornate in cella meglio 10 volte che un persona va all’aria la cella e piccola ma va bene cosi anche siamo in galera facciamo sempre del nostro meglio per non andare gu con il morale la cella ed 12 metri quadre penso ke sono pocchi per 6 persone la mia cella e una cella ideale senza altro sarebbe stata meglio si ci sono state solo 4 persone sarebbe piu spazio piu calma piu tranquileta pero la vita e cosi giò pravi compgne ogni uno porta rispetto all’altro comonque la passiamo bene in cella.

6. La mia cella ci sono tre persone abbiamo abitato il letto a castello. Io sono sopra. Il mio amico negro è secondo letto sotto è chiamato M. La mia cella c’e una televisione vecchia quando abiamo fatto la televisione sempre abiamo litigato. Per la televisione. Dopo tempo un po abbiamo fatto promesso. Di non litigare mai più. Mia cella c’è un bagno piccolo. Non c’e cucina. Ci sono per tre persone di armadio mentre io ho pulito la terra ascoltato muscica loro hanno guadato la televisione alla domenica quando sera lui M ha cucinato il cibo per stasera, serve la cena. Abbiamo tutti bravi. Insieme vivano in cella ogni giorni la gioia abbastanza contenta

7. Sono stato alla carcere di Sollicciano nella parte del giudizziale [detenuto nel reparto giudiziario, in attesa di giudizio; i condannati in via definitiva sono detenuti nel reparto penale, ndc] in sezzione quarta a cella tredici. In quella cella ce sono quasi vantisette metre quadrati per tre persona uno uno la otto metre quadrati. In cella c’era tre zgabelli e un tavolo e sei armade, tre picoli e tre grandi, e c’era anche tre le lette uno sopra l’altro e la cosa più brutta, il matirazzi come uno dorme su una cartona, non riesco a zdraiarmi su cuello materazzo finche mi stancho e li non cello dubbio sollo metermi a dormire per comenciare una giornata nova. E la cosa piu emportante il bagnio per noi però che senefrega di noi. Nel bagnio, lo spechio È rotta. Anche il posto dove metiamo il piatti non c’è qomoncue non c’è una cosa che ti fa stare tranquillo.

8. La prima cosa per parlare di questa situazione ci voule un gran coraggio perche e una situazione desomana per passari 20 ore in cella ke non neanche un cella per me e un tomba creata dallo stato italiano ogni mattina mi alzo tra quel 4 mura e li stesse persone e la stessa cosa ke fai il giorno prima per me la cella e la tomba dove viviamo in vita e poi con questo sovraffollamento non si po vivere solo una persona che ha il coraggio po vivere ma altre persone sono suiccedate perche in cella non hanno deritto e che non hanno possibilita megliore per pasare le giornate oltre le due ore d’aria un uomo non po trattenere il fiato sospeso per tutta la sua condanna e anche io ciò pensato molte volte farmila fineta per metto in testa che il giorno dopo sara megliori poi siamo sei persone in cella come fai ad’andare dacordo co tutti quanti questa per me e per tante altre non una vita non una vita.

9. De scrivi la tua cella sempre riccordo quel maledeto giorno quando sono entrato a cella mia, è una cellone piccola. Ho rimasto in questa cella fina oggi, è una cella con un letto a castello di tre posti, ci anche tre armadi grandi e tre piccoli. Due armadi per ogni una perssona un grande e un piccolo. C’è anche tre sgabeli e un tavolo. È una piccola stanza, piu il tirassino un metro quadrato più bagno è un metro e mezo, è un piccolo bagno, un lavandine e un didé piu il water. È la problema nel bagno non c’è lo specchio. Quando sono entrato a questa cella era sporca ho devuto lavarla, dopo venti giorni hanno andati via i miei ex compagne di cella. Ho sestimato tutta la cella di nuovo. Ho tachato qual chi bellissimi foto. È deventata una bella cella, pero e sempre carceri.

10. La cella dove vivo di momento è una piccola stanza che divido con due altri ragazzi. Al ingresso a diestra ci sono li tre armadi per metere i vestiti e altre cose come il perfumo, i libri, le lettre che ricievamo o lo vogliamo. Fronte c’e il bagno. Qua metiamo le cose per fare la pulizia, per andare a la duccia, i piatti, biccherri e tutto lo che sirve per mangiare. Normalmente c’e un specchio ma solo c’e un pezzo di specchio perche lo hanno rotto e no lo hanno cambiatto e sicurrissimo che no lo cambiaranno come il piccholo tavo lo mezzo roto que teniamo per mangare, scrivere, prepare molte cose. Anche l’acqua del bagno e le lampadine no funcionanno. A siniestra de la cella, dopo il bagno, ci sono tre letti acastello. Il fondo de la cella divido en due parte. Una picchola terraza dove se può lavare con secchi pieni di acqua e dove entra L’acqua de la piogge dentro la cella. D’altra parte e un piccholo spazio dove metiamo cose che compramo cuando facciamo la spesa. Anche qui entra l’acqua traverso Il muro cuando piove. Ho dimenticato, c’e un piccholo televisore sopra li armadi fronte l’ingresso del bagno e tre sgavelli. Come puoi vedere, tutto e piccholo. Solo la pena o il dolore di stare chiudo cuasi ventidue ore al giorno e grande.

11. Per fortuna non ho una cella ma una classe. La prima classe, quella di Volterra aveva le pareti umide, i muri larghi due metri, non c’erano finestre. I banchi, la cattedra e la lavagna degli anni Trenta, incastrati in uno spazio ridotto. Da allora la scuola di Volterra è diventata una bella scuola con spazi idonei per le attività. Simile alla classe in cui mi trovo ora a Sollicciano, con arredi nuovi e anche una LIM. C’è voluto tempo e impegno ma ora ci siamo. I bagni sono da migliorare. Ma ora ho una finestra lunga tre metri.

Le cinque regole della nostra cella

1.

Dobiamo lavare la cella ogni 2 giorni

Dobiamo metersi dacordo per i televizore

Uno gugina un altro lava i piati

Dobiamo fumare fuori i balcone

Quando qualcuno dorme dobiamo fare un po di silenzio per rispeto

2.

1 Spengere la T.V. alle 23h

2 Mantenere la cella pullita

3 Vuotare la spazzatura ogni giorno

4 Vietatto fumare nella cella

5 Fare un dolce ogni domenica

3.

1 Pulizia della cella

2 chiudere sempre la porta dil bagno

3 Rispettare il riposo di cioscuno

4 Non vutare spazzatura in cella

5 Non fumare in cella

4.

– Respetare il riposo del compagne non fare il rumore

– La pulizia del cella deve esere sempre pulita

– Uno pripara il mangiare e l’altri lavano le piatti

– Celiamo insiemi una cosa guardiamo nel televisione.

– Aiutiamo noi stesi senza manchare il rispetto a nesuno

5.

1 La pulizia in cella tutti il giorno

2 Sedeve farse la duccia

3 No dormire troppo che fàmale

4 Respetare chi no fuma in cella, fumare In terracino

5 Con le televisione no’ eseggiadare tutti la notte

6.

Ci sono con mi due infami in cella

E quando abbiamo bisogno di qualcosa

Tipo lampadina arrivano subito

E parlano solo con comandante

7.

1 La cella si deve pulire ogni giorno

2 I piati si devan lavare con acqua calda e detersivo

3 Dopo le 23:30 la TV. Si deve spegnere per poter dormire

4 Chi fa da mangiare prima si deve lavare le mani

5 Ciascuno di noi deve bere con suo bichiere

8.

Prima cosa rispeto

Mantenere la cella puleta

Un quando dormi gli altre nn fanno rumore

Ogni giorno cucina uno

Ogni giorno fa la pulezia uno

9.

1 La pulizia xke ogni 2giorni va pulita un giorno si o giorno no

2 quando uno dormi le altre deveno portari rispetto.

3 ogni uni tieni la sua propria roba nel suo armadio invice ke in Giro per cella

4 E che quando c’e uno straniero dobiamo parlare tutti la Stessa lengua cioè l’italiano.

5 Portare rispetto alle guardie.

10.

1. Rispettarci in quanto essere umani

2. Ascoltarci e comprenderci

3. Mescolarci

4. Parlare in italiano

5. Imparare il futuro semplice

Cronaca di una giornata in carcere

1. La matina mi also ale 08,30 mi lavo facio colazione e vado a scuola dopo vado in sezione facio docia, mangio e guardo televisione

2. Io alzo a matina 7,30 si lava e si veste e facio colazione bevo caffe e dpo mi chiamo per andare a scuola

3. Di solito mi alzo alle 7,30, faccio colazione e mi preparo per uscire all’aria.

Sto fino alle 10,00 all’aria poi vado in cella mi faccio un caffe e guardo tv. Alle 12,00 mi preparo il pranzo e dopo che ho finito di pranzare esco di nuovo all’aria.

Di pomerigio mi riposo un po’, poi la sera dopo cena mi faccio una partita di carte con i miei compagni di cella.

4. Matina mi alzo alle 8 mi lavo e mi rado. Facio la colazione poi vado a scuola. Dopo scuola mi preparo il pranzo e poi mi riposo un po. E nel pomeriggio scendo un po in aria per fare due passi e di sera vado dai miei amici per cna. Dopo quando ritorno in cella mi meto a letto e guardo la t.v. Questo è un raconto in galera come pasa la giornata un detenuto

5. Io mi alzo alle 8,15 vado in bagno dopo faccio colazione. Dopo mi preparo per andare a scuola. Vado a scuola torno alle 12,30 facio la docia dopo mangio dopo fino ale cinque goarda la televisone dopo fino ale 8 gioco a carte con miei amici di cela alle 9 mi meto in leto goardo la telivisione dopo adle 11 dormo

6. Mi alzo alla matina presto alle 6h00 poi faccio la mia preghiera e dopo mi rado la barba. Alle 7h00 mi vesto alle 8h00 facio la colazione e alle 8h30 vado a scuola. Mezogiorno30 in sezione e il pranzo a 13h e dopo alle 14h30 vado fare la doccia

7. Io qua in Sollicciano, studio, cucino, e gioco alle carte. Paso il tempo con li ragasi.

Mi ocupo de la policia de la cella. E trato di comportarmi bene con la guardia della mia sezione, per stare bene con la mia condotta e potere uscire piu presto, perche sonno pesante li giorni e cerco di stare tranquilo, anche puo noioso, sono stanco di stare chiuso, senza una persona si ricordi di me.

8. Di solito mi alzo alle 8 di mattina mi lavo facio colazione e mi vesto per andare a scuola. Alle 8,45 arriva l’asistente apra la cella esco per andare a scuola.

Alle 12,45 ci finisciamo la scola e ci torniamo di nuovo alle celle. Mi fa pranzo e mi facio subito la docia e si ho tempo ancoura per andare al passeggio per fare una camminata, mi andrò, ma non andrò quasi mai in settimana. Sabato e domenica esco al passegio mattina e pomerigio.

Ma in settemana di sulito il pomerigio si fa socialetà. A volte alle 17.00 vado da i miei amici nella loro cella e giociamo le carte o la dama ci passiamo 3 ore fino alle otto, mi torno alla mia cella guardo la televesione fino alle 23 e dormo.

9. La mia giornata in carcere è una giornata molto semplice. Mi sveglio la 7 di matina è bevo una caffè insieme con il miei compagni di cella, dopo che loro vanno al Lavoro è io cominccio a prepararmi per andare ha scuola.

Ha scuola il tempo mi passa in fretta è mi piace tantto Perché imparo tantte cose di che ho bisognio a integrarmi in società quando ariverà giorno di Lascare guesto posto.

10. Oggi e stato sucesso una cosa strana al carcere di Sollicciano. Alle 08:30 mentre le detenuti facevanola docia e stata tagliata l’aqua e ce detenuti chi sono rimasti con il sopone e shampo nella testa e a quel momento e stato chiesto da parte del detenuti all’agente del sezione perche è stata tagliata l’aqua e ha risposto che lui e stato avvisato per le 09:00 invece e stata tagliata prima. E una cosa vergoniosa.

11. La matina mi sveglio alle otto, mi lavo il viso, denti e i piedi, dopo mi vesto e facio il caffè, la quale esco in ballcone, dove bevo il caffè e penso fori La mia ragazza, che cosa faciamo fori, dove ci andavo con mia ragazza e con figlio di lei. Ho tanto nostalgia di andare dove penso ogni giorno che non mi riesce della testa. Da quando mi a lascato la mia ragazza o penso oggi giorno perche sono stato molto bene insieme con lei, questa mi succede quasi tutte le mattine anche la notte qualche volte o sogno, mi a rimasto stampato alla memoria. Dopo che finisco il caffè e a pensare prendo la nappa ci esco della cella per andare a scuola, quando arrivo penso a che mi dice il maestro e sono contento. Quando finisco la scuola ritorno in cella, mi preparo per la doccea, preparo qualcosa di manggiare, manggio con compani di cella, lavamo piatti. Dopo che finisco mi meto a dormire un’oreta, la quale quando mi sveglio bevo un caffè e faccio i compiti di o, di non cello aggiusto la anagrama dopo che finisco guardo alla tv le nozie. Quando e quasi l’otto prepariamo di manggiare laviamo i piatti la quale saliamo in letto. All’undici dopo che finisce il film stto in letto e penso alla diverse cose belle fino a quando mi adormento.

12. Al cinque dil matina, lavo tuto il mio corpo e vado pregare quando finisco turno a leto piro non dormo per forza il mio pensiero subito ala mia famiglia, penso al mio padre chi sono laciato da solo a mia paiesi non da solo piro cè il mie frategli e picole, e mio padre divintato. tropo grande. sora setanta quatro anni non poi lavorare. e sempre il mio pensiero con lui nche per la mia mama chi morta e non lovista da novi anni. Va bene cosi ce dio con loro. Ale otto mi also da letto. lavo la mia boca e facio quel cosa per magiare. e dopo un cafe, quando finisco aspeto lasistente per cendo a scola, e quando cendo a scola tcerco per capire la lingua italiana e secrivire. e vedo un altre persono, inche passare il tempo, quando turno a mesa giorno, lavo un’altra volta il mio corpo e prigare quando finisco cucino una coso per mangiare e cendo al’aria caminare un po E giocho bigliardo con mie amici cosi passatenpo. Ale tre quando salire lavo un’altra volta il mio corpo e prigare dopo subito vado aleto per rilasare uni po meto un programa a telvisione, fina al cinque mi also facio cucinare dopo aprano il sezione vado schersare con il mie amici e parliamo un po. Dopo turno a cella metto un filme. E cosi finita la giornata.

13. Quando ti trovi in carcere, la vita cambia totalmente. I primi mesi dentro le mura sono difficili da trascorrere. Ti manca tutto: i tuoi cari, il loro amore, il loro affetto e la liberta. La vita è come un orologio fermo e ti fa veramente morire dentro. Per le guardie non sei altro che un numero e niente piu. Ogni giorno che passa è un giorno rubato che non recupererai mai più. Ti chiedi Dio esista e veda la realtà. Tante notti sogni di essere a casa: sono sogni che non vorresti mai finire e quando apri gli occhi, per un attimo ti manca il respiro. Ti sembra che il mondo ti crolli addosso, per sopravvivere cerchi di cogliere tutte le occasioni: i tornei settimanali di pallone nel campo e la scuola. Tu speri che un giorno Dio si ricordera di te e della tua famigli che soffre la tua lontananza. Speri che tuttu sia soltanto un brutto sogno e che potrai tornare accanto ai tuoi figli o a tua moglie.

14. La matina mi alzo simpre la matina e penserò la mia famiglia come stanno. E penso il mio avocato. Per trovarmi una cosa per uscire. In carcere c’è solo la rabbia anche il dolore.

15. In carcere io cercero di passare tempo In modo simplice sinza pinsare dove vivo adesso mi alzo sempre matina. Faccio la preghera, poi vado al passeggio per prendere un po’ d’area. dopo retorno In cella preparo la colazione, un pò di pane arabo, caffè. E marmellata mangio e bevo. poi vado in cucina faccio pulizzia anche. lavo tutti i piatti. e cosi passero vaddo alla scuola per studiare lingua italiana, anche cerco parlare italiano e per conoscire altra cultura. E una volta alla settimana io guardo il film per prendere un po’ d’esperienza. La sera faccio soccialetà con i miei amici, mangiamo o giochiamo la carta napolitana. Dopo la socialità vado in cella guardo la TV. Però negli ultimi mesi io penso simpre la miei familia, anche il mio cane.

16. Mi also la mattina presto virso alle otto e faccio culazione e mi visto per andari all’area per fare sport perchi mi piacci molto dopo ho fatto colloqui per scuola mi hanno chiamato sono andato a scuola per studiare e imparare qualcosa in piu e circo di non pinsare e dimenticare il tempo che passo qui in carcere e pui scuola un posto di docazione per tutte cose non farmi pinsare troppo le ricorde di fuore perchi uni tanto un pu di pinsieri capita voglio dire uni mezzo ora o uni ora prema cosa chi penso la mia vita e non dico rovinata ma quasi distrota nel senso chi perso la libirta e famiglia amici lavoro o perso quasi tutto perchi uni giorno chi passo qui per mi come un anno e un anno come tutta la vita perchi quando mi portano da scuola in cella mi mittano diatro lesparri e comincio pensare alcune volte mi vido come una scemmia pui dopo campio pinsiere

17. Chi voule sapere la vita nel carcere e durae depende da come la passe e dove la passe perche hai cose da avere e da rispettare si uno sa chiudere quel tempo che ha della giornata. Anche si facile da scrivere ma dura da passare e come un ucello senza le ale e personalmente se ti trouve nel momento dificolta che voi avereil tuo diretto ma unagente ti passa ad unaltro e sara dura ad avere quello che voi dovra averela forza di mente.

E come fai ad averequel tuo deritto e non sai come ti dico perche ci sono altro diritto anche se dura depende dal carcere e chi lo comanda.

Ma dobbiamo sapere tutto passera ma con la forza tua e di dio vivrai al meno.

Meglio di chi è senza fede perchè quella nessuno te la po’ levare e speriamo la liberta al piu presto.

18. Consegno il documento e ricevo il contrassegno verde che mi permette di salire in carcere. Timbro il cartellino e comincio a salutare tutti quelli che incontro, sapendo già che solo uno su tre risponderà. Vado a comprare l’acqua a un distributore automatico. Incontro i miei colleghi nella nostra stanza. Ci scambiamo informazioni scolastiche, carcerarie e personali. Controllo la posta elettronica per l’ultima volta e poi mi avvio. Passo il secondo cancello, lascio il nome e consegno il telefono, passo il terzo cancello e percorro uno spazio esterno. Passo il quarto cancello e lascio di nuovo il nome. Passo il quinto cancello. Percorro un corridoio e una scala e passo il sesto cancello, il settimo e l’ottavo. Sono nel reparto della scuola. Entro nella mia classe. Prendo i libri e il registro dall’armadio. Preparo tutto sulla cattedra. Ripercorro il corridoio e un paio di cancelli e vado dagli educatori a sentire se hanno novità per noi o a consegnare documenti, richieste e a prendere nuove domandine per la scuola. Tornando faccio le fotocopie, tra battute e rimproveri. Ritorno in classe, a volte qualcuno è già arrivato, a volte devo ancora aspettare. Siamo tornati al regime d’accompagnamento, cioè gli agenti salgono nelle sezioni e prendono i nostri allievi che sono all’aria. Per un breve periodo venivano da soli. Così, avevano maggiore responsabilità e meno scuse, non erano trattati come bambini da accompagnare. Erano di più.

Cominciano i piccoli o lunghi dialoghi con i singoli allievi che hanno grandi o piccoli problemi personali. Familiari o penali o carcerari. Spesso familiari e penali e carcerari. Per fortuna qualcuno scherza. Nel mezzo comincia la lezione. Qualcuno ha il campo, la matricola, la visita medica, il colloquio e oggi non è sceso a scuola. Arriva l’agente a prendere un allievo che ha l’avvocato. Mi portano il telefono perché un educatore mi sta cercando. Devo allontanarmi. Do delle schede o una pagina del libro da compilare. Per fortuna ho già spiegato. Ritorno e mi cercano da un altro reparto. Ritorno e ricomincio. C’è la pausa fumo. Piccolo incontro con i colleghi o qualche allievo mi chiede di comunicare una cosa agli educatori. Si ricomincia. Di nuovo un avvocato o se è venerdì la preghiera. Ogni tanto la notifica di una scarcerazione. Studiamo il futuro anteriore?

Alle 12,30 gli agenti chiamano per l’uscita e poi passano a controllare che non sia rimasto qualcuno in classe o in bagno. Io risistemo tutto nell’armadio e poi rifaccio tutti i cancelli al contrario fino all’aula insegnanti. Controllo la posta, il telefono e una volta a settimana abbiamo la programmazione di gruppo anche con gli insegnanti delle altre due carceri fiorentine (il “Mario Gozzini” e il minorile). Infine gli ultimi due cancelli e sono fuori.

Nota. Le “domandine” sono i moduli che i detenuti devono compilare per fare delle richieste, compresa quella di frequentare la scuola. Sono chiamati così dal loro formato, sono dei piccoli fogli A5. Su questo vedi anche la nota alla sezione “La classe”.

Nel corso degli anni ho portato in carcere quasi 2000 ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Firenze, nell’ambito di un progetto inserito nelle attività educative del Comune di Firenze. Al termine dell’incontro con i detenuti, ragazzi e ragazze sono liberi di uscire dal carcere. Tutti pensavano che ci fosse una mensa, e credo che la stragrande maggioranza degli italiani pensino la stessa cosa – sarà per i film americani. A Sollicciano non c’è una mensa per i detenuti (e no, non è stata levata – come ha azzardato un ragazzo – perché c’erano troppe risse, accoltellamenti, rivolte, le cose che succedono al cinema e nelle serie tv). A Sollicciano c’è il “portavitto” che tre volte al giorno (alle 8, alle 11,20 e alle 17, tranne alla domenica che passa solo alle 8 e alle 11) distribuisce il cibo cella per cella. Chi ha un po’ di soldi può comprarsi un fornellino da campeggio e far la spesa attraverso lo “spesino” presso un fornitore che ha vinto un appalto per la vendita interna di una lista di prodotti. I detenuti possono anche ricevere alcuni alimenti nel pacco che possono portare i parenti (peso massimo: 20 chili al mese). Sui lavori in carcere, tra cui “portavitto” e “spesino”, vedi la sezione CV (di prossima pubblicazione).

La mia foto

1. Molto tempo che non ho preso una foto. Foto che mi a dato Claudio. Mi a dato la sucurezza che sono ancora giovani. Questa foto mi da la sucurezza che sono rimasto la stessa persona come sono statto cempre, ho preso due foto, una mi a piascuto perchè la foto è piu polito, la seconda foto è un po’ scuro è un po’ buio. Ma onnestamente cqsta foto è per me un grande suvenire, la mia rincrasiamento va a claudio e tutti maestri. Grasie.

2. Oggi e preso 2 foto grazie profesore per questa regala che mi fare, oggi fatto un torneo di calceto dove o fatto ancora un foto. Queste foto la pose portare la mia famiglia.

3. Guardo la mia foto i vedo una persona persa in questa vita in cuesto carcere. Una persona che a zbagliato tanto. Cuesta volta io credo con la passenza passo tutu alla fine va toto bene. Io spero una altra foto rimane con ricordare mie due amicci jorgiani che sono molto bravi.

4. Guardo la mia foto e vedo una persona cambiata, una persona seria.

Devo ringraziare il maestro di aver fatto le foto per mandare a casa ai miei genitori, perche gia loro non mi hanno visto da un po di tempo e sono anche tristi perche mi trovo in cuesta situazione.

Cosi li posso fare anche io un bel regalo da natale, mandando una foto con me.

Ti ringrazio per le fotto e ti auguro un buon natale.

Ti saluto e non devi esere arrabiato con me.

5. Finalmente, ho recevuto la mia foto, da tanto tempo che non lo faccio un foto. Oggi ho preso la foto e mi viene da piangere. Nel la mia vita odio i foto, non lo so perche, me recordo che la foto che mi fatto nella mia vita. Ci sono foto de scuola e anche per la carta di dentita, e per la patente, e il passaporto che c’è l’ultimo foto che mi sono fato.

6. Guardo la mia foto vedo di cuanto sono in carcere sono cambiato tanto. Sono triste cuando a fato foto pensando ala mia familie di Romania per cuesta cosa ero triste.

Di cuando suno in carcere a o dimagrito tanto cuanto guardo la mia foto.

Cuesta foto la mandro a mia familia a Natale.

7. Da tanto non ho fatto una foto, oggi per cazo ho trovato un foto mio da un migo mio. Questo foto è lultimo di mie foto che ho fatto, ma paragonarlo con gli altri quando sono più giovani con el mio problemi e cazine, si vide tanta diferenza.

Proprio nil viso. Tra gli occhi che sono cambiate con tempo e il fumo e lalcol e le labre che sono diventate nire a causa de sigarete e le ruche sul viso causa di problemi e pensiero tropo e lavori fategozi che cominciato farli da picolo e la barbalunga chi non havuta mai nil qualsisi foto e quardo anche i mei cappele che stanno cascando ho vistu alcuni bianche: spero che durano un po ancura sìno mi sento gia vechio a trenta anni.

8. Oggi il profesore mìa portato 2 foto che abbiamo fatto nell calcere di sollicciano a scuola e sono contento per il suo pensiero che a fatto per noi che era davero dificcile a prendere il permeso dal diretore. E lo ringraziamo tanto per la sua Centilleza.

9. Non so perché ma qualche anno fa ho fatto questa foto con tutti gli allievi della scuola. Ci sono io al centro e loro attorno, però ho coperto tutti i loro occhi con una striscia nera, l’ho ingrandita e appesa all’entrata di casa in mezzo a decine di foto storiche, comprate nei mercatini, di classi con il loro insegnante. Per qualche anno son stato autorizzato a usare una macchina fotografica per documentare tutti i progetti, gli eventi e i concerti. In quei casi gli allievi firmavano una liberatoria che mi permetteva di fotografarli.

Il tempo

1. Il tempo in pochi parole non passa mai, e non voglio nemmeno parlare perche sono stufo del carcere, e troppo pesante

2. Sono etape de la vita che ogni persona vive de diverso modo. Il tempo pasa lentamente o velocemente dipende di ogni persona come lo fa diventare giorno tra giorno, il tempo pasa j la vita sta finendo

3. Il tempo è quello che mi da senso.

Senza tempo non posso portare un ordene

Non posso sappere cosa devo fare, quando e como farla

Il tempo è che divise il giorno e la notte

Il tempo è un fattore importante en la vita di tutti

4. Per me, il tempo che pasa qui in galera mi dispiace, per me tempo e tropo prezioso, il tempo fa parte de la mia vita, mi dispiace tanttisimo quando pasa per nula, ma io sempre sto cercando per fare colcoza buona in tempo che passa.

5. Il tempo è una cosa che nessuno può fermare. In carcere è una cosa difficile da programmare. Ti manca la libertà, ti manca la tua famiglia e ti accorgi quanto tempo tu perda rinchiuso in un sistema punitivo e non riabilitativo, che mai avresti pensato che toccasse e nemmeno potesse sfiorare te e la tua famiglia!

6. Il tempo, perché in carcere non ti schiacci, devi organizzarti nei minimi dettagli, cercando di trovare sempre il lato positivo anche delle piccole cose, aggrappandoti disperatamente ai ricordi più belli della tua vita, pensando che nella vita tutto passa e che vale la pena di reagire perché fuori c’è tanta gente che ti vuole bene, che stà soffrendo e che ti sta aspettando perché ti ama!

Fortunatamente ti possono rinchiudere, ti possono togliere tutto ma c’è una cosa che nessuno può fermare……IL TEMPO!

7. Ho scoperto in carcere quanto valore abbia il mio orologio, per tutte le volte che mi è stato chiesto in regalo.

Un libro che hai letto

1. Nela mia vita o leto solo un libro. I motivo xke o letto soltanto un libro xke nela vitta normale non lo prezo mai l’iniciativa a legere un libro xke non lho pacienza a legere.

Lo scritore di questo libro si ciama Eduard Bunker. Questo libro è bazato su una storia vera che a visuto lo scritore da picolo.

Xke o letto questo libro xke il ragazzo che me la proposto di legerlo ma detto che un libro bazato su una storia vera. E a me le storie vere mi piacono.

2. Il raconto

I libro parla di un ragazzo che e natto in america. La sua famiglia era formata dal suo babbo e la sua mamma. Questo ragazzo inizia a fare reati da leta di 5 anni e comincia a rubare a rapinare . Lo becano lo metano in una comunita. Che sta x un periodo poi scapa. Quando a avuto 18 anni finise in carcere ucide altre persone dentro i carcere. Poi ese dopo una certa età diventa un scritore. Fine.

3. La pianista belga

Raconntava di comunismo nel anni 1947 fino al 1988. Di una famigia che erano ricchi e poi diventati poveri per una persona che lo tenevano in casa clandestino. Poi il stato dopo che lanno trovato la persona in casa di quella famigli riccha. Lo stato gli a tolto tuto il redito.

Era veramente un bel libro e mi è piacuto tanto.

4. Io lego poco libri ma non mi ricordo quale libro che ho lego ma onnestamente ho poco motivazione per la lectura di libri.

La mia libro preferisco è i libri romanticco.

5. Racconto lultimo libro che ho letto si chiama Jon Balan, un bambino da Bucarest.

Jon Balan era un bambino da 8 anni e faceva tanti casini.

Quando ha finito il primo anno di scola e andato in vacanza dai nonni materni perche nonni materni lo amavano tantissimo e faceva tanti gusti che voleva lui.

Ha incominciato dal primo giorno da fare cazini stava al balcone e buttava uova in testa a gente che pasavano in strada.

Lui era tanto contentissimo che la prima vacanza la faceva ai nonni materni.

6. Ho letto tante libri ma sempre ho puntato su libri arabi come scretore, perchi sono arabo e per me troppo facile è capire. Dell europa ho letto la storia di vigenghe. Che rimane orfano da picco cresce in una piccola campagnia nel nord soto al fredo de la nieve. E quando e cresciuto e infiltrato nella squadra che operato investito tanto tempo nel mezzo di l’ocieno atlantico. E sono finete anche alla americana el prima di Cristoforo Colombo. La storia racconta chi è un tempo gli infedeli pensano solo a ricchersi e vivere al miliore, certo come noi ma loro erano certo mangiatori di carni umana. Comunqui una storia bella e un libro di saicento pagine. Il mio difeto chi quando lego un libro cosa indica positivo o negativa mi rimpiena la mimoria che ci cancella ma non ci rimpiena mai tuttamente. Sempre abbiamo bisogno capire le cose come sono inventati, come sono publicati, come sono construite, e come sono finite.

7. Dei libri arabi ho letto: La pena del inocente, un libro di Ahme Otmane un tunisino ha scontato in Tunisia diece ani in carceri inocenti come poleticante in tempo di ex presidente di Tunisi “Borghiba”. Il scrittore doppo un lunga vita era in asilo poletico a Marocco nel 2004 ho letto anche per “Omar Chrambi” un scrittore marochino e altri libri come le Millanotte e notte. Sei libri di guerra mondiale la prima e la seconda come sono iniziate e come sono e chi erano le persone famose e politiche e chi i generali famosi. Chi erano i paesi che hano soferto di pieu e l’altri chi sono ricchi.

8. Camosci e girachiavi di Christian De Vito, una Storia del carcere in Italia dal 1947 al 2007. E Alice nel paese delle domandine. Racconti dal carcere di Sollicciano, a cura di Monica Sarsini.

Cosa provi quando ascolti la musica in carcere

1. Io ascolto tanto musico e anche mi piace tantissimo ma cosa provo non loso spiegare loso che mi piace tanto e ascolto molto tipi diversi di musica E per un po’ mi fa ricordare molte cose

2. Quando sento la musica mi sento benissimo mi fa relassari e mi fa dimenticari mie problemi e mi fa ricordari delle belli periodi vessuti della mia vita. La musica per me e un cibo del anima e credo que la vita sar un chifo si non ce la musica

3. Il giorno 23 marzo la mattina, io sono andato a teatro per sentire la musica. E quel giorno troppa gente. Il teatro tutto pieno. Quando inizia la musica. Mi sento come ero prima di innamorarmi con la mia ragazza. Ho visto loro fanno musica, mi sento girare il mio sangue. Sono troppo felice. Grazie a loro venuti a fare questo spettacolo. spero c’è un’altra volta per me ancora Sentire quello spettacolo.

4. Quando io ascolto la musica. Sento come quando ero piccolo e mia madre canta. E la scuola mia maestra canta, e poi mi sento girare il mio sangue. Come canto mio e ballo mio. Per cui la musica mi piace tanto.

5. Mi piace sentire la musica, io sentivo tutti i tipi di musica perché mi tolgo dal male, quindi inizio a pensare un altro non quello che mi vivo da brutto. La musica per me è una legge libera…

Davvero qualche volta senza pensare cosa faccio appena sento una canzone inizio a ballare.

6. Un grande piacere se è suonata dall’Orkestra Ristretta di Massimo Altomare. Una grande curiosità se me la fanno ascoltare allievi dalla provenienza diversa. Un’intensa emozione quando è improvvisata da un allievo per farmi capire che cosa prova.

Nota. Il cantautore Massimo Altomare l’ho trovato a Sollicciano quando sono arrivato (già seguiva dei progetti) e ho cominciato a collaborare con lui. Nel tempo, con i detenuti ha realizzato parodie, spettacoli, concerti poi ha messo in piedi un gruppo musicale che ha chiamato Orkestra Ristretta, con cui ha fatto concerti all’interno e anche all’esterno del carcere (portando della formazione chi poteva uscire). Ha realizzato dei CD e ha permesso ad alcuni dei suoi musicisti di registrare dei singoli.

CONTINUA…

Nota. L’immagine di apertura è un fotogramma tratto dal reportage di Pier Damiani D’Agata dal carcere di Sollicciano, Un viaggio nel degrado, andato in onda su Rainews il 19 maggio 2026, disponibile online.

Il 12 giugno 2026, Nova Radio di Firenze ha intervistato Claudio Pedron per la fine dell’anno scolastico 2025/26; la conversazione si può riascoltare qui.

Le altre parti dell’antologia:

Scrivere dal carcere, in italiano. 1

Scrivere dal carcere, in italiano. 2

Scrivere dal carcere, in italiano. 4

Scrivere dal carcere, in italiano. 5

Archiviato in:||, Documenti Claudio Pedron

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