Manhattan, 18 ottobre 2025. Immagini e slogan da una delle manifestazioni “No Kings” che hanno avuto luogo in tutto il paese.
Si dice spesso che negli Stati Uniti non si sciopera. È vero. Ma ciò non significa che la gente non scenda in piazza. Basti pensare, in anni recenti, alla Women’s March del 2017 o alle proteste che seguirono l’uccisione di George Floyd nella primavera-estate 2020. Il 18 ottobre 2025 almeno 7 milioni di persone sono sfilate in corteo in oltre 2.700 città e cittadine del paese nella terza manifestazione su scala nazionale contro Donald Trump dalla sua installazione nella Casa Bianca il 20 gennaio scorso. Quella del 5 aprile aveva avuto come slogan “Hands Off” – giù le mani da… L’evento si era ripetuto il 14 giugno, questa volta con il motto che per ora si è rivelato vincente: “No Kings”, per ricordare che gli Stati Uniti nacquero dalla ribellione contro la monarchia britannica e sono stati una repubblica fin dalla loro fondazione nel 1776. Non a caso la bandiera nazionale era sicuramente l’emblema più presente in tutti i cortei.

So per certo di non essere stata l’unica tra i milioni di manifestanti ad aver provato disagio verso questo marchio di fabbrica del presunto eccezionalismo statunitense. Ma va dato credito agli organizzatori di aver individuato uno slogan molto efficace. Non solo è in grado di raggruppare tutta quella metà del paese che ripudia la svolta autoritaria di Trump, a dispetto di molte differenze, ma ribatte anche ai tentativi di alti esponenti del Partito repubblicano di dipingere i manifestanti come militanti di estrema sinistra, gruppi di antifascisti armati, “sostenitori di Hamas” e “nemici degli Stati Uniti”.
A coordinare queste enormi ondate di proteste non è il Partito democratico, bensì un’alleanza di associazioni e movimenti di base che ha scelto di chiamarsi “Indivisible”. Ovvero, ha scelto nuovamente di attingere al patriottismo statunitense dato che chiunque sia cresciuto o viva negli Stati Uniti riconosce questa parola chiave che spicca nel giuramento di fedeltà alla repubblica che si recita a scuola e nelle cerimonie ufficiali (se poi vi sappia individuare o meno un rifermento alla vittoria delle forze anti-secessioniste durante la guerra civile del 1861-65 è un altro discorso). Più neutro ma sempre volto all’unità trasversale è il nome adottato da una delle organizzazioni che fanno parte della rete “Indivisibile”: 50501, che sta per 50 proteste, 50 stati, 1 movimento.
Il 18 ottobre 2025 c’erano tre marce a New York, con oltre 100.000 persone nel corteo che a Manhattan ha percorso 2,5 km lungo la 7th Avenue, da Times Square alla Quattordicesima strada. La marcia è stata interamente pacifica. Molti vestivano costumi gonfiabili di ridicoli pupazzi per smorzare la tensione e dimostrare con ironia l’irragionevolezza delle accuse di facinorosi rivolte contro di loro dagli oppositori politici (una tattica iniziata a Portland alcuni giorni prima e ora nota come “tactical frivolity,” frivolezza tattica). Tra i cartelloni non si contavano le analogie tra l’attuale governo e il nazismo, ma qualcuno ha provveduto a sovrapporre la faccia di Trump anche a quella di Mussolini. In molti poi hanno saputo essere spiritosi pure in un momento così drammatico.

Trascrizioni
Bandiere
Stati Uniti
Stati Uniti con scritto NO KINGS
Cartelli

I [love] / immigrant / NY adattamento del classico motto della città, con il simbolo del cuore per “love”
Stop / Trump’s / illegal / power / grab stop alla presa illegale di potere di Trump
Patriots / say / no king i patrioti dicono “nessun re” con il disegno di una corona cancellata da una croce
Protest / is / patriotic protestare è patriottico
MELT ICE con il disegno di un cubetto di ghiaccio che si scioglie (riferimento allo United States Immigration and Customs Enforcement, acronimo ICE, la forza di polizia formata dopo l’11 settembre 2001 che ora sta facendo retate di migranti)

No Kings since 1776 nessun re dal 1776 con il disegno di una corona cancellata da una croce
Cartello con SS nazista con il volto del vicepresidente J.D. Vance

Cartello con il volto di Trump sulla base di una immagine di Mussolini in fez e divisa da camicia nera con didascalia “IL DOUCHE”; “douche” è da intendersi nel suo significato volgare, traducibile con “coglione”, “stronzo”
Protect immigrant nyers / PASS NY 4ALL
NO TROOPS IN NYC con la testa e il braccio con la fiaccola della statua della Libertà
HANDS OFF NYC
No crowns for clowns! con la faccia di Trump truccata da pagliaccio
Immigrants make America great! Keep your fascists hands off
Rejecting Kings since 1776
Support your local ANTI-FASCISTS / FIGHTING NAZIS SINCE 1941 / your rights are under attack con una foto storica (Iwo Jima, marzo 1945) di un gruppo di soldati che celebrano una vittoria intorno a una bandiera americana
I am here because I [love] America con il simbolo del cuore per “love”
[up] Queens [down] Kings con i simboli delle frecce verso l’alto e verso il basso, allusione alle drag queen
ICE fuera / ahora ahora ahora ahora con riferimento alla polizia anti-immigrazione (vedi sopra)
If Melania doesn’t have to live with him we shouldn’t have to either / No kings oct 2025, con riferimento alla “first lady” che non si è trasferita alla Casa Bianca con il marito presidente Donald Trump e vive per conto suo a New York

NO CROWNS / NO THRONES / NO KINGS
NO Kings Then / NO Kings Now / No Kings EVER!
NO PALACE, NO THRONE! / This is the USA NOT ANCIENT ROME! / We Are Not the Enemycon due vignette caricaturali ai lati: a sinistra Trump (nudo, con corona e scettro) circondato da “cortigiani” adulanti; a destra Trump (nudo, con corona e scettro) che chiede “Qualcun altro vuole dire che l’imperatore è senza vestiti?”) mentre due dei suoi sostenitori portano via il/la “colpevole” incappucciato/a
SAVE NOW OUR DEMOCRACY con l’immagine dell’incipit del manoscritto della Costituzione del 1787 “We the People”
Jesus Welcomed All Immigrants
YOU’RE ENTITLED to your own OPINIONS but NOT your own FACTS hai diritto alle tue opinioni, ma non ai tuoi fatti
We the People scritto su più righe, in colore rosso e blu su fondo bianco (colori della bandiera degli Stati Uniti), altro richiamo alla Costituzione

Cori e slogan
No justice, no peace
Una persona intona: Show me what democracy look like; il coro risponde: This is what democracy looks like!
No fear, No hate, No ICE in our state
No hate, no fear, immigrants are welcome here
Hey hey, ho ho, Donald Trump has got to go
Nota. Esiste un opuscolo che il Kairos Center for Religions Rights, and Social Justice ha messo a disposizione per manifestanti e “capi-coro” alle manifestazioni No Kings (giugno 2025). Tutte le foto sono di Francesca Trivellato.

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